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 Storia regionale e gastronomia abruzzese

 Attorno al 1340, nell'alta valle del fiume Fino, i nobili Acquaviva favorirono la diffusione del grano saraceno ed impiantarono i mulini a palmenti, tra i primi della penisola. I mugnai della zona mescolando sapientemente gli avanzi delle tante farine ottenute dalla pulitura delle macine, inventarono un tipo di pasta, i "maccarune a la mulinare".

 A Villa Santa Maria, nel 1560 Ferrante Caracciolo organizzò all'interno del proprio castello la prima scuola alberghiera della storia: convocò i giovani del paese e quelli di tutti i paesi vicini e gli insegnò i segreti dell'arte culinaria. Da allora nel regno delle due sicilie divennero famosissimi i cuochi abruzzesi.

Famosissimo e legato alla storia passata è il rito della Panarda. Nel 1800 Edoardo Scarfoglio diede il nome Panarda all'usanza regionale di festeggiare le occasioni speciali con tavole imbandite su cui scorrevano oltre trenta portate.
A Natale sulle tavole si alternavano piatti e prelibatezze varie: ogni sorta di pesce azzurro, dalle sardine alle anguille, dalle acciughe alle aringhe, e poi baccalà, trote e gamberi, frittate, formaggio, verdure sott'olio e fritto misto, il tutto accompagnato da pane cotto a legna. Tra le portate obbligatorie i maccheroni al ragù e la pecora alla cottura.


Tutti gli ospiti sono tenuti ad assaggiare ogni piatto accompagnato dal vino locale. Alla fine del pasto è consigliato un buon bicchiere di digestivo abruzzese...
Oggi questa tradizione è quasi scomparsa e viene ripresa solo in momenti speciali come matrimoni e battesimi.