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 Rimini

 La provincia di Rimini ha da sempre costituito una terra di confine sin dai tempi antichi quando quest'area rappresentava terreno di incontro-scontro tra il nord gallo-germanico e il centro-sud geco-latino, bizantino ed arabo. Successivamente, sin dall'alto Medioevo ecco che quest'area rappresenta la suddivisione tra l'impero romano e quello longobardo.
Ovviamente in tutto questo la cultura ne ha tratto una direttiva di sviluppo alla quale la cucina e la gastronomia non hanno potuto sottrarsi.
Ecco allora che si è venuta a creare un'interessante commistione di usi e costumi, anche in ambito culinario, che tutt'oggi caratterizza quest'area, per esempio si trova nella cucina di questa zona un'alternanza giustificata da secoli di tradizioni nell'utilizzo dei diversi grassi da cucina.
Qui lo strutto, il burro e l'olio d'oliva trovano una loro giusta collocazione a seconda del piatto che si sta preparando, la piada, dunque, necessita assolutamente dell'utilizzo dello strutto, la polenta, di origini più nordiche richiama l'utilizzo del burro ed, infine, le verdure, alimento più legato alla tradizione mediterranea richiedono l'utilizzo dell'olio per la loro preparazione.
Ovviamente tutta la cultura culinaria di questa zona è altamente influenzata dalla presenza del mare e dalle attività ad esso correlate, i frutti del mare andavano a soddisfare le esigenze alimentari soprattutto della popolazione appartenente ai ceti meno abbienti che si nutrivano di quel pesce che oggi è tanto in voga ossia il pesce azzurro, una volta considerato pesce di classe inferiore.
Ancor oggi si ritrova l'antica tradizione marinara di preparare il pesce direttamente sulle spiagge, le "rustide" cioè pesce grigliato, vengono, infatti, ancor oggi servite al crepuscolo ai bagnanti.
Il pesce, pescato sulle coste del Riminese, veniva suddiviso in qualità più costose e qualità più povere, queste ultime venivano vendute nelle campagne e a seguire la vendita di tale merce erano proprio le mogli dei pescatori, le quali sistemavano il pesce freschissimo in una cassetta legata alla bicicletta e partivano per le campagne per cercare di vendere il pesce appena pescato.
Il pesce più pregiato veniva, invece, acquistato dalle pescherie del posto.
Pur essendo il pesce, l'elemento portante di tutta la gastronomia locale, non bisogna, però, dimenticarsi di altre preparazioni ugualmente legate alle tradizioni di questa terra come i capelet, i passatelli in brodo, i maltagliati, la piada ma anche il castrato e le carni degli animali di bassa corte.
Inoltre quest'area è anche rinomata per alcuni prodotti caseari tra cui il formaggio di fossa e il pecorino.
Nella provincia di Rimini, infatti, è presente da secoli una buona attività pastorizia, in particolar modo di ovini.
Alcuni reperti archeologici testimoniano che addirittura l'allevamento di ovini risalga all'età del ferro, l'allevamento ovino ha fatto si che esista una lunga tradizione nella trasformazione dello stesso latte in formaggi ed in particolar modo in pecorino. L'attività casearia riminese riprese vita e si integrò di nuove tecniche quando negli anni '60 ci fu una forte affluenza di pastori sardi in questa zona, questi pastori inizialmente solo di passaggio per il pascolo delle pecore, si insediarono, successivamente, sul territorio e diedero nuova vita al settore.
Tra i piatti tipici di Rimini troviamo, ovviamente, la rinomata piadina, un pane senza lievito composto da sola farina, strutto, bicarbonato sale e acqua che dovrebbe essere cotto tradizionale sul testo ossia un piatto di ghisa o terracotta bollente, oggigiorno viene cotta sulla piastra.
Questo pane viene accompagnato da squaquerone, formaggio tipico locale molto fresco e morbido, ma anche da affettati di vario tipo.
Tra i primi piatti sono da menzionare i già citati cappelletti che qui vengono preparati con un ripieno di magro ossia preparato con soli formaggi come la ricotta, il parmigiano e di formaggio tenero chiamato "bazzotto", oppure le tagliatelle servite a piacere con un buon ragù romagnolo o con il burro o ancora i maltagliati preparati in una sorta di minestra con i fagioli.
Tra i secondi di carne il più rinomato è il castrato fatto soffriggere con la cipolla e l'aglio, quindi bagnato con del vino fatto sfumare e, infine, fatto cuocere con dei pomodori tagliati a pezzi privati di semi e pelle.
Per quanto riguarda, invece, i secondi di pesce è difficile enumerare quelli più conosciuti poiché sono veramente numerose le preparazioni appartenenti a questa categoria, ne citerò solo alcuni come le vongole alla marinara ossia vongole preparate con olio aglio e cipolla oppure le canocchie o pannocchie spennellate con un preparato di prezzemolo, aglio, sale, olio, pangrattato e pepe, quindi cotte sulla graticola o ancora le seppie in umido, seppie tagliate a striscioline e fatte soffriggere nell'olio, aglio, prezzemolo, quindi cotte nel pomodoro.
Infine, parlando di dolci, è necessario dire che i dolci riminesi sono piuttosto semplici e comunque profondamente legati alla tradizione locale e alle materie prime di cui si dispone in quest'area.
Tra i dolci ecco che troviamo la ciambella, dolce molto semplice preparato con uova, farina, zucchero, burro e una grattugiatina di scorza di limone giusto per conferire al dolce un po' d'aroma, o ancora il migliaccio, dolce molto particolare preparato con il sangue del maiale, riso cotto nel latte, cioccolato, farina di castagne, mele cotte in tegame..insomma tutti ingredienti reperibili in una cucina romagnola e sapientemente cucinati per l'ottenimento di tale dolce.
Altro dolce tradizionale della zona, ma sicuramente più semplice di quello appena citato, sono i pjadot, sorta di biscotti preparati con uva passa, farina bianca, farina di mais, zucchero, uova e latte. 

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