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Torta Barozzi

Può sembrare inopportuno parlare di una torta prodotta da una sola pasticceria, potrebbe sembrare fazioso, addirittura opportunistico, ma se la torta è la Torta Barozzi anche i più critici faranno un sorriso e capiranno.

La torta Barozzi non è semplicemente “uno” dei prodotti di un’antica pasticceria di Vignola, è parte stessa della città e dei suoi abitanti, tanto da essere diventata famosa anche fuori dai confini della provincia di Modena e da potere essere considerata a pieno titolo un prodotto tipico di Vignola.

Questa torta ha una storia lunga più di un secolo, pare infatti che sia stata collaudata tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento da Eugenio Gollini dell’omonima pasticceria Gollini.

“Collaudata” non è un  termine usato a caso, Eugenio infatti, cominciò a costruire questa torta pian piano: ne preparava un esemplare, la assaggiava e la faceva assaggiare ad una cerchia ristretta di clienti dai palati raffinati e via via correggeva il tiro con la combinazione degli ingredienti e le fasi di lavorazione fino a quando un giorno, finalmente, decise che meglio non si poteva fare e decretò che era nata la Torta Nera, così infatti si chiamava il dolce alla sua nascita.

Nel 1907 ricorreva il quattrocentesimo anniversario della nascita di Jacopo Barozzi, detto il Vignola, il più grande architetto dell'Italia centrale nella seconda metà del Cinquecento che firmò alcune tra le più belle residenze della famiglia Farnese, oltre alla meravigliosa Chiesa del Gesù a Roma, così Eugenio Gollini decise di dedicare questa torta che tanto era apprezzata dagli abitanti di Vignola al celebre concittadino: la battezzò Pasta Barozzi, solo in seguito fu chiamata “torta” Barozzi.

La ricetta è segreta, tramandata da oltre cento anni di padre in figlio, con tanto di brevetto depositato. Certo gli ingredienti sono elencati sulla scatola, ci si potrebbe illudere di poterla riprodurre con facilità ma così non è: ci sono in vendita parecchie torte “tipo Barozzi”, ottime senza dubbio, ma non sono Barozzi, non sono l’originale…

Gli ingredienti sono: uova fresche, cioccolato fondente, cacao, caffè in polvere, zucchero, burro, margarina vegetale, vanillina, rum, mandorle e arachidi tostate.

Sembra una semplice torta al cioccolato, di quelle con l’interno che si scioglie in bocca, senza farina né lievito, o una simil-caprese. Ma la torta Barozzi è decisamente qualcosa in più di una torta al cioccolato: il profumo che sprigiona è intenso, cioccolato con una nota di caffè (che infatti è tra gli ingredienti), il sapore mantiene le promesse fatte dal profumo, un’esperienza per i sensi. Quello che forse più di ogni altra cosa la caratterizza e la distingue da altre preparazioni simili è il leggero sapore affumicato che rimane in bocca dopo averla mangiata, che potrebbe essere dovuto all’uso di mandorle e arachidi tostate. Il caffè è in polvere, niente caffè solubile, va benissimo la polvere che si usa nella caffettiera, c’è addirittura chi ipotizza l’uso dei fondi di caffè (che contribuirebbero alla nota affumicata…).

La torta, che nel sentire comune è per lo più di forma circolare, in questo caso si presenta di forma rettangolare, avvolta nella carta di alluminio e, in genere, chiusa in eleganti scatole di cartone: va tagliata in quadretti (“pessettini” per dirlo alla vignolese…) quando è ancora avvolta nella carta d’alluminio, per far sì che non si sbricioli. Questa è infatti un’altra caratteristica di questo dolce, si sbriciola come una zolla di terra, ma non è per niente secca o asciutta.

Forse troppe parole, ma nonostante l’apparenza da “torta di casa” si tratta di un dolce complesso nel sapore come negli aromi. Senz’altro da provare se si ha in mente di fare un giro nella zona di Vignola.

La ricetta non è inclusa volutamente: non sarebbe la ricetta della Barozzi, ma la ricetta di una “banale” torta al cioccolato…