La cucina torinese di oggi è il risultato della miscela di diverse componenti.
La cucina contadina povera dove l'ingegno, più che la disponibilità di materie prime, ha prodotto piatti di eccezionale qualità, i quali, ancora oggi, sono alla base della cucina di questa regione, uno tra tutti la bagna cauda; la cucina dei ricchi, ricordiamo che Torino è stata capitare del Regno di Sardegna e del Regno d'Italia, quindi città di palazzi nei quali la ricchezza permetteva la creazione anche di piatti sempre nuovi e dove anche i dolci potevano avere spazio; infine l'influenza delle cucine estere portate da molti extracomunitari che, ormai da generazioni, considerano Torino la loro città.
La cucina torinese è molto ricca di preparazioni spesso contese con la vicina cucina francese, con la quale ci sono stati scambi culinari continui tanto da non discernere quasi più quale sia la vera origine dei piatti contesi.
La cucina torinese è comunque molto ricca, una dimostrazione di ciò è, per esempio, l'assoluta importanza dell'antipasto all'interno di un pranzo tipico torinese. Gli antipasti sono costituiti da salumi, nella produzione dei quali i torinesi vantano un'esperienza e una bravura indiscutibile. Tra questi troviamo i famosi cacciatorini, il lardo, carne secca in salamoia (tipica della zona di Bardonecchia) da mangiare con fagioli o altri legumi o semplicemente con il pane.
Altro elemento fondamentale della cucina torinese è la carne, famoso è il Brasato al barolo, la cui ricetta tradizionale, prevede persino una marinatura di circa 8 giorni prima della lunga cottura. La cacciagione è spesso preparata in civet cioè viene cotta nel vino rosso.
Non dimentichiamo, nella varietà di preparazioni di carne, i bolliti misti di carne di manzo, vitello e maiale, serviti con bagnet rosso e verde e mostarda d'uva. Tra le carni bollite non devono mancare il cotechino e la testina di maiale.
Altra preparazione da annoverare tra le invenzioni più rinomate della provincia torinese sono i grissini, subito seguiti dalle biove e biovette.
Si narra che i grissini vennero inventati dal fornaio torinese Antonio Brunero, al quale venne commissionato dal medico di corte dei Savoia, un pane lungo, leggero e sottile per alimentare il malato ed inappetente piccolo duca Vittorio Amedeo. Ecco che Brunero inventò i grissini.
Nel dialetto torinese i grissini si chiamano rubatà, che vuol dire rotolato, richiamando proprio la tecnica con la quale si formano i grissini dalla pasta fatta unicamente di farina, acqua ed un pizzico di lievito. Anche la pasticceria si è molto sviluppata a Torino, anche grazie alla vicinanza con la Francia con la quale, in questo ambito, si riconosce una reciproca influenza. Torino, però, è assolutamente prima nella lavorazione del cioccolato, che, prima dell'invenzione torinese, veniva servito unicamente come bevanda liquida.
Tra i dolci torinesi ricordiamo i dolcetti al cacao, i baci di dama, gli amaretti, i gianduiotti, i cioccolatini al liquore e ovviamente i savoiardi.
I savoiardi sono biscotti morbidi e dal colore paglierino, costituiti unicamente di farina, tuorli d'uovo, zucchero e, infine, albumi montati a neve per dare morbidezza al biscotto.
Altra preparazione di pasticceria torinese è la coppa di Torino, una preparazione multistrato servita in una coppa di cristallo da spumante. Il primo strato di questa coppa è costituito da un disco di pan di Spagna imbevuto di rum, poi uno strato di crema pasticcera, una di marrons glacès sminuzzati ed, infine, uno di panna montata, con l'immancabile ciliegina a terminare il dessert.
Affettate la cipolla, il sedano, la carota e metteteli in un contenitore dove aggiungerete anche tutti i sapori.
Aggiungete la carne e ricoprite il tutto con il vino.
Lasciate riposare per almeno due ore, dopodiché togliete la carne,...
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Lavate e tritate i pomodori, la carota, la cipolla e l'aglio. Mettete il tutto in una casseruola sul fuoco. Unite un pizzico di peperoncino e un cucchiaio d'aceto. Aggiungete un cucchiaino di zucchero, il sale e l'olio d'oliva. ... Continua »
Tritate finemente il prezzemolo insieme all'aglio e alle acciughe diliscate. Unite il tuorlo d'uovo ben schiacciato e la mollica di pane inzuppata nell'aceto e strizzata. Mescolate bene, salate, pepate e diluite con olio extravergine d'oliva... Continua »
Sbucciate gli spicchi d'aglio ed affettateli sottilmente; disponeteli in un tegame di terracotta con le acciughe pulite e diliscate e ricoprite il tutto di olio extravergine d'oliva. Cuocete a fuoco molto basso per circa due ore rimestando di... Continua »
Tostare le nocciole in forno. Pelarle e lasciarle raffreddare. Mettere le nocciole nel mixer e tritarle fino ad ottenere una farina. Impastate tutti gli ingredienti come per la frolla, quindi raccogliete l'impasto in una palla, avvolgetelo... Continua »
Scottate tutte le mandorle in acqua bollente, pelatele e fatele asciugare 20 minuti nel forno poco caldo. Pestatele bene in un mortaio unendo a poco a poco lo zucchero semolato e passate tutto al setaccio. Incorporate gli albumi fino ad... Continua »
Dividete i tuorli dagli albumi e sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa e bianca. A questa aggiungete piano piano la farina e fatela incorporare. Intanto battete solo otto degli albumi con un pizzico di sale ed... Continua »
Dopo aver deposto sulla spianatoia la farina, apritela a fontana, quindi versate gli ingredienti, badando di impastarli tenendo distanti il sale dal lievito; come dire prima il lievito e per ultimo il sale. Date alla pasta un tempo di... Continua »
Lavate le verdure e tagliatele grossolanamente. Lavate il prezzemolo e legatelo in mazzetto: Prendete una pentola capace e mettetela al fuoco con le verdure, il prezzemolo e acqua abbondante, salata. Quando bolle, unite le carni di manzo.... Continua »
Tritate le cipolle, il lardo, il prezzemolo; mettete il tutto in un tegame con il burro e la farina. Fate soffriggere, aggiungete la lepre tagliata a pezzi grossi come uova, compresa di cuore e fegato, e fate friggere mescolando per alcuni... Continua »