Di origine greca, ma giunte in Puglia grazie agli spagnoli e agli arabi, le carteddate sono un dolce tipicamente mediterraneo fatto da sfoglie fritte di pasta dentellata e arrotolata a forma di rosa.
La ricetta tradizionale prevede che, una volta fritte, vengano immerse in un recipiente di tiepido vincotto di fichi o di mosto, oppure nel miele, affinché si riempiano bene gli spazi vuoti della pasta, e siano poi spolverate con cannella, zucchero a velo o confettini colorati. Tuttavia, con il passare del tempo, sono state introdotte numerose varianti, ad esempio si può sostituire il vincotto con il cioccolato e lo zucchero a velo con la frutta secca. Un aspetto molto interessante è che questo dolce, se riposto in ambienti asciutti e lontani dalla luce, si conserva per molte settimane e, forse proprio per questo motivo, durante le ricorrenze natalizie, se ne preparano grandi quantità.
Per quanto riguarda l’origine del loro nome, diverse sono le interpretazioni: secondo alcuni esso deriverebbe da "carta" o "cartoccio", in associazione alla consistenza croccante della sfoglia di cui sono fatte; secondo altri, invece, dal latino tardo "cartellus", canestro, o dal siciliano "cartedda", cesta, perché la pasta arrotolata, friggendo, ne fa increspare la parte superiore e le conferisce la tipica forma che assomiglia ad un cesto intrecciato.
Questo dolce racchiude in sé una molteplicità di simboli. Una delle associazioni più comuni è quella per cui la sfoglia tagliata a striscioline strette raffigurerebbe le fasce con cui è stato avvolto Gesù Bambino; altre rappresentazioni vedono invece nei bordi seghettati che le contraddistinguono il simbolo della corona di spine. È in ogni caso assai evidente il forte significato religioso che le caratterizza e probabilmente è per questo che, nel corso dei secoli, è stato determinante il ruolo delle monache che hanno custodito e diffuso la ricetta tra le famiglie pugliesi, offrendo questo dolce, nei periodi di festa, a quelle che nel corso dell’anno si erano mostrate più generose nelle donazioni.