Nella grande famiglia dei dolci fritti pugliesi, i sanacchiudere sono una squisita prelibatezza che si può gustare nel periodo natalizio.
Sono dolci composti da piccolissimi pezzi di pasta a base di farina, olio e aromi, fritti e poi ricoperti di miele che, colando negli spazi che restano tra una pallina e l'altra, le unisce dando solidità all’insieme. Proprio questo tipo di preparazione fa sì che questo dolce possa presentarsi nelle forme più varie: nella classica disposizione “a mucchio”, a forma di ciambella, nelle più moderne monoporzioni o nelle svariate disposizioni offerte dagli stampi oggi in commercio.
Decorati con confettini di zucchero, canditi o anesini, i sanachiudere si possono mangiare tagliati a fette oppure, e meglio, piluccando pallina dopo pallina, possibilmente accompagnando con un buon vino da dessert.
Si tratta, in verità, di un dolce molto diffuso in tutto il sud Italia e noto con i nomi più disparati: dagli Struffoli napoletani alla Cicerata lucana, dai Purcedduzzi salentini alla Cicerchiata abruzzese e molisana. Tuttavia, l’etimologia del nome tarantino è particolarmente curiosa perché “sanacchiudere” letteralmente significa che si devono rinchiudere.
Una storia racconta infatti che la mamma di una famiglia molto povera, un giorno, avvicinandosi il periodo delle feste, per accontentare i suoi bambini, preparò un dolce con i pochi ingredienti che aveva a disposizione. Dapprima impastò la farina con l’acqua, un po’ di olio e dell’aroma di arancia e poi, una volta tagliato l’impasto a pezzi molto piccoli, li mise a friggere. Prese poi le piccole palline fritte e le immerse nel miele, riponendo il dolce completato nella credenza. I bambini, incuriositi e golosi, lo assaggiarono mangiando una pallina dopo l’altra finché la mamma, temendo che il marito di ritorno dal lavoro non li avrebbe mai assaggiati, li mise sotto chiave esclamando: “Chiste s’hanne a cchiudere pe le fa acchià à attanete” (Questi si devono chiudere per farli mangiare a vostro padre). Un’altra versione di questa storia attribuisce il significato del nome al fatto che la mamma, per calmare i bambini, disse loro che quei dolci, che erano ancora un po’ aperti, potevano essere mangiati solo a Natale perché… s’hanne a cchiudere!