La Barbagia è l'area più antica della Sardegna, è ricca di tracce lasciate da millenni di storia, queste sono presenti anche nella tradizione culinaria.
Qui le tradizioni pastorali sono più forti e sono riuscite a giungere ai giorni nostri ancora integre, quasi fossero state protette dai monti.
Tra i prodotti di origini barbaricine c'è il pane carasau, nato tra le comunità pastorali della Barbagia.
Il pane carasau è l'ingrediente principale dell'antica ricetta del pane frattau, per la preparazione del quale si utilizzano anche salsa di pomodoro, formaggio pecorino e uova.
Il pane carasau veniva utilizzato dai pastori come accompagnamento a salumi tra i quali citiamo il prosciutto sardo (nato dalla necessità di poter conservare per un periodo di tempo più lungo la carne di pecora e di suino); essendo un pane secco era facile da conservare e poteva anche essere utilizzato come una sorta di piatto per appoggiare gli alimenti che costituivano il pasto.
La tradizione culinaria barbaricina trova le sue origini dalle materie prime di cui il territorio dispone, tra le quali c'è una vasta ricchezza di selvaggina di vario genere. Famoso è "su porcheddu", maialino da latte arrosto aromatizzato solo con sale e foglie di mirto, cotto sullo spiedo.
La tradizione vuole che animali di taglia più grossa rispetto al maialino vengano cotti alla brace cioè in una buca foderata con erbe aromatiche (mirto, alloro, rosmarino etc…) ricoperta con uno spesso strato di erba e uno di terra sul quale si accende il fuoco.
Degli animali, come in tutte le cucine di origine povera, non si buttava e ancora non si butta via niente, le frattaglie, sono, infatti, ingredienti principali di molteplici ricette barbaricine, tra le quali Su Tattaliu o il sanguinaccio di pecora.
Specialità barbaricine più complesse sono, invece, i culurgiones dell'Olgiastra, ravioli fatti con ripieno di formaggio nella fattispecie Casu Axedu o Frue, patate, aglio e mentuccia. Anche in questi si ritrova una lunga tradizione artigianale nella loro preparazione, la chiusura della pasta, infatti, necessita di maestria tramandata di generazione in generazione.
La pasta deve, infatti, essere chiusa con sapienza pizzicando i due bordi della sfoglia a chiudere all'interno il ripieno fino ad ottenere una sorta di lavorazione a spiga.
Non va dimenticato che l'utilizzo delle erbe aromatiche è molto diffuso in Sardegna, proprio perché, erbe aromatiche che in altre parti d'Italia si trovano solo al supermercato, qui crescono spontaneamente.
Raccogliete i fiori di zucca, apriteli e teneteli pronti su un piatto.
Preparate una pastella con uova intere sbattute, latte, farina, prezzemolo e sale.
Passate i fiori di zucca nella pastella.
Friggeteli in abbondante olio...
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Tagliate la carne a piccoli pezzi e fatela rosolare fino a quando assume un bel colore dorato. La cottura continua aggiungendo passato di pomodoro, cipolle, basilico, prezzemolo. Cuocete a fiamma bassa. Prima di unirvi i piselli o le... Continua »
Si prendono le arance e si toglie la buccia a spicchi, con un coltellino affilato vengono private della parte bianca e si tagliano a listarelle sottili, si fanno seccare e si conservano in barattoli di vetro. Prima di usarle si immergono in... Continua »
Impastare la semola o la farina e il lievito con acqua tiepida leggermente salata. Gramolare bene; unirvi ad una ad una le uova intere e il latte tiepido. Amalgamare l'impasto aggiungendovi, se necessario, dell'acqua fino a renderlo... Continua »
Separate i tuorli delle uova dagli albumi. Sui tuorli versate 350 g di zucchero mentre agli albumi agiungete i rimanenti 150g di zucchero. Sbattere bene, in recipienti separati, tuorli e albumi rendendoli lisci e cremosi. Unire lentamente la... Continua »
Mettere a bagno, in acqua dolce, la testa o le ossa del maiale. Farle cuocere in acqua non salata per almeno due ore; unirvi le patate tagliate a grossi dadi e i broccoli. Aggiustare di sale e servire il tutto molto caldo. Nel brodo si... Continua »
In primavera e in estate si usa il latte a temperatura ambiente; in autunno e in inverno occorre intiepidirlo. Versare il latte di pecora o di capra o di vacca in un recipiente largo. Unire un cucchiaino di caglio d'agnello o di capretto per... Continua »
Togliere dal siero il cagliato acido tagliato a grosse fette e farlo scolare. Preparare una salamoia versando nell'acqua calda il sale, quanto è capace di scioglierne la quantità di acqua riscaldata. Quando la salamoia è... Continua »
E' detta "purpuzza" la carne di maiale tagliuzzata o macinata grossolanamente e usata per preparare le salsicce. Insaporire ogni chilo di carne con 14 g di sale, 3 g di pepe e un po' d'aceto. Lasciarle riposare per qualche ora e riempire con la... Continua »
Mettere a bagno i ceci dal giorno precedente. Farli sbollentare e privarli della pellicina. Metterli a cuocere in acqua non salata e, a fine cottura, unirvi la sapa di vino o di corbezzolo. Continua »