Potenza
condivide con l'intera regione lucana una tradizione gastronomica basata sui prodotti tipici dell'area mediterranea ossia pane, pasta e olio d'oliva.
La pasta, per esempio, è un elemento fondamentale della gastronomia potentina.
Moltissime sono, infatti, le varietà di pasta fresca presenti sul territorio della provincia, tra questi citiamo i cavatelli che sono simili a degli gnocchi, i fusilli o ferretti (tipici della Val d'Agri) chiamati così perché la forma caratteristica viene data con l'ausilio di un ferro sottile, le orecchiette e i classici strascinati.
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Matera
è profondamente legata per usi e costumi alla vicina Puglia, è difficile, infatti definire un confine soprattutto in corrispondenza delle Murge che si dividono tra pugliesi e lucane.
In gastronomia molti sono i punti in comune con la vicina Puglia, uno tra tutti la preparazione di orecchiette, le quali vengono preparate al sugo o con le cime di rapa, con i broccoli, il cavolfiore o la mollica di pane e uva sultanina.
Piatto tradizionale del materanese è, invece, il cotto di fichi, una sorta di composta prodotta nella seconda quindicina di agosto, quando i fichi raggiungono il massimo della loro maturazione.
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Cucina e gastronomia
La Basilicata, nota anche come Lucania, nome che gli è stato dato in memoria della popolazione che qui risiedeva ossia i Lucani, è una regione che racchiude in se tutte le caratteristiche tipiche delle regioni del sud Italia.
La regione si affaccia sia sul Mar Tirreno che sul Mar Ionio, ciò permise, sia alle popolazioni derivanti da Oriente che da Occidente di raggiungere la regione con facilità.
Si intuisce da ciò che in questa regione c'è una bella unione di tradizioni derivanti da diverse popolazioni come i Greci, i Sanniti, i Romani, i Barbari, i Bizantini, i Normanni etc. etc.
Tutto ciò, ovviamente, ha lasciato dei segni anche in ambito gastronomico, infatti, pensiamo agli Entri che insediarono i primi vigneti, gli Svevi che coltivarono il rafano (ancor oggi coltivato in Val d'Agri e molto utilizzato nella gastronomia locale), gli Arabi che portarono le arance, il gileppo, l'uva sultanina e le mandorle, gli Spagnoli che importarono dalle Antille il peperone di Senise (che si è guadagnato l'IGP) ma anche metodi di cottura come lo scapece e piatti come le gattonate ossia trippe tritate e bollite in brodo di carne, i millinfanti ossia piccoli semi di farina impastati e grattati bolliti in brodo e le minestre di mollignani (melanzane).
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