Reggio Emilia
è molto ricca e varia, come in pressocchè tutta l'Emilia Romagna, terra dei buongustai.
In primo luogo è necessario citare gli alimenti che più di tutti rappresentano questa terra: l'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, ben diverso dal più famoso Aceto Balsamico di Modena e il Parmigiano Reggiano, motivo di contesa con la provincia di Parma.
Il Parmigiano Reggiano, ebbe i suoi natali in Val d'Enza sul territorio Reggiano anche se la commercializzazione è perlopiù concentrata sul territorio parmense, da qui nacque il nome che costituisce una buon compromesso tra le due province, per l'appunto Parmigiano Reggiano.
Parlando dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia non si può che apprezzarne la bontà e la duttilità nell'utilizzo.
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Modena
come in tutta l'Emilia Romagna, è caratterizzata da una varietà invidiabile di prodotti tipici locali ricchi di sapore e di storia.
A partire dall'animale che più di tutti viene sfruttato in questi territori cioè il maiale e alla trasformazione della sua carne fino ad arrivare all'utilizzo del mosto d'uva per la produzione dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
Ma analizziamo uno per uno i prodotti che il paniere modenese mette a disposizione, ecco allora che uno tra i primi prodotti da evidenziare è il prosciutto crudo di Modena, che si è guadagnata la denominazione d'origine nel 1990, le cui origini risalgono addirittura all'età del bronzo, anche se le prime testimonianze risalgono a quando i Celti introdussero la tecnica di conservazione della carne attraverso la salatura.
Il prosciutto crudo di Modena, è caratterizzato da un sapore sapido ma non salato e da un'aroma dolce ma intenso.
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Cucina e gastronomia
Pur costituendo una realtà amministrativa unica, l'Emilia Romagna presenta al suo interno due realtà molto distinte dal punto di vista gastronomico-culinario.
L'Emilia regione simbolo di opulenza e di ricercatezza e la Romagna dall'animo più sanguigno e semplice.
Le motivazioni di tale diversità culturale risiedono nella stessa storia di ciascuna delle due regioni. L'Emilia ha potuto vivere per quasi otto secoli una situazione di autonomia dei propri comuni prima dell'Unità d'Italia e uno splendore nel '500-'600 dovuto alla presenza sul territorio emiliano di potenti famiglie che hanno contribuito, attraverso la preparazione di banchetti e mense e ospitando cuochi di eccellente fama, a sviluppare la ricca gastronomia emiliana; d'altra parte la Romagna, ha vissuto un lungo dominio da parte dello Stato della Chiesa e un susseguirsi di signorie piccole e instabili, a parte i Malatesta, che non hanno avuto modo di dare un contributo allo sviluppo della cucina locale la quale è rimasta di stampo rurale.
Simbolo della pantagruelica gastronomia emiliana sono i primi piatti a base di pasta all'uovo, prime tra tutti le tagliatelle per la preparazione delle quali non sono ammessi altri ingredienti se non la farina e le uova, e vengono condite tradizionalmente con ragù di carne.
Sorelle delle tagliatelle sono le lasagne, per le quali la sfoglia viene tagliata in forma rettangolare e viene intervallata a besciamella e, anche qui, ragù di carne.
Quindi passiamo alle paste all'uovo ripiene citando i tanto rinomati tortellini, sfoglia sapientemente ripiegata con all'interno un ripieno di carne la cui composizione varia di famiglia in famiglia, questi vengono tradizionalmente serviti in brodo anche se alcuni non disdegnano di accompagnarli al ragù o alla panna.
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