La cucina della Val di Non
Due sono gli elementi caratterizzanti la gastronomia della Val di Non: la tipica mela della Valle e il Trentingrana.
Entrambi questi alimenti pervadono la cucina locale dando vita, talvolta, a piatti particolari il cui sapore è tutto da scoprire.
La mela (a cui è stata conferita la denominazione di origine protetta), per esempio, accompagna piatti a base di riso, carne cruda e viene utilizzata in insalate di spinaci e noci.
La mela trova largo utilizzo ovviamente anche nella produzione di dolci, primo tra tutti lo Strudel di mele ma anche nella preparazione dei fagottini di pasta sfoglia con la mela in camicia, la mela ripiena di crema pasticcera, la crostata e la torta di mele.
Il Trentingrana (denominazione di recente acquisizione) non è altro che formaggio Grana prodotto in Trentino con la stessa tecnica utilizzata nella zona di Parma.
Si tratta di un formaggio semigrasso a pasta dura, cotta a lenta maturazione, prodotto con latte proveniente da due mungiture giornaliere; si gusta fresco in piccoli tocchetti che ne esaltano le doti di eleganza e freschezza o grattugiato sui primi piatti.
E' ottimo gustato con la frutta e in Val di Non viene abbinato anche alle mele tipiche della stessa Valle.
La Val di Non vanta, però, anche altre preparazioni di cui è difficile non fare menzione tra cui il Tortel di Patate.
Si tratta di frittelle di patate grattugiate, unite a farina, sale e pepe e fritte in abbondante olio bollente fino a doratura delle stesse.
Vengono servite accompagnate da salumi o formaggi nostrani, cavolo cappuccio o fagioli e cipolla.
Ottimo anche con la carne salada o la pasta di lucanica.
Per quanto riguarda le preparazioni a base di carne, la Valle di Non, come tutto il Trentino, vanta una lunga tradizione di prodotti tipici tra cui le luganeghe, lo speck, la carne salada, la pancetta affumicata, i cotechini e la tipicissima mortandela affumicata.
La mortandela affumicata è un tradizionale salume affumicato tipico della Valle di Non dalla curiosa forma a polpetta e colore bruno.
Un tempo era consuetudine di ogni famiglia acquistare alla fiera dei Santi di inizio novembre un maialino dalla cui carne, dopo circa un anno, venivano prodotte queste polpette, dal peso di circa due etti l'una.
Oggi la produzione di questo salume si è fortemente ridotta, tuttavia potete trovare questo ottimo salume, prodotto ancora in maniera tradizionale, presso alcune macellerie artigianali.
Ottenuta esclusivamente da carne suina, compresi cuore, gola e polmoni, la mortandela è ottima sia cruda che cotta in abbinamento a polenta, patate o verdure di campo lesse.
Infine i dolci, di cui la Val di Non vanta una varietà non indifferente.
Ovviamente lo Strudel non può mancare sulle tavole nonesi, come in tutto il Trentino, ma il dolce più tradizionale della valle è il Brezdel: soffice ciambella ricoperta di zucchero, originaria del paese di Brez, era il dolce tipico dei matrimoni di un tempo. Simbolo e augurio di prosperità era consuetudine degli sposi offrirlo come dono agli invitati alle nozze.
Il suo nome ha una duplice origine. Innanzitutto ricorda l'abitudine con cui le donne del paese, di ritorno dal mercato, trasportavano il dolce infilandolo nel braccio (in dialetto braz).
In secondo luogo richiamerebbe il giorno (Brez day per l'appunto) in cui gli emigrati di Brez negli Stati Uniti si ritrovavano assieme per ricordare la loro terra d'origine consumando questo tipico dolce.
Sofficissimo e dal sapore delicato, il Brezdel, prodotto ancor oggi nel panificio di Brez, è ottimo soprattutto gustato ancora tiepido, appena sfornato, in particolar modo a colazione.