Natale a Taranto
Nella città dei due mari il Natale arriva prima.
Le festività natalizie si inaugurano il giorno di Santa Cecilia, protettrice della musica e dei musicisti, rispettando un’antica tradizione per cui, all’alba del 22 novembre, le strade della città si risvegliano al suono delle pastorali, mentre nelle case si friggono le pettole, si addobba l'albero, si prepara il presepe e si inizia a vivere la vera atmosfera del Natale.
Si narra che questa ricorrenza derivi da un’iniziativa della banda locale che, per onorare la Santa protettrice della musica, all’alba di un 22 novembre, scese in strada suonando particolari melodie che rievocavano quelle suonate dai pastori durante la transumanza in cambio di offerte di cibo che, secondo la tradizione, consisteva in un prodotto povero e semplice, ma gustoso e nutriente: le pettole.
Le pastorali tarantine sono ormai la vera "colonna sonora" del Natale a Taranto, grazie soprattutto alla musicalità e alla capacità dei compositori di coniugare la forma originale del pastorale con le melodie natalizie più tradizionali; d’altra parte, le pettole, frittelle di pasta lievitata da gustare dolci, condite con zucchero o miele, oppure salate, accompagnate da verdure o baccalà, rappresentano la “colonna gastronomica” del Natale tarantino.
Il secondo appuntamento dei tarantini con il Natale è nel giorno dell’Immacolata, proclamata compatrona della città, insieme a San Cataldo, nel 1943 per aver protetto l’intera popolazione nel violentissimo terremoto che la colpì nella notte tra il 7 e l’8 dicembre del 1710.
Anche questa festa viene vissuta sin dalla vigilia, la cui alba è annunciata nuovamente dalle bande cittadine che intonano le pastorali natalizie e dalla degustazione delle pettole. La tradizione “obbliga” poi l’assalto alle pescherie, per l’acquisto del baccalà, ma soprattutto delle anguille e del capitone, piatti principi della cena che si arricchisce anche dei dolci natalizi più classici, quali i sanacchiudere e le carteddate.
Infine, dopo 32 giorni di festività pre-natalizie, i tarantini si dedicano finalmente alle giornate più comunemente consacrate alla festa e, dalla vigilia di Natale all’Epifania, si cimentano in memorabili pranzi e cene a base di prodotti tipici della tradizione quali le cozze, l’anguilla, le pettole, i sanacchiudere e le carteddate.