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Aneto

Erbe

Aneto

Anethum graveolens

Anethum graveolens: anethum dal greco anethon, sta a significare probabilmente che questa pianta era originaria di Neto, in Sicilia, oggi chiamata Noto; graveolens significa maleodorante, per distinguerla da un altro anethum dal profumo meno pungente.

E' una pianta erbacea annuale ed appartiene alla famiglia delle Ombrellifere.
La radice è lunga e sottile, il fusto eretto, ramificato in cima e può superare ilmetro d'altezza.
Le foglie alterne di color azzurro tendente al verde, sono molto frastagliate.
I fiori, riuniti in ombrelle, sono di colore giallo. I frutti, capsule abbinate, sono percorsi da coste dorsali poco prominenti.
L'aneto si adatta bene a tutti gli ambienti ma è particolarmente sensibile ai forti venti, alle gelate, alle piogge persistenti.

Cucina

Si usano come condimento sia le foglie che i frutti.
Viene utilizzato per insaporire minestre, salse, intingoli ed è particolarmente indicato sul pesce.
Si accompagna bene a yogurth, panna acida e uova.

Segreto

L'aceto all'aneto: portare ad ebollizione l'aceto e aggiungete un pugno di semi d'aneto; togliere dal fuoco ed unite alcune foglie spezzettate.
Lasciate macerare due settimane agitando il composto tutti i giorni, quindi filtrate e imbottigliate.

Storia

Originario dell'Asia l'aneto era conosciuto già agli Ebrei, poi ai Greci, secondo la scuola medica aiutava a prevenire le crisi di epilessia.
I Romani ritenevano che accrescesse la forza fisica.
Per i gladiatori era quindi un ingrediente indispensabile da aggiunegere senza parsimonia ad ogni vivanda.
Apicio lo colloca in molte ricette tra cui emerge il pollo all'aneto.