Rosmarinus officinalis
Ros marinus significa rugiada marina, forse proprio perché i litorali marini costituiscono il miglior habitat per queste piante, officinalis perché è sempre stata un'erba utilizzata nelle antiche farmacie.
E' un arbusto sempreverde, molto ramificato appartenete alla famiglia delle Labiate.
Il fusto è legnoso; le foglie piccole, sottile e opposte, a forma di lancia con la parte inferiore color verde-grigio e quella superiore quasi argentea.
I fiori sono raccolti in spighette terminali, racchiusi in corolle di colore azzurro o biancastro.
Il frutto è una piccola capsula.
In cucina è un'erba molto utilizzata per aromatizzare varie piatti e pietanze: arrosti, intingoli, piatti a base di patate, torte rustiche.
Si usa nei patè di fegato, con l'agnello, il manzo, il coniglio, l'anatra e l'oca.
Ottimo anche spolverizzato su pane e focacce. Comune nella cucina italiana ma di raro riscontro oltre confine.
I rametti di rosmarino vengono utilizzati per aromatizzare olio ed aceto con risultati eccellenti.
La macerazione deve durare alcuni mesi
I Romani fecero del rosmarino il simbolo dell'amore e della morte, Orazio infatti diceva: " Se vuoi guadagnarti la stima dei morti, porta loro corone di rosmarino e di mirto".
Tuttavia non risulta che fosse utilizzato per condire i cibi.
Si usava per aromatizzare il vino, che veniva appunto detto 'vino al rosmarino' e come è avvenuto per molte erbe è entrato nella cucina attraverso la via della medicina. Nel Trecento comunque già lo troviamo in uso e, come aroma, sembra essere molto utilizzato.