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Visualizza Versione Completa : L'Adrià pensiero



frangipane
06-03-2006, 23:41
Nel corso della manifestazione Madrid fusion (http://www.madridfusion.net/) Ferran Adrià ha snocciolato in 23 punti i suoi "comandamenti". Che ne pensate?

1. La cucina è un linguaggio mediante il quale si può esprimere armonia, creatività, felicità, bellezza, poesia, complessità, magia, humour,provocazione.
2. Si dà per certa l’utilizzazione di prodotti di massima qualità, cosi come la conoscenza delle tecniche per elaborarli.
3. Tutti i prodotti hanno il medesimo valore gastronomico, indipendentemente dal loro prezzo.
4. Si utilizzano preferibilmente prodotti vegetali ed ittici, predominano inoltre i latticini, la frutta secca ed altri prodotti che nel loro insieme configurano una cucina leggera. Infine, si fa uno scarso uso di carne rossa e di volatili di grossa taglia.
5. Per quanto si modifichino le caratteristiche del prodotto (temperatura, consistenza, forma ecc.), l’obbiettivo è di preservare sempre la purezza del suo sapore originale, salvo nei processi che prevedono cotture prolungate o nei casi in cui si ricerchino sfumature risultanti da reazioni come quella di Maillard.
6. Le tecniche di cottura, sia classiche, sia moderne, sono un patrimonio che il cuoco deve saper sfruttare al massimo.
7. Come è successo nel corso della storia nella maggior parte dei campi della evoluzione umana, le nuove tecnologie sono uno strumento per il progresso della cucina.
8. Si amplia da famiglia dei fondi e, insieme a quelli classici, si utilizzano fondi più leggeri che esercitano la medesima funzione (acqua, brodo, consommé, succo de verdure chiarificato, latte di frutta secca ecc.).
9. Le informazioni trasmesse da un piatto si apprezzano per mezzo dei sensi; come pure si apprezzano e razionalizzano con la riflessione.
10. La stimolazione dei sensi non è solo gustativa: si può giocare ugualmente con il tatto (contrasti di temperature e consistenze), l’olfatto, la vista (colori, forme, trompe l’oeil ecc.), con ciò i sensi diventano uno dei nostri punti di riferimento al momento della creazione.
11. La ricerca tecnico-concettuale è il vertice della piramide creativa.
12. Si crea in équipe.
13. Si cancellano le barriere tra il mondo dolce ed il mondo salato. Importanza del mondo gelato salato e della cucina fredda in generale.
14. Si rompono gli schemi della struttura classica dei piatti: tra gli antipasti e i dolci c’è un’autentica rivoluzione che ha molto a che fare con la simbiosi, nei secondi piatti si abolisce la gerarchia “prodotto-contorno-salsa”.
15. Si potenzia un nuovo modo di servire il pasto.
16. L’autoctono come stile è un sentimento vincolante al territorio.
17. I prodotti e le elaborazioni di altri paesi si sottomettono al proprio criterio di cucina.
18. Esistono due grandi rotte per raggiungere l’armonia di prodotti e sapori: per mezzo della memoria (destrutturazione, collegamenti con l’autoctono, reinterpretazioni, ricette moderne precedenti), o per mezzo di nuove combinazioni.
19. Punti di contatto con il mondo e il linguaggio dell’arte.
20. Il concepimento delle ricette è pensato in modo che l’armonia si esprima in piccole razioni.
21. La decontestualizzazione, l’ironia, lo spettacolo, la performance, sono assolutamente lecite, purché non siano gratuite ma rispondano o si colleghino ad una riflessione gastronomica.
22. Il menù degustazione è la nostra espressione nella cucina d’avanguardia. E’ una struttura viva e soggetta a cambiamenti. Si dipana attraverso concetti come snack, tapas, morphings, ecc.
23. La conoscenza e/o la collaborazione con esperti di differenti campi (cultura gastronomica, storia, design industriale, scienza) è basilare per la
nostra evoluzione.

vapjazz
07-03-2006, 10:24
Mah ... che dire ... :confused: :confused: ...

Sono stato un paio di volte (povera la mia carta di credito ... €€€€€€ !:'-( ) a cena al Combal punto Zero di Rivoli (to) dove "si esibisce" Scabin, considerato universalmente l'unico degno erede di ferran adrià ... alcune cose 'genialmente ottime' (quale il "cyber-egg") altre decisamente incomprensibili (esempio la "virtual-oyster") ...
Non so esprimere un giudizio complessivo, però devo dire che le cene da Scabin sono "intrattenimento", non semplice rifocillazione e su questo non posso che essere d'accordo, cucina è arte e cultura.

ropa55
07-03-2006, 11:09
E' un'altro pianeta...............
ma ci son dei punti che mi lasciano assai perplesso.
Il 3,ora comprendo che si voglia puntare se ho ben interpretato sulla centralità dell'azione di trasformazione dell'alimento.
Ma parificare il valore gastronomico(anche se nella massima qualità),di qualsiasi elemento mi par eccessivo,sopratutto se questo poi viene a riflettersi sui costi al tavolo.

4.........son scelte bisognerebbe aver sentito le motivazioni.


14 e 15 risultano collegati,però lo "stravolgimento" intodotto mi sa di cucina elitaria,difficilmente esportabile se non in ristretti circoli di gastronauti aperti ad esperienze,che dalla maggior parte dei fruitori son al minimo intese come
azzardo e sperimentazione.

21. modo pericoloso di intender la cucina pochissimi sapranno interpretare codesto spirito..................con conseguenze assai discutibili.

Vorrei aver altri pareri..............

dgdrosanna
07-03-2006, 19:40
Sono confusa... non conosco la manifestazione, ma dal titolo direi che tratta di cucina "moderna", ovvero che si svincola un po' dalla tradizione, dal territorio.. anche se lui ne parla.
Sono concetti condivisibili, almeno in teoria.
Io sono molto attratta dal nuovo, dagli esperimenti, anche e soprattutto in cucina. Però mi sento appagata dai piatti tradizionali, anche psicologicamente.

Per quando riguarda le "remore" di ropa... (ti do il mio parere, visto che ne avevi chiesti altri, anche se non sono nessuna autorità in materia)

punto 4: sono d'accordo con te.. bisognerebbe conoscere il contesto e sono scelte personali, per quanto forse si avvicinano alle direttive dei nutrizionisti..

punti 14 e 15: è uno dei punti centrali della cucina fusion per come la immagino io, tutto destrutturato, reinterpretato, cambiato fin dalle fondamenta... mi piace come cosa da provare ogni tanto ma neanche io credo che sia qualcosa che tutti possano apprezzare... penso a mio padre per esempio...

punto 21: mi piace molto perché specifica che si può provare tutto, ma "purché non siano gratuite ma rispondano o si colleghino ad una riflessione gastronomica", e questo mi sembra un modo più elegante e forbito di dire quello che fin da piccola mia madre mi ha insegnato "col cibo non si gioca".
Se anche si vuole fare qualcosa di estremo, non bisogna perdere di vista il fatto che si sta cucinando e non si sta creando qualcosa che deve far piacere solo agli occhi.

Quasi dimenticavo il punto 3 che è quello che maggiormente mi ha colpita.. in modo positivo devo dire.. Mi è piaciuta l'idea di mettere tutti i cibi allo stesso (alto, per come la vedo io) livello. E' come dire che sono tutti ugualmente pregiati, anche se per qualche motivo estraneo alla loro validità hanno prezzi diversi..

Questo per rispondere a Ropa..
Da parte mia ce ne sono un altro paio che mi turbano un po'...
Tipo il 13.. mi turba l'idea di un pasto "monolitico" dolce/salato dall'inizio alla fine...
Oppure il 20... per una godereccia come me le piccole razioni sono troppo tristi.. a meno di non averne tante tante tante :D

E mi fermo qui, altrimenti li commento tutti e diventa un post lunghissimo e noioso!