Elfa
23-03-2006, 10:57
Antipasto tipico calabrese
Oltre a conserve, insaccati ed altre delicatezze io introdurrei in questo raffinato coctail aperitivo al fine di ingentilire un’importante quantità di prezioso vino rosso locale aspro e forte come una bestemmia:
Alàci.
½ kg. di farina di fiore (00), 100 g. di lavatino (oppure un cubetto di lievito di birra da aggiungere direttamente alla farina dopo averlo sciolto in ½ tazza d’acqua tiepida)), 1/8 l. di vino bianco, olio d’oliva q.b. ad ottenere un impasto duro che però non sbriciola, sale. Stendere la pasta in un lungo filone senza attendere che lieviti. Ritagliare dei bastoncini poco più grandi di un dito e, premendo con quattro dita, rullarli su un cesto di vimini capovolto (cernigghja) così come si fa per gli gnocchi (se non avete il cesto potete usare una grattugia capovolta). Sistemare ogni alacia in mezzo ad una copertina fra due tovaglioli e far lievitare. Friggere a fuoco medio in tanto olio, devono galleggiare. Scolare sulla carta assorbente, si consumano anche fredde (i piatti tipici calabresi di solito sono studiati per durare a lungo).
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10389/normal_alaci.jpg
Zeppole di patate con le alici- Preparare una pasta piuttosto molle con 500 g. farina, 500 g. patate lesse schiacciate e raffreddate bene, un bel pizzico di sale, un cubetto di lievito di birra sciolto in un po’ di acqua tiepida ed altrettanta acqua appena appena tiepida q.b. ad ottenere un impasto molle. Far lievitare al riparo da correnti d’aria. Quindi preparare le zeppole avvolgendo dei pezzi di acciuga dissalata in tanta pastella prelevandola con un cucchiaio bagnato nell’e metterle a friggere ad una ad una man mano che si preparano (occorre usare tantissimo olio), non devono colorare troppo. Metterle sulla carta assorbente e servirle bollenti, ma quelle che avanzano si possono riscaldare un po’ in forno e poi rituffare nell’olio bollente (occorre preriscaldarle perché altrimenti assorbono troppo olio. Qualcuno fa un impasto più asciutto che spreme in un pugno e preleva la palla di pasta che fuoriesce strozzandola tra il pollice e l’indice (è divertente!).
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10389/normal_zeppole.jpg
Braciole (o polpette) di melanzane - 1 kg melanzane del tipo viola scuro (di solito si usa questa ricetta per dare utilizzo alle melanzane più brutte dure e soprattutto fibrose) fare in grossi pezzi prima per il lungo poi per il largo senza togliere la buccia e tuffare in acqua bollente salata senza prima spurgare dall’acqua amara di vegetazione. Lessare finchè la buccia non s’infilza con la forchetta. Scolare nel colapasta fino a che non si raffreddano bene, dare un’altra bella strizzata finchè l’acqua non prende troppo colore e densità, eliminare più umidità possibile. Impastarle riducendole in poltiglia con 4 cucch. formaggio grattugiato, io ho messo pecorino e parmigiano ma si può usare caciocavallo, provola ecc, poi prezzemolo aglio uovo sbattuto quanto basta a legare senza inzuppare troppo (almeno un uovo grande perché senza uovo a sufficienza l’impasto non lega e le polpette cuocendo su sbriciolano –l’uovo è il segreto della riuscita del piatto, in particolare l’albume, le mie contengono poco uovo e tendono a rompersi), infine tanto pangrattato q.b. ad ottenere un impasto piuttosto consistente. Far riposare perché il pane assorba l’umido, quindi con le mani unte formale degli ovali schiacciati e friggere in una padella bassa con un filo d’olio a fuoco lento finchè non colorano bene. Consumare calde ma quelle che avanzano si riscaldano il giorno dopo nel sugo di pomodoro sul fornello o in forno sistemate in un unico strato.
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10389/normal_mel.jpg
Il fritto di qui non conosce rivali!
Oltre a conserve, insaccati ed altre delicatezze io introdurrei in questo raffinato coctail aperitivo al fine di ingentilire un’importante quantità di prezioso vino rosso locale aspro e forte come una bestemmia:
Alàci.
½ kg. di farina di fiore (00), 100 g. di lavatino (oppure un cubetto di lievito di birra da aggiungere direttamente alla farina dopo averlo sciolto in ½ tazza d’acqua tiepida)), 1/8 l. di vino bianco, olio d’oliva q.b. ad ottenere un impasto duro che però non sbriciola, sale. Stendere la pasta in un lungo filone senza attendere che lieviti. Ritagliare dei bastoncini poco più grandi di un dito e, premendo con quattro dita, rullarli su un cesto di vimini capovolto (cernigghja) così come si fa per gli gnocchi (se non avete il cesto potete usare una grattugia capovolta). Sistemare ogni alacia in mezzo ad una copertina fra due tovaglioli e far lievitare. Friggere a fuoco medio in tanto olio, devono galleggiare. Scolare sulla carta assorbente, si consumano anche fredde (i piatti tipici calabresi di solito sono studiati per durare a lungo).
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10389/normal_alaci.jpg
Zeppole di patate con le alici- Preparare una pasta piuttosto molle con 500 g. farina, 500 g. patate lesse schiacciate e raffreddate bene, un bel pizzico di sale, un cubetto di lievito di birra sciolto in un po’ di acqua tiepida ed altrettanta acqua appena appena tiepida q.b. ad ottenere un impasto molle. Far lievitare al riparo da correnti d’aria. Quindi preparare le zeppole avvolgendo dei pezzi di acciuga dissalata in tanta pastella prelevandola con un cucchiaio bagnato nell’e metterle a friggere ad una ad una man mano che si preparano (occorre usare tantissimo olio), non devono colorare troppo. Metterle sulla carta assorbente e servirle bollenti, ma quelle che avanzano si possono riscaldare un po’ in forno e poi rituffare nell’olio bollente (occorre preriscaldarle perché altrimenti assorbono troppo olio. Qualcuno fa un impasto più asciutto che spreme in un pugno e preleva la palla di pasta che fuoriesce strozzandola tra il pollice e l’indice (è divertente!).
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10389/normal_zeppole.jpg
Braciole (o polpette) di melanzane - 1 kg melanzane del tipo viola scuro (di solito si usa questa ricetta per dare utilizzo alle melanzane più brutte dure e soprattutto fibrose) fare in grossi pezzi prima per il lungo poi per il largo senza togliere la buccia e tuffare in acqua bollente salata senza prima spurgare dall’acqua amara di vegetazione. Lessare finchè la buccia non s’infilza con la forchetta. Scolare nel colapasta fino a che non si raffreddano bene, dare un’altra bella strizzata finchè l’acqua non prende troppo colore e densità, eliminare più umidità possibile. Impastarle riducendole in poltiglia con 4 cucch. formaggio grattugiato, io ho messo pecorino e parmigiano ma si può usare caciocavallo, provola ecc, poi prezzemolo aglio uovo sbattuto quanto basta a legare senza inzuppare troppo (almeno un uovo grande perché senza uovo a sufficienza l’impasto non lega e le polpette cuocendo su sbriciolano –l’uovo è il segreto della riuscita del piatto, in particolare l’albume, le mie contengono poco uovo e tendono a rompersi), infine tanto pangrattato q.b. ad ottenere un impasto piuttosto consistente. Far riposare perché il pane assorba l’umido, quindi con le mani unte formale degli ovali schiacciati e friggere in una padella bassa con un filo d’olio a fuoco lento finchè non colorano bene. Consumare calde ma quelle che avanzano si riscaldano il giorno dopo nel sugo di pomodoro sul fornello o in forno sistemate in un unico strato.
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10389/normal_mel.jpg
Il fritto di qui non conosce rivali!