Erin Shore
07/04/06, 22.59
Ingredienti per 4 persone:
4 Pomodori maturi (in alternativa usare i pelati)
4 cucchiai di olio d'oliva
6 Filetti d'acciuga sott'olio
50 g. di capperi tritati
200 g. di olive nere snocciolate
Prezzemolo fresco tritato (abbondante)
2 spicchi di aglio
Sale
Peperoncino (a piacere)
400 g. di spaghetti
sale
In una casseruola mettere l'olio e far rosolare l'aglio con i filetti di acciuga
spezzettati
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10057/thumb_2006_0407Image0001.JPG
aggiungere i capperi tritati e le olive tagliate a rondelle
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10057/thumb_2006_0407Image0003.JPG
unire i pomodori tagliati a pezzettini (oppure i pelati), il peperoncino e cuocere su fiamma vivace per circa 5 minuti, regolando di sale a metà cottura.
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10057/thumb_2006_0407Image0005.JPG
A fine cottura spolverare abbondantemente con il prezzemolo tritato e amalgamare il tutto.
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10057/thumb_2006_0407Image0009.JPG
A questo punto non resta che lessare gli spaghetti in acqua salata e scolarli al dente, poi aggiungerli al sugo preparato e saltarli per qualche secondo
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10057/thumb_2006_0407Image0013.JPG
Impiattare gli spaghetti e buon appetito!
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10057/normal_2006_0407Image0015.JPG
E' un piatto semplice, però ha un gran gusto. :)
A proposito di puttanesca, volevo farvi leggere questo articoletto pubblicato a mia firma sul quotidiano per il quale scrivo...
Una sera di normale routine culinaria, di un'estate qualunque dell'inizio degli anni '50
Il sugo "alla puttanesca" nacque per caso ad Ischia, dall'estro culinario di Sandro Petti
E l'allora Vescovo De Laurentiis mandò a chiamare il noto architetto, per fargli un "predicozzo" per il nome di quel suo piatto così poco "politically correct". E l'esperta culinaria Jeanne Caròla Francesconi racconta anche l'aneddoto nel suo libro "La Cucina Napoletana"
Annarita Cuomo
Spesso compiamo gesti quotidiani, che crediamo essere eterni... e dietro i quali invece si celano storie (a volte affascinanti, a volte divertenti, a volte commoventi) e simpatici aneddoti. E' il caso del "Sugo alla Puttanesca"... quante volte avete fatto soffriggere l'olio con l'aglio, aggiunto pomodori, olive e capperi, aggiustato di sale e guarnito di prezzemolo... per fare il vostro sughetto e condire i vostri spaghetti? Quante volte lo avete fatto? Sicuramente innumerevoli, perché è questa una gettonatissima ricetta della nostra tradizione culinaria. Ebbene, abbiamo scoperto (quasi per caso, come sempre avviene in questi frangenti, e con grande gioia) come, dove e quando il "Sugo alla Puttanesca" è nato... ovviamente dalla fantasia di un ischitano (altrimenti perché saremmo qui a raccontarvelo). Fu infatti l'architetto Sandro Petti, ai fornelli del suo Rancio Fellone, una sera di normale routine culinaria, di un'estate qualunque dell'inizio degli anni '50, a inventare il "Sugo alla Puttanesca", utilizzando quei prodotti freschi dei nostri orti, che tutti hanno normalmente in dispensa. E' lo stesso architetto Sandro Petti a raccontarcelo: "Quella sera di tanti anni fa, era molto tardi, ai tavoli del locale sedettero un gruppo di amici veramente affamati... io avevo finito tutto, e li avvisai: "Mi dispiace non ho più nulla in cucina, non posso preparavi niente". Ma loro insistettero e mi esortarono dicendo: "Ma dai Sandro, è tardi ed abbiamo fame, dove vuoi che andiamo... facci una puttanata qualsiasi". La "puttanata qualsiasi" che l'ecclettico Sandro Petti (che in cucina è un autentico mago) portò in tavola di lì a poco, era proprio un fumante piatto di "Spaghetti alla Puttanesca" (solo che ancora non erano stati battezzati tali)... una pietanza che da quella famosa sera, divenne un must della tradizioni culinaria dei ristoranti non solo ischitani, ma addirittura di tutto il mondo. "In cucina avevo solo quattro pummarorelle, due olive, qualche cappero - si schermisce l'architetto - e con quelle preparai il sugo per gli spaghetti". Una vera genialata, introdotta tra i primi piatti del Rancio Fellone e inserita di diritto nel menù esposto al pubblico: "Solo che non potevo certo chiamarli Spaghetti alla Puttanata... non era carino. Così li ho chiamati alla Puttanesca" spiega Petti. Ma in merito a questa storia, c'è anche uno spassoso aneddoto, che ci ha raccontato sempre Sandro Petti: "Un giorno il Vescovo Ernesto De Laurentiis mi mandò a chiamare... voleva incontrarmi con somma urgenza. Io proprio non riuscivo a capire cosa il Vescovo volesse da me. Quando mi recai da lui, mi dovetti sorbire un predicozzo lunghissimo, una tiritera che non finiva più. Ma proprio non ne capivo la motivazione... anche perché il Vescovo restava nel vago e non andava diritto al motivo del nostro incontro. Solo alla fine mi disse: "Il Menù che hai esposto fuori al tuo locale... non è degno di te". Per stringere insomma, il Vescovo De Laurentiis aveva saputo del termine Puttanesca scritto sul menù esposto fuori al locale, e ne era rimasto sconvolto... al punto da rimproverarmi aspramente". A suffragare la tesi del nostro amico Sandro Petti, ci pensa l'esperta gastronoma Jeanne Caròla Francesconi, che nel suo libro "La Cucina Napoletana" (volume che raccoglie i piatti tipici e le ricette tradizionali, divenuto un classico della letteratura culinaria partenopea) racconta proprio della nascita dei "Vermicelli alla Puttanesca", in verità attribuendone l'invenzione ad uno zio di Sandro Petti, il grandissimo ed indimenticato Eduardo Maria Colucci (un ischitano davvero speciale): "Non so come la Francesconi sia venuta in possesso di questa notizia, ma comunque fui io e non mio zio a preparare per la prima volta quel sugo... diventato poi alla puttanesca". La Francesconi scrive: "VERMICELLI ALLA PUTTANESCA: questi maccheroni si chiamavano alla marinara. Ma subito dopo la seconda guerra mondiale, a Ischia, il pittore Eduardo Colucci, non so come né perché, li ribattezzò con il nome con cui oggi è generalmente conosciuto. Colucci, che viveva per gli amici, d'estate abitava a Punta Mulino - in quel tempo uno degli angoli più pittoreschi di Ischia - in una rustica e minuscola costruzione; camera con cucinino e un terrazzo in mezzo al quale si innalzava un albero di ulivo. Oltre ai consueti più intimi amici, sfilavano sulla sua terrazza le più svariate personalità italiane e straniere. E lui, dopo aver offerto come aperitivo un fresco e genuino vinello d'Ischia, improvvisava spesso una cenetta a base di questi maccheroni che erano la sua specialità". Il testo continua con gli ingredienti e la preparazione consigliati. Ad onor del vero però, l'architetto Sandro Petti ci ha confessato di disconoscere questa versione della ricetta: "Perché - spiega - non ci vuole così tanto pomodoro (nella ricetta viene indicato 500 g di pelati o pomodori freschi), ma solo quatt' pummarole appese... giusto per colorare il piatto". E per dimostrare la veridicità della sua tesi, nonché per tenere fede alla frase che fa bella mostra all'ingresso della sua villa romana "Questa casa è aperta al sole e agli amici", l'architetto Sandro Petti ci ha invitato nella Capitale per assaggiare i suoi "Spaghetti alla Puttanesca"... vi rimandiamo - cari lettori - alle prossime edizioni del nostro quotidiano, per la cronaca di questa nuova avventura mangereccia, che promette di essere davvero molto speciale.
LA RICETTA DISCONOSCIUTA
500 g di pomodori pelati in scatola o freschi, 3 spicchi di aglio, 1 dl e 1/2 di olio, origano, pepe, i pezzetto di peperoncino forte, 50 g di capperi, 100 g di olive vere di Gaeta, 75 g di acciughe salate, abbondante prezzomolo, sale se occorre, 600 g di linguine o vermicelli sottili. Preparazione: fate una salsa alla marinara, ma nel momento in cui aggiungerete i pelati, unitevi anche i capperi lavati, le olive snocciolate, il peperoncino e l'origano. A cottura ultimata, completate la salsa con prezzemolo tritato e le acciughe lavate, spinate e tagliate a pezzettini, lasciate ancora un minuto e quindi verificate il sale. Cuocete i maccheroni e conditeli".
La ricetta c'è la storia pure;) ..........che vogliamo di più alla vita?;) :D
Ropa, vuoi proprio sapere cosa vorrei ora? In questo preciso momento? Qualcuno che mi preparasse un bel piatto di spaghetti alla puttanesca:D :D :D ... o (dovendomeli preparare da sola) almeno qualcuno che li dividesse con me!
Dura la vita del giornalista...............comunque bell'articolo;) :D
Il resto dei preparatii come va?
Sto lavorando sodo... non vedo l'ora che venga ottobre... in modo da poter rallentare un po':( :( :(
La mia puttanesca;) ;) ;)
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10441/normal_IM000255.JPG
:eek: :eek: che bbbbbontà:p: :p:
(:-* (:-* (:-*
Io seguo lo stesso procedimento, però le olive le trito con la mezzaluna, e faccio un mix, tipo 3/4 nere e 1/4 verdi...e mi ci aggiungo sopra quando è nel piatto (perchè mi piacciono) i capperini quelli piccoli piccoli che sono meno forti dei grandi..
vBulletin® v3.7.4, Copyright ©2000-2008, Jelsoft Enterprises Ltd.