Visualizza Versione Completa : Sfida regionale italiana: la cucina della Lombardia
ciao...
eccomi provo a fare questa sfida...
questa volta cinzia non cancello le foto...:D
TORTA PARADISO...
Dal 1878 è il simbolo più dolce della città di Pavia. In quella data Enrico Vigoni, su consiglio del marchese Cusani Visconti, regolamentò la produzione della Torta Paradiso, come ancora oggi avviene secondo la ricetta originale nelle pasticcerie artigianali.
La leggenda racconta che un frate erborista della vicina Certosa di Pavia, eludendo le severe regole monastiche, spesso uscisse dal monastero per andare alla ricerca delle sue erbe curative. Nei suoi segreti giri arrivò fino a Parona dove incontrò una giovane sposa che gli diede la ricetta della torta.
Una volta scoperto dal priore, il frate erborista fu rinchiuso dentro le mura della Certosa e qui, per consolarsi, non gli restò che dedicarsi alla preparazione della torta, che gli ricordava la cara signora. Il suo impasto soffice e delicato piacque immediatamente anche agli altri monaci, che la battezzarono "Torta Paradiso".
La ricetta lo presa da qui...
http://www.cookaround.com/cucina/regionale/lombardia/vedi-1.php?categoria=Dolce (http://www.cookaround.com/cucina/regionale/lombardia/vedi-1.php?categoria=Dolce)
ingredienti:
200 g di burro
150 g di zucchero a velo
60 g di farina
70 g di fecola di patate
un uovo e due tuorli
la scorza di un limone.
fare una crema con il burro e lo zucchero a velo
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poi aggiungere le uova e amalgamare bene poi aggiungere i restanti ingredienti e amalgamare il tutto..
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mettere il composto nella tortiera e cucinare per circa un'ora a fuoco medio..quando si sarà raffreddata aggiungere lo zucchero a velo
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è venuta veramente buona!!!!;) :p:
...il piatto che vi posto viene dalla tradizione Mantovana;
l'etimologia del nome deriverebbe dal fatto che era il piatto principale nella dieta dei "PILOTI" ovvero i lavoratori alla "PILA", lo stabilimento in cui si pulisce e raffina il riso prima della vendita.....
un piatto molto semplice ma energetico visto il lavoro di fatica di questa categoria di lavoratori....
Ho seguito pedissequamente la preparazione tradizionale.( mi sono documentato un poco poco....)
Ingredienti: (e dosi si facevano ad occhio.......)
riso
salsiccie (la tradizione le vuole a base di carni miste)
una noce di burro
abbondante parmigiano
Per iniziare ho preso una padella......
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...ed ho messo a sciogliere un pezzo di burro.....
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...appena il burro si è sciolto ho aggiunto la salsiccia che ho tagliato grossolanamente a pezzetti.....
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....l'ho fatta rosolare ben bene.....
Nel frattempo ho messo un pentolino con acqua e sale sul fornello.....
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...appena l'acqua ha iniziato a bollire ho versato il riso....
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...ho cotto per circa 15 minuti, ho spento il fornello ed ho lasciato riposare il riso, come prescrive la ricetta tradizionale, nella sua acqua di cottura per circa 3-4 minuti, coprendo il pentolino con un panno che mantiene caldo ed assorbe un po' del vapore di cottura....
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.....intanto la salsciccia era bella che rosolata.......
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...ho scolato il riso e l'ho unito alle salsicce...
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...ho amalgamato un pooco il tutto poi ho mantecato con abbondante grana grattuggiato....
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...ancora qualche secondo quindi ho impiattato il riso ben caldo...
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.....ed ho completato con altro grana a scaglie!!
....un piatto rustico, spero vi sia piaciuto !!
SBRISOLONA DEI GONZAGA
Questo dolce occupa un posto d’onore tra le specialità della cucina mantovana. Il suo nome, che varia da sbrisolona, sbisolina e così via, si deve alla proverbiale facilità a sbriciolarsi del suo composto poco legato.
La farina di mais testimonia l’origine contadina del dolce, che sembra si sia nobilitato quando giunse alla corte dei
Gonzaga (http://www.taccuinistorici.it/newsbrowser.php?news_id=383&news_dove=3) nel '600. Li vennero introdotte le spezie, lo zucchero e le mandorle, che ancora oggi nella sbrisolona contadina non si usano.
Fra gli ingredienti ci sono le mandorle e non le noci, a motivo della loro diversa simbologia: le prime rappresentavano la luce e la rinascita, le seconde erano invece uno dei prodotti usati dalle streghe.
Anticamente la sbrisolona era chiamata “torta delle tre tazze” per l’eguale quantità, misurata in tazze, dei suoi tre ingredienti canonici: farina gialla, farina bianca e zucchero.
Ciò che rende unica questo dolce è la sua innata capacità di sbriciolarsi. Com’è possibile tagliarlo con un coltello e ricavarne tante fette uguali e ben definite? Non lo è, e allora ecco la licenza di usare le mani e di spezzettarlo con le dita.
INGREDIENTI:
400 g di farina gialla e bianca ( 1/4 di bianca ), 200 g di mandorle sbucciate e tritate, 150 g di strutto (altrimenti burro o metà e metà), 2 tuorli d'uovo, 100 g di zucchero, buccia di limone grattugiata, a piacere vaniglia.
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Impastare la farina, le mandorle, lo zucchero, i tuorli, la buccia di limone e aggiungere poi il burro senza scioglierlo,
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lavorando a grumi
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che si faranno cadere a pioggia nello stampo unto.
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Forno a 180° per un'ora circa.
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MODIFICA SUGGERITA DA UNA MIA AMICA MANTOVANA:
quando la torta si e' raffreddata cospargerla di crema pasticcera
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NON male!
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nelle ricette più antiche anche la scialotte,ciarlotta o carlotta;si presume k derivi dal nome proprio francese senza possibilità di risalire a un referente storico credibile.
il termine francese charlotte identifica anche una sorta di cuffia femminile increspata;non è improbabile k il riferimento sia tra la somiglianza di questo copricapo e lo stampo x dolci,analogamente a quanto avvenuto x il bonnet.
la codificazione delle prime charlottes di frutta risale ai trattati di antonin careme e fa la sua comparsa nei ricettari del Nord di Italia nel primi decenni dell' 800.quiesto tipo d dolce ebbe una grande diffusione x tutto il XIX secolo finche ai dolci da consumare caldi non subentrarono quelli da consumare tiepidi e infine freddi o gelati,più apprezzati dai gusti moderni,cui è rimasta tuttavia,a causa della forma,l'antica denominazione...
ecco cm si fa la charlotte alla milanese:
tagliare a spicchi sottili 500gr di mele golden sbucciate.... metterle in un tegame cn un quarto di bicchiere di vino bianco e 45 gr di zucchero...
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cuocere fino a che nnn siano cotte
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fare un piccolo impasto cn 45gr di zucchero e 30 gr di burro
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foderare uno stampo imburrato cn del pan carré
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mettervi la composta di mele
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chiudere il fondo cn pan carré e spargervi l'impasto di burro e zucchero
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infornare a 170gradi x 20 minuti....
e sfornare....
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ribaldare la charlotte sul piatto e inzupparla di rum
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decorata....
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ed ecco una fettina tutta x voi!!!!
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molto gustosa.....
Origine del gorgonzola
La storia del gorgonzola è avvolta nel mistero e la sua origine dovrebbe risalire all'omonima città alle porte di Milano. Molte le storie che si tramandano riguardo al procedimento caseario, la più diffusa e romanzata parla di un "bergamino" che si era invaghito di una contadinella e che per lei lasciò a metà la preparazione del formaggio; l'indomani, unendo la cagliata della sera precedente con quella del mattino, divenne il primo produttore di gorgonzola. Il periodo storico di nascita, che sia da attribuire a questo sbadato giovanotto o più verosimilmente a un pastore in corso di transumanza momentaneamente sprovvisto degli attrezzi per trattare il caglio, si può collocare tra l'ottavo e il nono secolo. Il primo nome fu "Stracchino di Gorgonzola", dal fatto che era prodotto con latte di vacche "stracche", cioè stanche per la transumanza.
Pizzette al gorgonzola
Preparare un impasto con 250 gr di farina, 2 tuorli , sale pepe noce moscata, 100 gr di burro e 200 di gorgonzola ( i formaggi vanno precedentemente lavorati insieme e poi uniti alla farina ). Aggiungere un pochina d'acqua per lavorarlo meglio
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Formare un salamino e tenere in frigo per un'oretta
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Dopodichè , visto che l'impasto si presenta abbastanza sodo , l'ho tagliato con fettine di mezzo cm circa. Le ho stese in una teglia e spennellate con un rosso d'uovo
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Poi in forno bello caldo ( 200° circa ) per pochi minuti ( 7 - 8 )
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Mio giudizio : non male , un'idea diversa per l'aperitivo
oztralia
28-04-2006, 23:16
questa ricettina mi ha riportato tanti ricordi.....mia nonna me la preparava quando veniva in australia....
la storia di questo piatto.....
allora ho trovato questo su internet!!
Minestra un tempo molto diffusa sia nel lodigiano sia nel milanese, il riso e latte (ris e latt) veniva consumato nel pasto serale servito in profonde scodelle di terracotta. Questo piatto di origine medioevale riunisce i due ingredienti tipici della pianura lombarda. si accompagna a un secondo a base di verdure e a frutta fresca di stagione.Il vino deve essere nuovo, acido come il Lambrusco Mantovano.
Mio nonno mi raccontava che questo era tra i suoi piatti preferito (pochi purtroppo) e sua madre metteva le castagne secche...le "biline"
Ris e Latt
ingredienti
Riso : 200 g circa
Latte di centrale fresco:1 litro
Acqua bollente x allungare: 1 bicchiere
Sale :1 cucchiaino o qb
burro: 20 gr
zucchero:1 cucchiaio abbondante
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In una pentola alta mettere 1 litro di latte , zucchero e sale, un pezzetto di burro e portare a bolllore...aggiungere il riso...attenzione che mentre bolle il latte sale...tenere sempre mescolato il riso, il fuoco deve essere medio alto.
Se vedi che il riso ha assorbito troppo latte aggiungi il bicchiere di acqua bollente, altrimenti se la consistenza va bene aggiungi il burro rimanente e mescola ancora. Da servire tiepido
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mescola in continuazione
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aggiungere il rimanente burro
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qui è pronto
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troppo buono......i ragazzi hanno gradito moltissimo!!
Annalisa
29-04-2006, 13:08
FAVE DEI....MORTI
in passato in molte zone della Lombardia la sera del 1° novembre era consuetudine lasciare sul tavolo qualcosa da mangiare per i defunti. Si chiamano fave, perchè secondo gli antichi , le fave contenevano le anime dei loro trapassati, e il legame è rimasto...traghettattando dalle tradizioni pagane a quelle cristiane....trasformandole in fave dolci.( da i Sapori della cucina tradizionale italiana)
INGREDIENTI
200 gr mandorle sgusciate
100 gr zucchero
100 gr farina
1 uovo
20 gr burro
1 cucchiaino grappa
1 cucchiaino cannella
buccia di un limone grattuggiata
1 albume
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ho utilizzato il bimby
Tritare finemente le mandorle 10 sec. vel 8
Unire il burro morbido morbido, la farina, l'uovo, la grappa, la cannella lo zucchero e la buccia tritata del limone.
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Lavorare per 30 secondi vel 5/6, finchè l'impasto risulta compatto.
ricavate tanti rotolini lunghi e larghi quanto un dito, quindi tagliarlia pezzetti dimensioni di una nocciola.
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Schiacciate con un dito i pezzetti d'impasto per dare la forma di una piccola fava.
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sbattete l'albume con una forchetta per slegarlo, e poi spennellate ogni fava.
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mettere i dolcetti sulla placca foderata da carta forno e infornate a 160° per 20/25 minuti.
Servirli freddi.
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Annalisa
30-04-2006, 14:11
TROTE ALL'ISEANA
Idee per la Cucina Regionale 3
non conosco la storia, spero vada bene lo stesso;)
Ingredienti:
( per 4 persone ) 50 gr.di burro morbido, 500 gr.di acqua, 3 patate medie, 10 foglie di alloro, 10 foglie di salvia, 2 trote medie, sale q.b.
Per il ripieno: 40 gr.di parmigiano, 1/2 spicchio di aglio, 40 gr.di pane secco, qualche foglia di prezzemolo, noce moscata, acqua sale e pepe q.b.
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Preparazione:
Inserire nel boccale tutti gli ingredienti per il ripieno: 15 sec.vel.8.
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Disporre nella pancia di ogni trota (ben lavata e asciugata) qualche fiocchetto di burro, il ripieno appena preparato e richiuderle bene. Inserire nel boccale acqua e sale: 10 min.100°C vel.1. Nel frattempo disporre nel Varoma le patate tagliate a fette; nel vassoio adagiare le trote e ricoprirle con le foglie di alloro, la salvia e il ripieno avanzato.
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Posizionare il Varoma sul coperchio e cuocere: 25 min.temp.Varoma vel.4. Controllare che il ripieno non sia troppo asciutto, nel qual caso bagnarlo con un poco dell'acqua di cottura. Disporre le trote in un vassoio contornate dalle patate e servirle ben calde.
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al salto:
questo risotto viene utilizzato cm recupero degli avanzi dell'antico risotto alla milanese,fatto con zafferano....
la versione k propongo è farcita,elaborata da un grande chef e k io ho trovato su di un giornale d cucina....
eccola x voi....
fare soffriggere la cipolla cn del burro
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mettervi il riso e farlo tostare
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cuocere con il brodo fino a metà cottura e ,con l'ultima parte d brodo, aggiungere lo zafferano
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mantecare con burro e parmigiano,e aprirlo su di un piatto x sgranare bene i chicchi
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ungere una padella cn un poco d burro
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mettervi metà dose d riso e cuocere fino a che nn formi uno strato "tipo frittata"
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guarnire cn scamorza
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e prosciutto,e "chiudere cn il restante riso
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cuocere fino e che nn formi una crosticina da un lato e rigirare cm fosse una frittata
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e cuocere allo stesso modo dall'altro lato....
completata la cottura impiattare
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ed ecco l'interno
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da vicino....
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è sparito in tempo record.... molto buono,e ottimo x riciclare gli avanzi!!!!!!(:-*
La torta Elvezia è considerato uno dei più deliziosi dolci mantovani.
Pur essendo una torta assolutamente di Mantova, non è un dolce tradizionale. E' una torta di pasticceria inventata da pasticceri svizzeri grigioni (pare la famiglia Putscher) che avevano aperto i loro negozi a Mantova alla fine del 1700 e avevano voluto dedicare questo dolce, che unisce le tradizioni della terra d'origine con quella di elezione, alla loro nazione, da qui il nome Elvezia o Helvetia.
Questa torta è farcita con zabaione di cui i mantovani rivendicano la paternità in quanto la più antica ricetta conosciuta è quella del cuoco di corte dei Gonzaga.
INGREDIENTI:
Per la pasta:
250 gr. di ALBUMI,
SALE,
500 gr. di Farina di MANDORLE,
500 gr. di ZUCCHERO A VELO.
Io ho fatto metà dose e ho ridotto la quantità di zucchero a 350 gr. e aumentato quella della farina di mandorle a 650 gr.
Per lo ZABAIONE:
2 TUORLI,
2 cucchiai di ZUCCHERO,
4 mezzi gusci di VINO BIANCO AROMATICO.
Per la CREMA AL BURRO:
200 gr. di BURRO a temperatura ambiente,
200 gr. di ZUCCHERO A VELO,
3 cucchiai di CACAO AMARO,
poco LATTE.
Per GUARNIRE:
MANDORLE A LAMELLE,
CACAO.
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Fare lo Zabaione:
Montare con le fruste i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema bianca. Aggiungere il vino e mescolare,
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Mettere in un contenitore a bagnomaria e mescolare con una frusta finchè il composto diventa gonfio e sprigiona un profumo intenso (attenzione a non farlo mai bollire altrimenti impazzisce).
Metterlo da parte a raffreddare.
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Fare la pasta:
Tritare finemente le mandorle (nel caso non si abbia già la farina pronta),
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Montare a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale,
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aggiungere lo zucchero a velo e mescolare delicatamente per non smontare il composto,
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aggiungere la farina di mandorle e incorporarla con delicatezza per non afflosciare troppo gli albumi,
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inserire un terzo del composto ottenuto in una sacca da pasticceria con la bocchetta fine e formare una spirale stretta su un foglio di carta oleata (io ho usato il foglio di silicone).
Fare la stessa cosa con gli altri 2/3 di impasto in modo da ottenere tre dischi dello stesso diametro. Infornare a 160° per circa 12-15 minuti. I dischi sono cotti quando cominciano a prendere un leggerissimo colore.
Far raffreddare bene.
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Fare la crema al burro:
Mettere in un contenitore il burro morbido, aggiungere lo zucchero ed il cacao
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montare fino alla consistenza "a pomata" con le fruste aggiungendo il latte necessario.
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Riprendere il primo disco della torta e spalmarlo con lo zabaione,
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sovrapporre il secondo disco e spalmarlo con la crema al burro,
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finire con il terzo disco che si lascia senza crema per far vedere il disegno della spirale.
Spalmare dell'altra crema al burro sul bordo del dolce e farvi aderire delle mandorle a lamelle.
Decorare il piatto da portata con poco cacao fatto scendere da un setaccino o con altro a piacere.
A me sarebbe piaciuto usare un "ciuffo" di zabaione ma l'avevo messo tutto nella torta!
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Questa è la fetta della torta.
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Conclusioni:
Il procedimento è articolato ma assolutamente non difficile e nemmeno molto lungo.
Ne risulta un dolce buonissimo, morbido e profumato. Lo zabaione dà un gusto eccezionale che caratterizza la torta, tanto che la prossima volta ne farei un po' di più (userei tre tuorli invece che due). Secondo me è vincente l'aver ridotto lo zucchero e aumentato la farina di mandorle in quanto è risultato della giusta dolcezza (più dolce per me sarebbe risultato "stucchevole" ). Nonostante abbia fatto metà dose è venuta una torta di 22 cm. che è stata prontamente approvata e divorata dalle "locuste" di casa.
Esperimento riuscitissimo.
fedia :)
Eccomi qua,la ricetta è di origine cremasca,zona di produzione del gongorzola,
in cui si concentrano la maggior parte dei caseifici dove viene prodotto questo formaggio.
Il gongorzola vien ricavato da latte vaccino,è a pasta molle e bianca e la marezzatura di muffa è ottenuta in modo del tutto naturale,forando ripetutamente le forme e consentendo all'aria di penetrar liberamente.
Qui si usa un gongorzola dolce con 4-5 mesi di stagionatura e l'accostamento agli spinaci dà origine ad un piatto veramente "goloso".
Per 3 buone forchette lessate 700 gr di patate e fate bollire in acqua salata 250 gr di spinaci.
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Passate le patate e poi dopo averli ben strizzati unite gli spinaci,prima tritati e poi passati allo staccio(e ci vuol na santa pazienza.................. >:-> )
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Fatto questo,passate allo staccio 150 gr di gongorzola e unite all'impasto di patate e spinaci.
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Aggiungete due uova,amalgamate il tutto,aggiustate di sale e date una grattatina di noce moscata.
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Quando il composto si è ben amalgamato unite la farina(non chiedetemi quanta dipende dalle patate e da quanto bene siete riusciti a strizzar gli spinaci)fino ad ottener una pasta lavorabile.
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Da cui ricaveremo i classici gnocchi,da passar sui rebbi di una forchetta.
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Lessateli e appena salgono a galla passateli in un'ampia padella per condirli con abbondante burro fuso e parmigiano,se vi aggrada potete unire ancora noce moscata.
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Servite ben caldi.
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Buon appetito
ropa55
la trippa alla milanese............
chiedo scusa ma la foto fatta alla trippa cruda non so perchè ma non me la sono trovata più, comunque ci vogliono due pezzi diversi che si chiamano:
la chiappa e il foiolo.............poi ci vogliono:
due belle foglie fresche di alloro, due chiodi di garofano, alcuni grani di pepe, due bacche di ginepro
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poi bisogna preparare un bel fondo di cipolla sedano e carota, abbastanza tipo due belle coste 2 cipolle e due carote
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far rosolare con un pò di olio le verdure, aggiungere le spezie e la trippa tagliata a striscioline
una volta fatta insaporire aggiungere un bicchiere di vino bianco e un cucchiaio di conserva di pomodoro
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un bicchiere di acqua e far cuocere dopo aver aggiustato di sale per un'oretta circa.
poi aggiungere delle belle patate tagliate un pò grosse
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continuare la cottura ancora per una mezz'ora
aggiungere poi dei faglioloni bianche di Spagna
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far cuocere ancora per una decina di minuti poi spegnere e far riposare.
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questa è la trippa alla milanese che i puristi spolverano anche con una bella grattata di formaggio grana, io la preparo il giorno prima, per gustarla il giono dopo riposata e riscaldata è sempre più buona.
per l'origine del piatto.............si perde nella notte dei tempi..............
ciao
(:-* (:-* (:-* (:-* lella
MagicaDea
03-05-2006, 09:56
Mi è dispiaciuto tantissimo non partecipare alla sfida della mia regione ma... il tempo non c'era proprio....
come sempre tuttipiatti spettacolari.. Oz finalmente vedo come si la minestra si riso e latte, ne sento sempre parlare ma non sapevo proprio come farla...
Il mio voto va a Ropa... adoro gli gnocchi verdi.. con lo zola poi... una bonta!!!
complimenti a tutti..... tutte ottime ricette... spettacolari.....!!!!
chi votare??? bohhhhh scelta molto difficile.... bisognerebbe assaggiare!!!..:):D
scusate ma...... ROPA è SEMPRE ROPA!!!!!:) :D :) :)
Annalisa
03-05-2006, 10:12
indecisa tra fedia e Ropa......ho scelto fedia...mi ha convinto lo zabaione!!!:p:
OZ senza dubbio, quella minestra me la prepara spessissimo d'inverno la mamma...o meglio me la preparava quand'ero a casa..:)
Ha non posso che votar lella......la trippa è trippa :D :D :D :D :D,anche se il risotto alla pilota,era molto intrigante ;)
Voto per Oztralia, una ricetta che ha dei lontani ricordi bellissimi ... io l'ho fatto spesso per i miei figli ma ne facevo una versione non dolce e non liquida , tipo risotto.
Tra parentesi questo era il piatto preferito del grande papa Woytila, se lo faceva preparare per cena dalla suora polacca addetta alle cucine ...
io ho votato la torta Elvezia, che mi ispira un saccoooooooooooooooooooooo:p: :p:
ma siete stati tutti bravissimi ,come sempre scelta difficile
Il mio voto va alla torta Elvezia, bellissima e soprattutto porta il nome della mia mamma .....:D ;)
golosona per come sono non potevo non votare la torta Elvezia di Fedia........e me la copioincollo anche!!!:D
oztralia
03-05-2006, 11:59
speravo che qualcuno facesse la casseula......una milanese doc...senza dire nomi!!!!!! allora io voto.....che difficile...Nemo..!!!!
Ho votato le Pizzette al gorgonzola - steppy
Mai viste ed originali: ottime per essere copiate!
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