Visualizza Versione Completa : Insaccati ferraresi
Volevo solo mostrarveli, i più famosi:
Signori, ecco a voi la famosissima salama da sugo ed il delizioso salame all'aglio !!!!!! :p: :p: :p: :p: :p: :p: :p: :p: :p: :p: :p: :p:
http://www.cookaround.com/cpg134/albums/userpics/10017/normal_Insaccati_ferrara.JPG
Ragàz ... che bon !!!! Provare per credere !!!!
Che spettacolo !!! Sono questi prodotti che rendono il nostro paese unico al mondo !!
Bravo Vapj, hai fatto benissimo a mostrarceli , mi par di sentirne il profumo ....:p: :p:
salama da sugo???
:O)))))
La Salama è un impasto di carne suina macinata con vino rosso, sale, pepe nero, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, rhum e alcune piccole "X..." che nessun artigiano di Ferrara sarà disposto a rivelarvi. Da ogni maiale si può ottenere una sola salama, visto che l'involucro chiamata a contenere l'impasto (fegato, lingua, carne del collo e della gola) per circa 8 mesi, è la vescica stessa del suino!!!.
Quando è il momento di cuocerla, bisogna agire con cautela e armarsi di pazienza. Innanzi tutto deve rimanere a bagno in acqua tiepida per una notte intera, per ammorbidire la pelle ormai coperta di incrostazioni. A questo punto si pulisce delicatamente, aiutandosi con una pezzuola pulita o con carta da cucina bagnata, facendo attenzione a non rompere la vescica che la ricopre. Poi si avvolge in un'altra pezzuola pulita (o si sistema in sacchetto per cucinare) e si lega col suo spago ad un cucchiaio di legno che si appoggia di traverso sul bordo di una pentola piena d'acqua tiepida. Attenzione: la salamina non deve toccare il fondo!
Si porta lentamente l'acqua all'ebollizione, stando ben attenti a fermarla subito: l'acqua deve fremere ma non bollire. E si lascia andare per un minimo di 4/5 ore, aggiungendo acqua calda, se necessario. Se è possibile, meglio prolungare la cottura.
uando è pronta, si può procedere in due modi: tagliando la parte superiore come si fa con un uovo alla coque e servendola a cucchiaiate su una fumante purée; oppure, eliminata delicatamente la vescica, tagliandola a spicchi. In estate si serve col melone. (tra poco vi posterò le foto di questo servizio).
Il suo profumo inebria, il suo sapore è forte e piccante. Non ha niente da spartire con cotechini, zamponi, ecc. : è proprio tutta un'altra cosa!
Deve essere accompagnata da un vino rosso, magari un Bosco Eliceo o un Fortana della stessa provenienza, ma si abbina in modo eccellente anche con il Lambrusco (secco, per favore!) o il Sangiovese.
E il pane? Ma è ovvio, ci vuole la ciupéta, la classica, famosa coppia di pane ferrarese!
Quella della salama è una tradizione culinaria che risale addirittura al Rinascimento e che, per le sue peculiarità a rischio di estinzione, rientra oggi nei dieci principali presidi difesi da Slow Food.
Sono tre invece i ristoranti consigliati di Ferrara nei quali potrete gustarvela 'on site':
.Trattoria 'Il Mandolino', via Carlo Mayr, 83 (tel. 0532/60080);
.Ristorante 'Il Vecchio Mulino', via X Martiri, 245 - Porotto (tel. 0532/730000), dove sono stato alcuni anni fa (2003-2004);
.Ristorante 'Provvidenza', corso Ercole I d'Este, 92 (0532/205187), dove sono stato anche ultimamente, (1° maggio) …ve lo consiglio!!!.
.... insomma, fidatevi di Vapjazz !!!!!!!!!!!;)
LadyofShalott
16-05-2006, 16:51
eheh la salama da sugo...
Mio padre cerca di farsela preparare ogni natale (i miei sono di Ferrara) ma in casa non piace a nessuno...
e pensate che quando ero a Londra me la volevano vendere da Harrods (c'era qualcosa tipo "la settimana del gusto italiana")...e io che continuavo a dire "ma se non la mangio in italia figurati se ve la compro qui...!!!:rolleyes: :eek: "
Da giovane nemmeno a me piaceva, e' una cosa che ho imparato a gustare assaporando nel tempo.
POI ci sono salame e salame
ne ho mangiata una (non dico dove) che puzzava di "rancido" ma se si trova quella d'oc è da svenimento, scommetto che a ROPA piacerebbe tantissimo!
:O)
La salama si mangia normalmente in TRE modi differenti, a seconda del tipo dei insaccato realizzzato:
1. Salama a cucchiaio. Cotta e mangiata "a cucchiaio", nel senso di prelevare l'interno col cucchiaio e servirlo con del puré di patate;
2. Salama a coltello. Cotta e mangiata " a coltello", nel senso di preparare degli spicchi (deve essere del tipo più 'consistente') e servita sempre accompagnata da puré di patate;
3. Salama stagionata. Affettata come normale salame. In tal caso deve essere molto stagionata. Normalomente si serve accompagnata da spicchi di melone cantalupo, rucola e pomodorini in insalata ... SLURPPPPPPPPPPPPPPPPP !!!!
Ciao !
P.S.: la salamina della fotografia appartiene alla categoria n. 3
e vi posterò presto le foto di come la consumeremo... !!!!
rossogiulietta
17-05-2006, 19:35
vapj!!!!
ma vuoi farci morire a tutti???? mi hai fatto venire un'acquolina.... :p::p::p::p: mamma mia!!!
io la salama non la conoscevo... è davvero una cosa stra-tipica, meno male che c'è la slow food che pensa a preservare queste cose che atrimenti rischierebbero si scomparire... grazie per avreci fatto consoce la salama!!! e mi raccomado, metti le foto delle tue rpeparazioni con la salama!!!!!!!!
Quelli della foto provengono dal Salumificio Magnoni, Borgo di Vigarano (FE).
All'interno della confezione ho trovato un pieghevole che definirei interessante, per cui l'ho interamente ricopiato e ve lo offro:
Storia e cultura della salamina
Così com’è, ricoperta da muffa grigio-verde, insaccata in vescica di suino, ingabbiata in tanti meridiani di spago robusto tirato fin quasi a penetrarne la polpa, non la si può certo definire di bell’aspetto. Ma, come spesso accade, non bisogna fidarsi delle apparenze: dopo un semplicissimo, quanto importante procedimento di cottura, la salama da sugo, liberata dallo spago ed incisa all’apice con un taglio a croce, rivela quel bel colore rosso naturale della polpa, espande quel profumo accattivante e corposo, pronta a soddisfare con il suo sapore aromatico e piccante, forte e quasi acre, il piacere del palato e, si dice, stimolarne innominabili altri!!!
Non a caso si attribuisce l’invenzione della salama da sugo a Lucrezia Borgia: negli innumerevoli banchettti da lei organizzati dopo il suo matrimonio con il duca Alfonso D’Este, era onnipresente.
Questo vanto della gastronomia estense, rimasto immutato fino ad oggi, è stato cantato ed apprezzato da illustri personaggi come Giosuè Carducci, Giorgio Bassani, Mario Soldati, Folco Quilici.
Ma che cos’è che la rende così speciale?
Nell’elaborata ricetta messa a punto da Cristoforo da Messibugo, “manager” addetto alle relazioni esterne della Corte di Ferrara, l’interno della salama, chiamato “investitura” (termine che ricorda i numerosi feudi del territorio ferrarese), era costituito di carne rossa, di vini potenti e di droghe (spezie) fino al 62 % della composizione. Oggi viene prodotta da pochi artigiani che hanno via via semplificato l’antica ricetta usando principalmente capocollo, pancetta, fegato e lingua di suino, sale, spezie e vino rosso.
La salamina, come la chiamano affettuosamente i ferraresi, richiede una lavorazione lunga e complessa, tempi lunghi per la stagionatura (almeno dodici mesi) e per la cottura. Tuttavia, è impensabile “l’estinzione” di questo cibo carico di vitalità, potente e saporito, che anche nel più freddo e triste mese invernale, servito caldo ed accompagnato ad un buon puré di patate o d’estate accompagnato al melone o ai fichi, dona forza ed energia.
E’ necessario, perciò, confidare nell’amore per la tradizione dei consumatori, nel palato fine di chi apprezza i gusti pieni e ricchi e nella grande passione di chi ancora produce questo capolavoro culinario.
(Giuseppe Magnoni)
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