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Visualizza Versione Completa : CAMEMBERT fatto in casa....o no?!



blifi
19-03-2011, 17:25
Ciao a tutte e buona giornata.
Eccomi da voi per farvi partecipe della mia esperienza di arte casearia casalinga.
Lasciatemi prima di tutto buttare le mani avanti dicendovi che è la prima volta che provo a scrivere una ricetta facendo uso delle fotografie; spero di esserne capace…..dai!! mi butto!!!
La prima volta che mi sono cimentata a fare il formaggio ho utilizzato il latte acquistato in negozio: 5 litri di latte intero fresco e la ricetta l’avevo carpita dal sito di “Faro Magio”.
Il procedimento che ho seguito è lo stesso che ho visto pochi giorni fa nei post di viola03 e di terry982.
Siccome per mia disgraziata natura non riesco mai a ripetermi (nel senso che devo sempre apportare qualche cambiamento…è più forte di me) la volta successiva che mi son messa a produrre formaggio ho applicato alcune varianti che ora vi racconterò.
INGREDIENTI


· 5 litri di latte fresco. Se trovate il latte crudo è meglio ma in questo caso va portato a 45°C prima di poterlo utilizzare (poi vi spiegherò il perché)
· Un bicchiere di latte fresco intero
· La raschiatura di un poco di buccia di un formaggio camembert acquistato
· Un cucchiaino scarso di caglio di vitello
· 2 cucchiai di yogurt (ho utilizzato il TOTAL della FAGE)
· 1 tazza di siero prelevata da una precedente produzione (conservata in freezer e portata a temperatura ambiente) (Per chi si accinge a produrre il suo primo formaggio, questo ingrediente può essere omesso)

ATTREZZATURA


· Una pentola d’acciaio
· Una frusta, sempre d’acciaio
· Alcune fuscelle (ormai sono reperibili solo quelle di plastica (SIGH!). Se siete in confidenza con un “pizzicagnolo” potreste farvene regalare alcune o farvele lasciare quando comprate una ricotta)
· Un termometro (siccome le temperature da controllare si aggirano tra i 35 e i 45°C in teoria potrebbe andare bene anche quello di casa ma è preferibile procurarne uno con un range un poco più ampio)
· Una coperta di pile o di lana

· Se poi riuscite a trasformare una cassetta di legno (quella in cui regalano i vini a Natale) in un piccolo armadietto, così come ha fatto viola03 (davvero ingegnosa, un capolavoro!), beh allora potete tranquillamente cominciare.
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/1_attrezzatura_per_il_formaggio.JPG
ED ORA…ALL’OPERA
L’INNESTO
Prelevate dal formaggio camembert un poco di parte bianca della scorza, raschiando con la punta di un coltello; ne basterà un cucchiaino scarso. Prendete il bicchiere di latte e scioglieteci la raschiatura, coprite il bicchiere e lasciatelo così per alcuni giorni nella parte meno fredda del frigo. Sul sito di faromagio è possibile vedere come si dovrebbe presentare la coltura. Io non sono arrivata a quel punto ma ho utilizzato l’innesto quando ho visto che il latte si era leggermente addensato: ci son voluti un paio di giorni.
COTTURA
In una ciotola iniziate a sciogliere ed amalgamare i seguenti ingredienti: l’innesto, il caglio, il siero e lo yogurt con una tazza di latte. Fate in modo che non ci siano grumi e tenete questa soluzione da parte.
Versate i 5 litri di latte nella pentola e portateli a 38°C.
Spegnete la fiamma ed aggiungete, al latte, la soluzione descritta sopra.
Mettete il coperchio sulla pentola ed avvolgetela con le coperte in modo da mantenere costante la temperatura.
Far trascorrere 50-60 minuti.
NOTA: nella descrizione degli ingredienti ho puntualizzato che il latte crudo va precedentemente portato a 45°C; questo procedimento consente di abbassare il numero di microrganismi contenuti nel latte crudo, a tutto vantaggio di quelli che noi immettiamo con l’innesto.

ROTTURA DELLA CAGLIATA
Sollevando il coperchio si avrà la sorpresa di vedere una massa “budinosa” appena sotto un velo di liquido: il caglio ha lavorato bene!
Con la frusta iniziate a spezzare la cagliata effettuando movimenti lenti ma decisi fino a che non vedrete la massa ridotta in fiocchi piccoli come chicchi di mais.
Lasciate trascorrere ancora 30 minuti.
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/rottura_della_cagliata.jpg
DISTRIBUZIONE NELLE FUSCELLE
Con una schiumarola fitta raccogliete il formaggio (ormai già si può insignire di questo titolo!) ed iniziate a disporlo nelle fuscelle. Mi raccomando, non sprecate il siero che scola ma fate questa operazione sopra un contenitore di plastica in modo da radunarlo, servirà per fare la ricotta.
Nel riempire le fuscelle vi renderete conto che tendono a riempirsi subito; aspettate un poco che scoli il siero e premete il formaggio con le mani per poterne aggiungere altro. Il fatto è che, asciugandosi, il formaggio si riduce tantissimo. La prima volta che l’ho fatto ci sono rimasta così male!!!:( Sembrava una forma seria e alla fine della stagionatura mi sono ritrovata un formaggino Mio duro come un “sercio” e per di più salato arrabbiato.
(la cagliata nella fuscella)
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/3_caciotta_di_primo_aprile.JPG
SCOLATURA E SALATURA
Avete fatto?
Bravi!
Adesso bisogna lasciare che il formaggio ceda il siero in eccesso e per farlo bisogna diventare Pico della Mirandola o Eta Beta, se volete. Io ho preso una bacinella di plastica, ho inserito una fuscella vuota, messa a testa in giù (il lato più largo come base) e su questa ho appoggiato la fuscella col formaggio… mi sono sentita tanto, Willy il Coyote!216787
Va lasciata così per mezza giornata poi bisogna rivoltarla e, il giorno dopo va ripetuta l’operazione provvedendo a salarla su tutti i lati.
FATE ATTENZIONE: regolatevi con la grandezza della vostra fuscella e siate parsimoniosi con il sale. Nella mia seconda esperienza ho utilizzato il sale fino anziché quello grosso ed il risultato è stato migliore della prima volta.
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/4_le_caciottine_fresche_fresche.JPG
STAGIONATURA
Come accennavo all’inizio, ho ammirato l’armadietto di viola03, ed è un luogo ideale per la stagionatura del formaggio, anche perché credo che non possano che fargli bene gli umori del legno. In ogni caso la stagionatura va fatta in un luogo fresco e buio e al riparo da insetti, roditori, cani, gatti e parenti golosi.:D
Quotidianamente girate il vostro formaggio.
Abbiate pazienza e provate ad aspettare un mesetto.
Durante questa attesa si vedranno comparire delle muffe
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/5_le_caciottine_dopo_15_giorni.JPGhttp://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/6_le_prime_muffe.JPG(le caciottine dopo 15 giorni e le loro prime muffe)

(non vi dico la mia paura di poter avvelenare qualcuno e di aver sprecato tutto quel ben di Dio) ma fate come me: non demordete e tirate avanti.

E ALLA FINE..
…alla fine non mi sembrava vero! Quasi non volevo consumarlo e una volta aperto, quasi desideravo che si moltiplicasse per poterlo far assaggiare a parenti e amici.
Diciamocela tutta: del camembert aveva l’aspetto esteriore ma non la consistenza. Il sapore era ottimo e c’era un sottile, lontano, vago, impercettibile retrogusto di camembert (potenza della suggestione!)
Insomma, troppo c’è da lavorare per raggiungere il traguardo ma vi assicuro che la soddisfazione è stata tanta.
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/7_il_mio_formaggio_dopo_un_mese_di_stagionatura.JP G(il formaggio dopo 1 mese di stagionatura)

Allora, che altro dirvi:
BUON FORMAGGIO a tutti e tante buone cose.
Donatella

mamiu
19-03-2011, 17:42
non riesco a vedere le foto...

stefina71
19-03-2011, 18:01
Anche io non vedo le immagini allegate,peccato ero curiosissima di vedere il risultato!

blifi
19-03-2011, 22:07
Uffa!:o Come temevo, non sono riuscita a inserire le foto. Ho provato a seguire i consigli sul sito ma quando mi chiede di cliccare sull'URL a me viene solo un URL...O di rabbia perchè non capisco:o:o:o
Quando ho scritto il post ho cliccato su "inserisci immagine" prelevandole dal mio pc, ma evidentemente non è così che si fa!
Posso fare qualche altra prova.
Speriamo bene!

blifi
19-03-2011, 22:27
Ma .... ce l'ho fatta?!!?!!:eek::eek::eek::eek:
Noncipozzocredere:eek::eek::eek:
GRAZIE francesco82, se ci sono riuscita è grazie alla tua spiegazione semplice ma chiarissima.
E, senza doverla riscrivere, sono riuscita a modificare l'originale.
Fossi diventata "tuttaduntratto" tecnologica?
Aspetto a gioire... se ne riparlerà alla prossima ricetta.
Grazie della pazienza.
Ciao a tutti.
Donatella

Silvia
23-03-2011, 16:34
Provo ad ipotizzare che la consistenza errata della pasta del tuo camembert sia dovuta al caglio che hai utilizzato.
Il caglio che hai usato è in pasta, liquido o in povere?
Secondo me il caglio migliore per questo tipo di formaggio è quello liquido con alta concentrazione di pepsina che provoca la proteolisi del formaggio (trasformazione del formaggio in crema).
Spero d'esserti stata utile

blifi
23-03-2011, 19:47
Provo ad ipotizzare che la consistenza errata della pasta del tuo camembert sia dovuta al caglio che hai utilizzato.
Il caglio che hai usato è in pasta, liquido o in povere?
Secondo me il caglio migliore per questo tipo di formaggio è quello liquido con alta concentrazione di pepsina che provoca la proteolisi del formaggio (trasformazione del formaggio in crema).
Spero d'esserti stata utile
Ciao Silvia.
Ho utilizzato caglio di vitello, in forma liquida.
Vista la mia totale inesperienza e la mia ignoranza sull'arte casearia stai certa che ogni tuo consiglio mi sarà più che utile.
Non ho libri in casa su questo argomento ma con una ricerca su internet ho letto che la proteolisi può incidere sulla capacità del reticolo di trattenere il grasso da cui deduco che, anche se liquido, il mio caglio doveva avere una scarsa quantità di pepsina... giusto?
Può dipendere anche dalla "frescezza" del caglio stesso? o da una sua scorretta conservazione? (spero di non dire bestialità... sii compassionevole:rolleyes:)
L'errore non potrebbe dipendere anche dal tipo di rottura della cagliata o dai tempi sbagliati nell'eseguirla?
Grazie ancora e, alla prossima.
Donatella

Silvia
24-03-2011, 14:28
Quello che mi è stato insegnato è che se c'è un errore nel formaggio la causa non è mai una sola :D Tanto per semplificare le cose.
Secondo me la cagliata poteva essere anche lasciata più grossa, il formaggio deve essere un formaggio molle quindi con una percentuale superiore di acqua al suo interno.
Se la rompi fino ad ottenere un grumo troppo piccolo si ottiene una separazione del liquido dalla cagliata più spinta.
La proteolisi avviene per scomposizione delle proteine e causa quella bella cremina nel sottocrosta del formaggio.
Sicuramente le muffe agevolano la proteolisi del sottocrosta ma la percentuale di pepsina nel caglio è anch'essa fondamentale.
Mi sembra un po' azzardata, invece, la coltivazione di penicilium camemberti (muffa del camembert) fatta in casa...non c'è modo di trovare degli starter liofilizzati, sicuramente più sicuri?

Ho trovato delle indicazioni su un libro che descrive la tecnica di produzione del camembert:
Il latte viene scremato in minima parte ma non pastorizzato (quindi se lo fai con quello crudo è meglio).
Bisogna portarlo alla temperatura di 32°C, quindi si aggiunge il caglio in soluzione liquida e si lascia riposare per circa un'ora.
Si asporta la cagliata e la si rompe senza sbriciolarla.
L'impasto viene quindi posto a strati in apposite fascere, sistemate su graticci, dove viene lasciato riposare per diverse ore per far sì che il siero fuoriesca completamente.
Eliminato il siero, le forme vengono capovolte sui graticci che danno al formaggio la caratteristica rigatura e qui vengono lasciate per circa 12 ore.
Subito dopo le forme vengono spolverizzate con una soluzione contenente penicilium candidum (io pensavo penicilium camemberti) che ne farà diventare bianchissima la superficie.
Vengono poi salate su ogni faccia e sui fianchi con cloruro di sodio finissimo.
Dopo 2 ore si girano e finiscono di salare anche sull'altra faccia.
Sono così pronte per la stagionatura che dura una ventina di giorni. Durante questo periodo i formaggi cambieranno spesso ambiente, passando in locali a temperature diverse e a diversi gradi di umidità.

Questa è teoria, sicuramente chi fa formaggi tutti i giorni avrà qualcosa in più da aggiungere e magari rettificare qualcosa che ho scritto ma spero che questi pochi consigli possano aiutarti...
Fammi sapere se ti ricapita di farlo.

oztralia
24-03-2011, 16:57
Complimenti.....tu dici di essere poco esperta, ma cavoli, io ti faccio i miei compimenti!ho sempre desiderato fare questo tipo di formaggio in casa, ma non ho mai avuto il coraggio....:D:D
Bravissima....:)

nicodvb
24-03-2011, 17:43
Quello che mi è stato insegnato è che se c'è un errore nel formaggio la causa non è mai una sola :D Tanto per semplificare le cose.
Secondo me la cagliata poteva essere anche lasciata più grossa, il formaggio deve essere un formaggio molle quindi con una percentuale superiore di acqua al suo interno.
Se la rompi fino ad ottenere un grumo troppo piccolo si ottiene una separazione del liquido dalla cagliata più spinta.
La proteolisi avviene per scomposizione delle proteine e causa quella bella cremina nel sottocrosta del formaggio.
Sicuramente le muffe agevolano la proteolisi del sottocrosta ma la percentuale di pepsina nel caglio è anch'essa fondamentale.
Mi sembra un po' azzardata, invece, la coltivazione di penicilium camemberti (muffa del camembert) fatta in casa...non c'è modo di trovare degli starter liofilizzati, sicuramente più sicuri?

Ho trovato delle indicazioni su un libro che descrive la tecnica di produzione del camembert:
Il latte viene scremato in minima parte ma non pastorizzato (quindi se lo fai con quello crudo è meglio).
Bisogna portarlo alla temperatura di 32°C, quindi si aggiunge il caglio in soluzione liquida e si lascia riposare per circa un'ora.
Si asporta la cagliata e la si rompe senza sbriciolarla.
L'impasto viene quindi posto a strati in apposite fascere, sistemate su graticci, dove viene lasciato riposare per diverse ore per far sì che il siero fuoriesca completamente.
Eliminato il siero, le forme vengono capovolte sui graticci che danno al formaggio la caratteristica rigatura e qui vengono lasciate per circa 12 ore.
Subito dopo le forme vengono spolverizzate con una soluzione contenente penicilium candidum (io pensavo penicilium camemberti) che ne farà diventare bianchissima la superficie.
Vengono poi salate su ogni faccia e sui fianchi con cloruro di sodio finissimo.
Dopo 2 ore si girano e finiscono di salare anche sull'altra faccia.
Sono così pronte per la stagionatura che dura una ventina di giorni. Durante questo periodo i formaggi cambieranno spesso ambiente, passando in locali a temperature diverse e a diversi gradi di umidità.

Questa è teoria, sicuramente chi fa formaggi tutti i giorni avrà qualcosa in più da aggiungere e magari rettificare qualcosa che ho scritto ma spero che questi pochi consigli possano aiutarti...
Fammi sapere se ti ricapita di farlo.


stavo pensando anch'io che la muffa presa dalla crosta del camambert non può essere usata come starter per innestare i fermenti giusti nel latte: non sono affatto fermenti.
Da quello che ho capito il camambert usa fermenti mesofili (che lavorano intorno ai 32°), non termofili (quelli dello yogurth a 40°), quindi la procedura andrebbe rivista.

blifi
24-03-2011, 21:53
:eek: Mbeh! se la mettete cosi mi smontate (faccio per dire!!!)
Poi, il fatto di far traghettare il formaggio da una stanza all'altra con diversi gradienti di umidità.... e magari con arredi diversi....;)
Scherzi a parte, mi avete convinto (silvia e nicodvb) a non utilizzare più delle colture casalinghe. Non credo sia facile procurarsi quelle di penicillum camemberti o di altri formaggi per cui la prossima volta che vorrò cimentarmi nell'arte casearia mi limiterò a far stagionare il formaggio così com'è...natur.
Ho l'opportunità di procurare del vero latte crudo, quello color nocciola chiaro, con la schiumetta in superficie, per capirci.
E mi sembra un sacrilegio non approfittare dell'occasione per produrre un formaggio fatto in casa.
Avete stuzzicato la mia curiosità per cui cercherò, con molta calma, di trovare testi a riguardo, testi che però chiariscano con parole semplici, i meccanismi che si sviluppano quando facciamo quei semplici gesti.
Vi farò sapere quando mi cimenterò nella prossima avventura e aspetterò sempre con estremo interesse i vostri consigli.
Alla prossima.
Donatella

nicodvb
24-03-2011, 23:47
:eek: Mbeh! se la mettete cosi mi smontate (faccio per dire!!!)
Poi, il fatto di far traghettare il formaggio da una stanza all'altra con diversi gradienti di umidità.... e magari con arredi diversi....;)
Scherzi a parte, mi avete convinto (silvia e nicodvb) a non utilizzare più delle colture casalinghe. Non credo sia facile procurarsi quelle di penicillum camemberti o di altri formaggi per cui la prossima volta che vorrò cimentarmi nell'arte casearia mi limiterò a far stagionare il formaggio così com'è...natur.
Ho l'opportunità di procurare del vero latte crudo, quello color nocciola chiaro, con la schiumetta in superficie, per capirci.
E mi sembra un sacrilegio non approfittare dell'occasione per produrre un formaggio fatto in casa.
Avete stuzzicato la mia curiosità per cui cercherò, con molta calma, di trovare testi a riguardo, testi che però chiariscano con parole semplici, i meccanismi che si sviluppano quando facciamo quei semplici gesti.
Vi farò sapere quando mi cimenterò nella prossima avventura e aspetterò sempre con estremo interesse i vostri consigli.
Alla prossima.
Donatella

Donatella, c'è una cosa che puoi fare per provare a rendere il tuo formaggio più simile all'originale: visto che il Camambert non viene cotto dovrebbe contenere una buona quantità di fermenti lattici vivi... o almeno spero. Potresti prendere due cucchiaini pieni di formaggio dalla parte più interno e lontana dalla crosta, scioglierli in mezzo bicchiere di latte (poche gocce per volta) e lasciarlo coperto a temperatura ambiente fino a quando non lo troverai coagulato. Di solito con lattofermenti di questo tipo basta un giorno, ma eventualmente spingiti oltre.
Quando è pronto usa questo lattofermento al posto dello yogurth e cerca di mantenere la temperatura del latte e della cagliata più verso i 32°. Il caglio lo metterei solo dopo un paio di ore, in modo da permettere ai fermenti di acclimatarsi al latte e iniziare a riprodursi.


Io uso questo stesso procedimento per fare lo squaquerone e mi viene quasi identico a quellodi partenza. Visto che è un formaggio crudo ci sono buone possibilità di successo anche per il Camambert.

Per la muffa... non so che dirti, se non -forse- di provare a grattarla via dall'originale, tenerla in frigo fino al momento di usarla e poi spargerla sulla superficie.

blifi
27-03-2011, 14:24
Sono entrata or ora in casa a Roma (la zona tecnologica) dopo aver trascorso due giorni in campagna, a potare gli olivi e, non ti nascondo, Niko, che ho resistito a non passare dalla contadina per lasciarle la tanica di vetro da 5 litri (di più non me ne vuole vendere SIGH!).
Vista la tua risposta, in fondo ho fatto bene a comprare il latte crudo perchè ora ho uno stimolo e delle nozioni in più per provare.
Seguirò le tue direttive, quando sarò di nuovo in quel di Sonnino per un periodo lungo; fotograferò ogni passaggio e lo posterò, rimandando però l'assaggio di lì ad un mesetto.
Un particolare: vicino casa ho incontrato un paio di pastori con il loro gregge di pecore e tanti agnellini...... agnellini.....agnellini=latte di pecora:D:D:D....
....mi devo calmare un pò altrimenti mio marito mi caccia di casa con tutti i miei "carabattoli".... e sono veramente tanti....
Ciao e alla prossima.
Donatella

nicodvb
27-03-2011, 14:58
Sono entrata or ora in casa a Roma (la zona tecnologica) dopo aver trascorso due giorni in campagna, a potare gli olivi e, non ti nascondo, Niko, che ho resistito a non passare dalla contadina per lasciarle la tanica di vetro da 5 litri (di più non me ne vuole vendere SIGH!).
Vista la tua risposta, in fondo ho fatto bene a comprare il latte crudo perchè ora ho uno stimolo e delle nozioni in più per provare.
Seguirò le tue direttive, quando sarò di nuovo in quel di Sonnino per un periodo lungo; fotograferò ogni passaggio e lo posterò, rimandando però l'assaggio di lì ad un mesetto.
Un particolare: vicino casa ho incontrato un paio di pastori con il loro gregge di pecore e tanti agnellini...... agnellini.....agnellini=latte di pecora:D:D:D....
....mi devo calmare un pò altrimenti mio marito mi caccia di casa con tutti i miei "carabattoli".... e sono veramente tanti....
Ciao e alla prossima.
Donatella

beata te! Io cerco DISPERATAMENTE del latte di pecora, ormai ... ho perso il sonno:rolleyes::rolleyes::D:D, ma qui non si trova.
Io però mi chiamo NiCo;)

blifi
27-03-2011, 18:49
Ciao Nico.
Ho visto che sei di Bologna e, nel mio consueto girovagare online ho trovato questo sito:
http://aziende.agraria.org/latte-crudo/forli-cesena/f-lli-lecca.html
L'azienda è questa:
F.lli Lecca - Azienda agricola Latte crudo Carne Formaggi: Modigliana (Forli Cesena)
Sul sito c'è scritto che vendono latte ovino. Non ho idea di quanto sia distante da te e quindi non so se posso esserti stata d'aiuto.
Altra cosa che non so è come sia organizzata la campagna in Emilia Romagna ma qui nel Lazio basta allontanarsi una cinquantina di Km a sud che, addentrandosi nelle campagne, è possibile trovare una miriade di micro-allevatori.
Basta avere un pò di faccia tosta come la mia, e provare a chiedere.
Aspetta a dire che sono stata fortunata perchè finora ho trovato solo il latte di mucca e, per di più, me ne possono vendere 5 litri per volta. Sempre la stessa signora ha delle caprette ma mi ha già detto di no per il loro latte perchè lei vende direttamente delle mini formaggette (che naturalmente ho acquistato!!!).... salate arrabbiate.
Però ho già pronta una strategia... chiederò a lei di intercedere per me per il latte di pecora e... speriamo bene.
Beeee buona fortuna anche a te.219821
Donatella

nicodvb
27-03-2011, 22:39
Ciao Nico.
Ho visto che sei di Bologna e, nel mio consueto girovagare online ho trovato questo sito:
http://aziende.agraria.org/latte-crudo/forli-cesena/f-lli-lecca.html
L'azienda è questa:
F.lli Lecca - Azienda agricola Latte crudo Carne Formaggi: Modigliana (Forli Cesena)
Sul sito c'è scritto che vendono latte ovino. Non ho idea di quanto sia distante da te e quindi non so se posso esserti stata d'aiuto.
Altra cosa che non so è come sia organizzata la campagna in Emilia Romagna ma qui nel Lazio basta allontanarsi una cinquantina di Km a sud che, addentrandosi nelle campagne, è possibile trovare una miriade di micro-allevatori.
Basta avere un pò di faccia tosta come la mia, e provare a chiedere.
Aspetta a dire che sono stata fortunata perchè finora ho trovato solo il latte di mucca e, per di più, me ne possono vendere 5 litri per volta. Sempre la stessa signora ha delle caprette ma mi ha già detto di no per il loro latte perchè lei vende direttamente delle mini formaggette (che naturalmente ho acquistato!!!).... salate arrabbiate.
Però ho già pronta una strategia... chiederò a lei di intercedere per me per il latte di pecora e... speriamo bene.
Beeee buona fortuna anche a te.219821
Donatella


che carina!!
Ti ringrazio, ma è troppo lontana da me. Chissà perché fanno quei formaggi così salati... me lo sono sempre chiesto.

Silvia
20-04-2011, 11:55
Ieri sera, incontrando amici esperti più di me nelle questioni legate alla produzione di formaggi, ho chiesto lumi rispetto alla possibilità di riprodurre una crosta fiorita in casa (tipo camembert) e mi è stato suggerito di provare a mettere il formaggio "nuovo" a contatto con un cambembert acquistato in modo tale che le colonie di muffe possano poi trasferirsi anche sul nuovo formaggio...ho trovato questa soluzione interessante e te la riporto tal quale.

Per quanto riguarda, invece, la proteolisi mi è stato confermato che è legata alla rottura della cagliata.

nicodvb
20-04-2011, 12:03
Ieri per la prima volta ho assaggiato un camembert: quello dell'Eurospin. Lo so, non è esattamente una marca di pregio, ma mi è venuto un dubbio: visto che quello era molto (anzi, decisamente TROPPO) delicato... lo sono tutti?