blifi
19-03-2011, 17:25
Ciao a tutte e buona giornata.
Eccomi da voi per farvi partecipe della mia esperienza di arte casearia casalinga.
Lasciatemi prima di tutto buttare le mani avanti dicendovi che è la prima volta che provo a scrivere una ricetta facendo uso delle fotografie; spero di esserne capace…..dai!! mi butto!!!
La prima volta che mi sono cimentata a fare il formaggio ho utilizzato il latte acquistato in negozio: 5 litri di latte intero fresco e la ricetta l’avevo carpita dal sito di “Faro Magio”.
Il procedimento che ho seguito è lo stesso che ho visto pochi giorni fa nei post di viola03 e di terry982.
Siccome per mia disgraziata natura non riesco mai a ripetermi (nel senso che devo sempre apportare qualche cambiamento…è più forte di me) la volta successiva che mi son messa a produrre formaggio ho applicato alcune varianti che ora vi racconterò.
INGREDIENTI
· 5 litri di latte fresco. Se trovate il latte crudo è meglio ma in questo caso va portato a 45°C prima di poterlo utilizzare (poi vi spiegherò il perché)
· Un bicchiere di latte fresco intero
· La raschiatura di un poco di buccia di un formaggio camembert acquistato
· Un cucchiaino scarso di caglio di vitello
· 2 cucchiai di yogurt (ho utilizzato il TOTAL della FAGE)
· 1 tazza di siero prelevata da una precedente produzione (conservata in freezer e portata a temperatura ambiente) (Per chi si accinge a produrre il suo primo formaggio, questo ingrediente può essere omesso)
ATTREZZATURA
· Una pentola d’acciaio
· Una frusta, sempre d’acciaio
· Alcune fuscelle (ormai sono reperibili solo quelle di plastica (SIGH!). Se siete in confidenza con un “pizzicagnolo” potreste farvene regalare alcune o farvele lasciare quando comprate una ricotta)
· Un termometro (siccome le temperature da controllare si aggirano tra i 35 e i 45°C in teoria potrebbe andare bene anche quello di casa ma è preferibile procurarne uno con un range un poco più ampio)
· Una coperta di pile o di lana
· Se poi riuscite a trasformare una cassetta di legno (quella in cui regalano i vini a Natale) in un piccolo armadietto, così come ha fatto viola03 (davvero ingegnosa, un capolavoro!), beh allora potete tranquillamente cominciare.
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/1_attrezzatura_per_il_formaggio.JPG
ED ORA…ALL’OPERA
L’INNESTO
Prelevate dal formaggio camembert un poco di parte bianca della scorza, raschiando con la punta di un coltello; ne basterà un cucchiaino scarso. Prendete il bicchiere di latte e scioglieteci la raschiatura, coprite il bicchiere e lasciatelo così per alcuni giorni nella parte meno fredda del frigo. Sul sito di faromagio è possibile vedere come si dovrebbe presentare la coltura. Io non sono arrivata a quel punto ma ho utilizzato l’innesto quando ho visto che il latte si era leggermente addensato: ci son voluti un paio di giorni.
COTTURA
In una ciotola iniziate a sciogliere ed amalgamare i seguenti ingredienti: l’innesto, il caglio, il siero e lo yogurt con una tazza di latte. Fate in modo che non ci siano grumi e tenete questa soluzione da parte.
Versate i 5 litri di latte nella pentola e portateli a 38°C.
Spegnete la fiamma ed aggiungete, al latte, la soluzione descritta sopra.
Mettete il coperchio sulla pentola ed avvolgetela con le coperte in modo da mantenere costante la temperatura.
Far trascorrere 50-60 minuti.
NOTA: nella descrizione degli ingredienti ho puntualizzato che il latte crudo va precedentemente portato a 45°C; questo procedimento consente di abbassare il numero di microrganismi contenuti nel latte crudo, a tutto vantaggio di quelli che noi immettiamo con l’innesto.
ROTTURA DELLA CAGLIATA
Sollevando il coperchio si avrà la sorpresa di vedere una massa “budinosa” appena sotto un velo di liquido: il caglio ha lavorato bene!
Con la frusta iniziate a spezzare la cagliata effettuando movimenti lenti ma decisi fino a che non vedrete la massa ridotta in fiocchi piccoli come chicchi di mais.
Lasciate trascorrere ancora 30 minuti.
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/rottura_della_cagliata.jpg
DISTRIBUZIONE NELLE FUSCELLE
Con una schiumarola fitta raccogliete il formaggio (ormai già si può insignire di questo titolo!) ed iniziate a disporlo nelle fuscelle. Mi raccomando, non sprecate il siero che scola ma fate questa operazione sopra un contenitore di plastica in modo da radunarlo, servirà per fare la ricotta.
Nel riempire le fuscelle vi renderete conto che tendono a riempirsi subito; aspettate un poco che scoli il siero e premete il formaggio con le mani per poterne aggiungere altro. Il fatto è che, asciugandosi, il formaggio si riduce tantissimo. La prima volta che l’ho fatto ci sono rimasta così male!!!:( Sembrava una forma seria e alla fine della stagionatura mi sono ritrovata un formaggino Mio duro come un “sercio” e per di più salato arrabbiato.
(la cagliata nella fuscella)
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/3_caciotta_di_primo_aprile.JPG
SCOLATURA E SALATURA
Avete fatto?
Bravi!
Adesso bisogna lasciare che il formaggio ceda il siero in eccesso e per farlo bisogna diventare Pico della Mirandola o Eta Beta, se volete. Io ho preso una bacinella di plastica, ho inserito una fuscella vuota, messa a testa in giù (il lato più largo come base) e su questa ho appoggiato la fuscella col formaggio… mi sono sentita tanto, Willy il Coyote!216787
Va lasciata così per mezza giornata poi bisogna rivoltarla e, il giorno dopo va ripetuta l’operazione provvedendo a salarla su tutti i lati.
FATE ATTENZIONE: regolatevi con la grandezza della vostra fuscella e siate parsimoniosi con il sale. Nella mia seconda esperienza ho utilizzato il sale fino anziché quello grosso ed il risultato è stato migliore della prima volta.
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/4_le_caciottine_fresche_fresche.JPG
STAGIONATURA
Come accennavo all’inizio, ho ammirato l’armadietto di viola03, ed è un luogo ideale per la stagionatura del formaggio, anche perché credo che non possano che fargli bene gli umori del legno. In ogni caso la stagionatura va fatta in un luogo fresco e buio e al riparo da insetti, roditori, cani, gatti e parenti golosi.:D
Quotidianamente girate il vostro formaggio.
Abbiate pazienza e provate ad aspettare un mesetto.
Durante questa attesa si vedranno comparire delle muffe
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/5_le_caciottine_dopo_15_giorni.JPGhttp://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/6_le_prime_muffe.JPG(le caciottine dopo 15 giorni e le loro prime muffe)
(non vi dico la mia paura di poter avvelenare qualcuno e di aver sprecato tutto quel ben di Dio) ma fate come me: non demordete e tirate avanti.
E ALLA FINE..
…alla fine non mi sembrava vero! Quasi non volevo consumarlo e una volta aperto, quasi desideravo che si moltiplicasse per poterlo far assaggiare a parenti e amici.
Diciamocela tutta: del camembert aveva l’aspetto esteriore ma non la consistenza. Il sapore era ottimo e c’era un sottile, lontano, vago, impercettibile retrogusto di camembert (potenza della suggestione!)
Insomma, troppo c’è da lavorare per raggiungere il traguardo ma vi assicuro che la soddisfazione è stata tanta.
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/7_il_mio_formaggio_dopo_un_mese_di_stagionatura.JP G(il formaggio dopo 1 mese di stagionatura)
Allora, che altro dirvi:
BUON FORMAGGIO a tutti e tante buone cose.
Donatella
Eccomi da voi per farvi partecipe della mia esperienza di arte casearia casalinga.
Lasciatemi prima di tutto buttare le mani avanti dicendovi che è la prima volta che provo a scrivere una ricetta facendo uso delle fotografie; spero di esserne capace…..dai!! mi butto!!!
La prima volta che mi sono cimentata a fare il formaggio ho utilizzato il latte acquistato in negozio: 5 litri di latte intero fresco e la ricetta l’avevo carpita dal sito di “Faro Magio”.
Il procedimento che ho seguito è lo stesso che ho visto pochi giorni fa nei post di viola03 e di terry982.
Siccome per mia disgraziata natura non riesco mai a ripetermi (nel senso che devo sempre apportare qualche cambiamento…è più forte di me) la volta successiva che mi son messa a produrre formaggio ho applicato alcune varianti che ora vi racconterò.
INGREDIENTI
· 5 litri di latte fresco. Se trovate il latte crudo è meglio ma in questo caso va portato a 45°C prima di poterlo utilizzare (poi vi spiegherò il perché)
· Un bicchiere di latte fresco intero
· La raschiatura di un poco di buccia di un formaggio camembert acquistato
· Un cucchiaino scarso di caglio di vitello
· 2 cucchiai di yogurt (ho utilizzato il TOTAL della FAGE)
· 1 tazza di siero prelevata da una precedente produzione (conservata in freezer e portata a temperatura ambiente) (Per chi si accinge a produrre il suo primo formaggio, questo ingrediente può essere omesso)
ATTREZZATURA
· Una pentola d’acciaio
· Una frusta, sempre d’acciaio
· Alcune fuscelle (ormai sono reperibili solo quelle di plastica (SIGH!). Se siete in confidenza con un “pizzicagnolo” potreste farvene regalare alcune o farvele lasciare quando comprate una ricotta)
· Un termometro (siccome le temperature da controllare si aggirano tra i 35 e i 45°C in teoria potrebbe andare bene anche quello di casa ma è preferibile procurarne uno con un range un poco più ampio)
· Una coperta di pile o di lana
· Se poi riuscite a trasformare una cassetta di legno (quella in cui regalano i vini a Natale) in un piccolo armadietto, così come ha fatto viola03 (davvero ingegnosa, un capolavoro!), beh allora potete tranquillamente cominciare.
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/1_attrezzatura_per_il_formaggio.JPG
ED ORA…ALL’OPERA
L’INNESTO
Prelevate dal formaggio camembert un poco di parte bianca della scorza, raschiando con la punta di un coltello; ne basterà un cucchiaino scarso. Prendete il bicchiere di latte e scioglieteci la raschiatura, coprite il bicchiere e lasciatelo così per alcuni giorni nella parte meno fredda del frigo. Sul sito di faromagio è possibile vedere come si dovrebbe presentare la coltura. Io non sono arrivata a quel punto ma ho utilizzato l’innesto quando ho visto che il latte si era leggermente addensato: ci son voluti un paio di giorni.
COTTURA
In una ciotola iniziate a sciogliere ed amalgamare i seguenti ingredienti: l’innesto, il caglio, il siero e lo yogurt con una tazza di latte. Fate in modo che non ci siano grumi e tenete questa soluzione da parte.
Versate i 5 litri di latte nella pentola e portateli a 38°C.
Spegnete la fiamma ed aggiungete, al latte, la soluzione descritta sopra.
Mettete il coperchio sulla pentola ed avvolgetela con le coperte in modo da mantenere costante la temperatura.
Far trascorrere 50-60 minuti.
NOTA: nella descrizione degli ingredienti ho puntualizzato che il latte crudo va precedentemente portato a 45°C; questo procedimento consente di abbassare il numero di microrganismi contenuti nel latte crudo, a tutto vantaggio di quelli che noi immettiamo con l’innesto.
ROTTURA DELLA CAGLIATA
Sollevando il coperchio si avrà la sorpresa di vedere una massa “budinosa” appena sotto un velo di liquido: il caglio ha lavorato bene!
Con la frusta iniziate a spezzare la cagliata effettuando movimenti lenti ma decisi fino a che non vedrete la massa ridotta in fiocchi piccoli come chicchi di mais.
Lasciate trascorrere ancora 30 minuti.
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/rottura_della_cagliata.jpg
DISTRIBUZIONE NELLE FUSCELLE
Con una schiumarola fitta raccogliete il formaggio (ormai già si può insignire di questo titolo!) ed iniziate a disporlo nelle fuscelle. Mi raccomando, non sprecate il siero che scola ma fate questa operazione sopra un contenitore di plastica in modo da radunarlo, servirà per fare la ricotta.
Nel riempire le fuscelle vi renderete conto che tendono a riempirsi subito; aspettate un poco che scoli il siero e premete il formaggio con le mani per poterne aggiungere altro. Il fatto è che, asciugandosi, il formaggio si riduce tantissimo. La prima volta che l’ho fatto ci sono rimasta così male!!!:( Sembrava una forma seria e alla fine della stagionatura mi sono ritrovata un formaggino Mio duro come un “sercio” e per di più salato arrabbiato.
(la cagliata nella fuscella)
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/3_caciotta_di_primo_aprile.JPG
SCOLATURA E SALATURA
Avete fatto?
Bravi!
Adesso bisogna lasciare che il formaggio ceda il siero in eccesso e per farlo bisogna diventare Pico della Mirandola o Eta Beta, se volete. Io ho preso una bacinella di plastica, ho inserito una fuscella vuota, messa a testa in giù (il lato più largo come base) e su questa ho appoggiato la fuscella col formaggio… mi sono sentita tanto, Willy il Coyote!216787
Va lasciata così per mezza giornata poi bisogna rivoltarla e, il giorno dopo va ripetuta l’operazione provvedendo a salarla su tutti i lati.
FATE ATTENZIONE: regolatevi con la grandezza della vostra fuscella e siate parsimoniosi con il sale. Nella mia seconda esperienza ho utilizzato il sale fino anziché quello grosso ed il risultato è stato migliore della prima volta.
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/4_le_caciottine_fresche_fresche.JPG
STAGIONATURA
Come accennavo all’inizio, ho ammirato l’armadietto di viola03, ed è un luogo ideale per la stagionatura del formaggio, anche perché credo che non possano che fargli bene gli umori del legno. In ogni caso la stagionatura va fatta in un luogo fresco e buio e al riparo da insetti, roditori, cani, gatti e parenti golosi.:D
Quotidianamente girate il vostro formaggio.
Abbiate pazienza e provate ad aspettare un mesetto.
Durante questa attesa si vedranno comparire delle muffe
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/5_le_caciottine_dopo_15_giorni.JPGhttp://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/6_le_prime_muffe.JPG(le caciottine dopo 15 giorni e le loro prime muffe)
(non vi dico la mia paura di poter avvelenare qualcuno e di aver sprecato tutto quel ben di Dio) ma fate come me: non demordete e tirate avanti.
E ALLA FINE..
…alla fine non mi sembrava vero! Quasi non volevo consumarlo e una volta aperto, quasi desideravo che si moltiplicasse per poterlo far assaggiare a parenti e amici.
Diciamocela tutta: del camembert aveva l’aspetto esteriore ma non la consistenza. Il sapore era ottimo e c’era un sottile, lontano, vago, impercettibile retrogusto di camembert (potenza della suggestione!)
Insomma, troppo c’è da lavorare per raggiungere il traguardo ma vi assicuro che la soddisfazione è stata tanta.
http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/26178/medium/7_il_mio_formaggio_dopo_un_mese_di_stagionatura.JP G(il formaggio dopo 1 mese di stagionatura)
Allora, che altro dirvi:
BUON FORMAGGIO a tutti e tante buone cose.
Donatella