Visualizza Versione Completa : Per Luca e altri esperti in lieviti
paneburroezucchero
21-11-2006, 09:43
Qualche sera fa si parlava con la mia compagna di sventura endometriosica dei consgli alimentari che danno alcuni medici nel nostro caso. Su cui tra l'altro non tutti son concordi, ma la malattia è poco conosciuta, e gli studi poco sovvenzionati>:->, vabbè..
Tra le altre cose si parla di limitazione di cibi lievitati e lieviti in genere.
Non siamo riuscite a capire come l'effetto proliferativo dei lieviti possa influenzare la proliferazione di certi tessuti, ma la cosa ci ha colpito assai, perchè anche lei panifica spesso e volentieri, anche più di me (e meglio:rolleyes:)...
Al che mi è venuta in mente la tua pizza, Luca, con 1 gr di lievito per 1 kg di farina....in partenza, certo, potrebbe essere un modo per ridurre drasticamente l'uso di lieviti, ma al momento di consumare la pizza, possiamo pensare che la quantità di lieviti che ingeriamo sia ancora effettivamente ridotta, o con la lievitazione, seppur lunga, il dosaggio di lievito ingerito è alla fine superiore?
Spero di essermi spiegata....:\
Grassssie!(:-*
Non sono esperta di lieviti ma proprio ieri in TV hanno fatto un servizio su questo argomento. Parlavano di prodotti ottenuti con un lievito fatto con farina, farina gialla e succo di mela. Questi prodotti sono stati studiati proprio per chi non può, o non deve, mangiare lievito.
paneburroezucchero
21-11-2006, 10:22
uhm..un nuovo tipo di lievito madre a partire da una specie di sidro? interessante....:)
miiii Pane che bella domanda questa...!!! Prima di azzardare risposte vediamo cosa dice Luca - Luca o Luca - Pany :D! A occhio però sarà di sicuro meno nocivo sotto ogni aspetto ingerire un prodotto confezionato a partire da pochi grammi di lievito. Nelle ore in cui si gonfia e lievita riesce anche a maturare e di conseguenza la digestione è agevolata.
paneburroezucchero
21-11-2006, 10:41
grazie maik, dai qualche speranza:D
Il fattore della digeribilità temo sia un di più, ma che non influisca più di tanto nel nostro caso...il guaio p che non abbiamo trovato spiegazioni precise sul perchè dovrebbe essere dannoso, sui meccaniscmi "chimici" insomma.. e allora resta difficile individuare le fasi di lavorazione che potrebbero essere modificate in modo mirato..ora cerco se c'è qualche aggiornamento in merito per darvi indicazioni maggiori, ultimamente avevo poca voglia di ridocumentarmi sui siti medici:-|
paneburroezucchero
21-11-2006, 11:11
allora, ho ripescato le indicazioni generiche sulla dieta:
"Da studi effettuati in America e Gran Bretagna, dove esistono molte pubblicazioni, le indicazioni sono in linea di massima le seguenti: eliminare carni rosse (in particolare maiale), frumento, caffè, lieviti, quindi niente- o meno possibile- pane, pasta pizza. Consumare molta frutta e verdura, pesce, assumere in ovulazione olio di enotera se si hanno dolori, fare movimento per "consumare" estrogeni, mangiare spesso noci ed affini,
Si raccomanda l'assunzione regolare di fermenti lattici. Sostituire la pasta con i cereali."
Ora, la carne ce la spieghiamo abbastanza facilmente con l'eccesso di estrogeni, ma i lieviti?:confused:
Pane allora in questo caso se ti fai un lievito madre a partire dallo yogurt di sicuro dovrebbe andare bene, dato che l'elenco comprende i fermenti lattici...prova chiedere conferma al medico se cosi fosse potresti mangiare proprio tutt i lievitati!
paneburroezucchero
21-11-2006, 11:22
mmmmm questa potrebbe essere una bella notizia, (a parte il fatto che mi turba l'idea di preparare un lievito madre:rolleyes:) ... purtroppo i medici sono abbastanza ignoranti in materia, specialmente qui in Italia, in fatti gli studi sull'alimentazione arrivano tutti dall'estero. Poco importa infatti che questa malattia colpisca il 15 % delle donne in età fertile, e si parla solo di casi accertati. Percentualmente più del diabete, per farci un'idea...
Comunque indago seguendo questa dritta dei fermenti, e cerco di convincere la mia socia di sfighe a partorire un lievito madre adatto:D
(:-*(:-*
Credo che sia materia più per chimici che per "pasticcioni" come noi.
Però stavo pensando che la differenza dello starter (ovvero l'elemento che si utilizza per la lievitazione) non so quanto e come possa influenzare la "qualità" dei lieviti.
Mi spiego meglio: nella pasta madre lo starter può essere un elemento acido come lo yogurt oppure la frutta matura (quindi gli zuccheri) o attraverso altre mille modalità. Quel che rimane è che a lungo andare le "pasta madre" sono tutte uguali e tutte vengono rinnovate nel medesimo modo, ovvero dando loro "da mangiare" la farina (per far riprodurre i lieviti).
Che cosa possa cambiare utilizzando uno starter tipo lievito di birra oppure lievito chimico? Non ne ho la più pallida idea.
L'utilizzo di poco lievito (come nel caso della pizza) permette di avere una pasta che raggiunge "la maturazione" più lentamente e ancora più lentamente "passa di lievitazione" ma questo non vuol dire che i lieviti presenti siano in numero minore rispetto ad utilizzare una quantità maggiore di lievito.
La differenza di gusto in questo caso non so se sia un elemento rilevante.
Ma ribadisco, questo è un discorso a naso ... di scientifico c'è poco o nulla.
Ho visto anch'io il servizio sulla panificazione con l'uso delle mele al posto del lievito di birra ma non hanno specificato il metodo!:\ Suppongo comunque sia da fare un lievito madre usando la frutta!!!:confused:
In quanto al problema di Pane sull'uso dei prodotti lievitati, temo,da biologa fallita quale sono, che non dipenda dal tipo di lievito usato ma dal lievito in quanto tale. Infatti, in un sistema o nell'altro, il processo avviene, seppure con modalità e tempi differenti.:\
Io cercherei di informarmi meglio ma credo non sia facile visto che si tratta di sperimentazioni se non di pure ipotesi!!!:confused:
paneburroezucchero
22-11-2006, 08:56
Grazie mille ragazzi, insomma, nonostante la ventata di speranza di Maik il mio dubbio viene confermato da voi... ci ho provato!:D:D
Luca purtroppo i medici stesso rantolano nel buio, parlo di quei pochi che cercano di aggiornarsi sugli aspetti "secondari" della malattia. Gli altri manco sanno ancora cosa sia negli aspetti "primari", e sto parlando di specialisti>:->
Quindi o si trova davvero un chimico che parte dal principio di fare un minimo di ricerca così, come voi avete fatto i vostri ragionamenti, e scopre chissà che, ma dubito a questo punto, altrimenti siamo panate...non ci resta che limitare al massimo... o essere fataliste, non vivere necessariamente da malate e sperare di rimandare il prossimo taglio.:cool:
Lei è messa pure peggio, perché è pure una bella carnivora:rolleyes:..io mi darò al pollo!:D
grazie a tutti!!(:-*(:-*
Già, Pane, però il nostro è ragionamento da profani per quanto logico!!!;)
Ti conviene informarti presso i centri dove studiano l'endometriosi, forse anche il professor Minelli, che mi ha operata a Negrar, e che è un grande studioso della malattia, ti può dare delle delucidazioni in merito!!!;)
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