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Mostra versione intera : FESTA DEL NINO - Appuntamenti di febbraio


Luca
15/02/07, 15.04
FESTA DEL NINO - V EDIZIONE
"Re di gusto e festa: il Nino, i cibi e le tradizioni”
12 gennaio – 20 maggio 2007






Urbino
venerdì 16 febbraio – ore 17
Agriturismo “Cal Bianchino”

“Vieni a fare…il salame con noi”


Secondo appuntamento della serie didattico–dimostrativa sull’antica e nobile arte della norcineria.
Anche questo incontro ha un titolo ugualmente malizioso, “Vieni a fare il salame… con noi”, con allusione appunto all’epiteto “salame”, che nella tradizione dialettale marchigiana è riferito a persone non particolarmente intelligenti e reattive.
Pertanto si parlerà nello specifico di salumeria, raccontando ed illustrando didascalicamente le pratiche della “pista”, ossia del pestare la carne tritandola minutamente per confezionare gli insaccati (non a caso sembra che anche il vocabolo “mortadella” derivi dall’impiego del mortaio con il pestello).
La polpa suina macinata si aromatizzava ed insaporiva abbondantemente con spezie e condimenti vari, e soprattutto con abbondante sale (non a caso questa lavorazione in molte zone d’Italia è chiamata anche “la salata”). Ogni norcino, ogni bottega ma anche ogni casa aveva la sua ricetta segreta per i vari salami, lonze, ciauscoli, salsicce: si sceglievano determinate spezie, o qualità particolari dell’immancabile pepe (da aggiungere macinato o in grani interi), o altri additivi come aglio, vino, erbe aromatiche ecc. La sapienza dei salumieri continuava poi nell’insaccare la carne conciata nei budelli gentili accuratamente ripuliti e trattati, e poi una volta legati i vari prodotti nello stagionarli accortamente ed eventualmente affumicarli.
La serata farà conoscere ai partecipanti storie e segreti di questa ghiotta ed antica maestria.












Monteporzio
domenica 18 febbraio – ore 18
Sala consiliare

“La saga della salsiccia”


Non poteva che essere Monteporzio, nel cui nome qualcuno ravvisa un’etimologia legata al maiale, ad ospitare un appuntamento dedicato ai festeggiamenti carnascialeschi più popolari e nello specifico alla salsiccia, cibo emblematico della cuccagna plebea.
Il titolo della serata gioca sulla somiglianza tra “sagra” e “saga”, alludendo come molte kermesse paesane siano dedicate alla salsiccia, tra cui una anche a Castelvecchio, frazione di Monteporzio, ma anche come questo insaccato legato a ghirlande abbia una presenza storica ormai quasi mitica lungo i secoli, al punto di poter quasi immaginare un racconto epico delle golosità e delle concupiscenze furibonde e tragicomiche frequentemente indotte da questo alimento spesso adottato come simbolo della lussuria mangereccia più sfrenata. Per quanto cibo assai comune e non particolarmente costoso, corollario ghiotto alla più ordinaria polenta nelle case ma anche tipico mangiare da strada smerciato abbondantemente dagli ambulanti, questo gioioso scrigno di gusto sapido e succulento è in effetti stato da sempre assai presente e celebrato nella letteratura e nell’immaginario popolare dei poemetti comico-realistici e delle fiabe.
A questo appuntamento di fine Carnevale parteciperanno l’enogastronomo Piergiorgio Angelini e lo storico della gastronomia Tommaso Lucchetti.
Dopo la rievocazione storico-letteraria di questa indimenticabile “salsicceide” si passerà ad una gara tra varie cucine di salsicce con degustazione collettiva, in un’autentica cuccagna salsicciara.






Serra Sant’Abbondio
domenica 25 febbraio – ore 17
Sala consiliare

“L’arringa sull’aringa”


Conclusi gli spensierati stravizi del Carnevale il calendario marca la presenza purificatrice della quaresima, con il bando di tutte le delizie del “grasso” e della carne, ed in particolare del pingue e saporoso Nino, patrono della festa e di tutte le gioie della mensa, assieme a tutti i suoi ghiotti frutti e compagni di gola. Il “magro” impera nei quaranta giorni prepasquali, ma la debolezza del corpo aguzza l’ingegno culinario, e quindi non vuol dire che anche un periodo di astinenza non possa avere i suoi piaceri, del resto l’imposizione del pesce e delle sue ricette caratteristiche può essere per molti decisamene appetita: non a caso nel Medioevo molti padri della chiesa notarono come la perizia cucinaria dedicata avidamente nei monasteri al presunto “magro” di uova e pesci potesse equivalere ad un qualunque consumo di carne.
E’ il caso dell’aringa, pesce apprezzabilissimo che nelle case di campagne già dal mercoledì delle ceneri veniva appeso ad una trave di cucina per insaporire verdure, polenta, fette di pane. Ghiotta consolazione quaresimale da gustare in graticola, marinata, con le sue squisite uova, l’aringa è stata già lo scorso anno nobile spunto di dissertazione per la tappa della Festa del Nino a Serra Sant’Abbondio.
Quest’anno “L’arringa sull’aringa”, proporrà un immaginario processo o singolare tenzone tra questo pesce delle mense contadine quaresimali e quello più accattivante e fresco pescato sulla costa, condotto dal Prof. Alberto Berardi e da Corrado Piccinetti, docente universitario di Biologia marina e membro dell’Accademia Italiana della Cucina.
Il verdetto ai buongustai appassionati che seguiranno con la consueta dedizione questa inedita disfida.