orsy
04-06-2004, 00:56
OK, Pocilla, ti seguo su questa strada. La torta più facile del mondo. Bambini e ragazzini ne vanno matti. A me, che pure impazzivo, la preparava mia sorella, tenera e saggia.
Si mettono in una terrina circa 200-250 g di pane vecchio spezzettato e ci si versa sopra un po' meno di un litro di latte. Dopo qualche ora (o dalla sera alla mattina) si mescola bene con un forchettone: si avrà un composto non molto liscio e omogeneo. A questo si uniscono: 150 g di zucchero; 50 g di burro fuso ma non dorato, intiepidito; tre mele tagliate in quarti sbucciate e private del torsolo, e tagliate a tocchetti; 2 buone cucchiaiate di uvetta sciacquata (non necessariamente ammollata); 1 cucchiaiata colma di pinoli; 1 cucchiaino di cannella; la scorza grattugiata di 1/2 limone.
Questa è la ricetta più semplice e forse quella che preferisco, ma qui si tratta di ricordi d'infanzia e quindi non faccio testo. Ma la si può arricchire a piacere con: alcuni amaretti sbriciolati grossolanamente (con il batticarne dopo averli messi in un sacchetto di carta o plastica); fichi secchi, o/e datteri, tagliati a fettine sottili o a pezzetti; gherigli di noci spezzettati; 2 cucchiai di marsala secco; cacao.
Fatte o no le aggiunte scelte, si versa il composto in una teglia di 22-24 cm di diametro, già imburrata e rivestita di pangrattato, si liscia la superfice, la si cosparge con un poco di pangrattato e magari si aggunge qualche fiocchetto di burro.
In forno a 180-190°C per 35-40 minuti. Rimarrà sempre piuttosto umida quindi la prova stecchino è superflua.
La si può mangiare tiepida ma i sapori si definiscono molto di più quando è a temperatura ambiente.
Il sentiero del pane vecchio è lungo e pieno di sorprese. Vorrei percorrerlo ancora per un po' se il gruppo è d'accordo.
Ciao - orsy
Si mettono in una terrina circa 200-250 g di pane vecchio spezzettato e ci si versa sopra un po' meno di un litro di latte. Dopo qualche ora (o dalla sera alla mattina) si mescola bene con un forchettone: si avrà un composto non molto liscio e omogeneo. A questo si uniscono: 150 g di zucchero; 50 g di burro fuso ma non dorato, intiepidito; tre mele tagliate in quarti sbucciate e private del torsolo, e tagliate a tocchetti; 2 buone cucchiaiate di uvetta sciacquata (non necessariamente ammollata); 1 cucchiaiata colma di pinoli; 1 cucchiaino di cannella; la scorza grattugiata di 1/2 limone.
Questa è la ricetta più semplice e forse quella che preferisco, ma qui si tratta di ricordi d'infanzia e quindi non faccio testo. Ma la si può arricchire a piacere con: alcuni amaretti sbriciolati grossolanamente (con il batticarne dopo averli messi in un sacchetto di carta o plastica); fichi secchi, o/e datteri, tagliati a fettine sottili o a pezzetti; gherigli di noci spezzettati; 2 cucchiai di marsala secco; cacao.
Fatte o no le aggiunte scelte, si versa il composto in una teglia di 22-24 cm di diametro, già imburrata e rivestita di pangrattato, si liscia la superfice, la si cosparge con un poco di pangrattato e magari si aggunge qualche fiocchetto di burro.
In forno a 180-190°C per 35-40 minuti. Rimarrà sempre piuttosto umida quindi la prova stecchino è superflua.
La si può mangiare tiepida ma i sapori si definiscono molto di più quando è a temperatura ambiente.
Il sentiero del pane vecchio è lungo e pieno di sorprese. Vorrei percorrerlo ancora per un po' se il gruppo è d'accordo.
Ciao - orsy