vapjazz
15/01/05, 18.40
Lambrusco REGGIANO – “SCHIETTO” – Cantina Puianello
Denominazione di Origine Controllata
Annata 2003 – 10,5 % vol.
Oggi (sabato) finalmente la famiglia si è riunita, ritrovandoci attorno alla tavola dove troneggiava uno splendido cotechino artigianale del nostro macellaio di fiducia ….
http://www.cookaround.com/cop/albums/userpics/10017/normal_DSCN0641.JPG
E’ un cibo grasso e l’elemento predominante è la sensazione di morbidezza (i grandi gastronomi-intenditori direbbero sensazione di “velluto”), non è una carne molto consistente, succulenta, quindi non avevo bisogno di un vino tannico. Dovevo invece proporre ai miei cari (…ed anche a me !!!) un vino di medio corpo, acidulo e frizzante, che smorzasse la sensazione di grasso. Cosa meglio di un grande Lambrusco?
Ho scelto questa bottiglia, un graditissimo, grande e generoso regalo, servendola fresca, a circa 14 – 16 °C .
http://www.cookaround.com/cop/albums/userpics/10017/normal_DSCN0644.JPG
Questo vino, questo grande esempio di prodotto da uve di agricoltura biologica, è un Lambrusco Rosso Secco Frizzante millesimato, con la numerazione del lotto di produzione ben evidenziata nel retro-etichetta, D.O.C., V.Q.P.R.D., prodotto ed imbottigliato dalla Cantina Puianello di Quattro Castella – Reggio Emilia. Se è vero che ogni vino esprime il carattere del proprio territorio, nessun Lambrusco riesce in questo compito meglio dello Schietto, ottenuto con le uve coltivate nel rispetto dell’agricoltura biologica.
Questo è un Lambrusco di collina, miei Cook-amici …. non sempre riuscirete a trovarne in enoteca… ma ne varrà sempre la pena!!!
Quanto sono lontani i tempi in cui i nostri vini Lambrusco, esportati in massima misura negli States, venivano definiti dagli Americans con malcelato disprezzo “Italian Coca-Cola”…. !!!!
Alla stappatura evidenzia subito la propria esuberanza, formando una schiuma ricca, morbida, finissima e persistente. (… càspita, rileggendomi sembro quasi un discepolo del grande Veronelli !!)
Nel bicchiere (ricordatevi quanto vi ho suggerito in fatto di bicchieri) inclinato sul fondo chiaro riuscite a notare il colore rosso rubino
http://www.cookaround.com/cop/albums/userpics/10017/normal_DSCN0642.JPG
(non so se la foto mi rende giustizia) vivo ed intenso, nonché, avvicinandolo al naso, avrete evidenza di un profumo intenso, deciso che a me è sembrato, al primo esame, ricordare il lampone, ma queste considerazioni le lascio agli esperti …. Io non sono certamente in grado…
Portato alla bocca evidenzia un sapore secco, con una spiccata effervescenza legata ad una componente di freschezza e quindi acidità….
Allora è il vino giusto per grantire una armonia nel palato con questo ottimo e sapido cotechino, aiutando a pulire la bocca e rendendo –se possibile!- ancora più piacevole questo pranzo in famiglia…!!!!
“Se’t vòo digerir sèinza pasteglia, bèv un bicièr ‘d lambròsch da la botèglia.”
(Se vuoi digerire senza pastiglia, bevi un bicchiere di lambrusco dalla bottiglia)
Ciao!
Denominazione di Origine Controllata
Annata 2003 – 10,5 % vol.
Oggi (sabato) finalmente la famiglia si è riunita, ritrovandoci attorno alla tavola dove troneggiava uno splendido cotechino artigianale del nostro macellaio di fiducia ….
http://www.cookaround.com/cop/albums/userpics/10017/normal_DSCN0641.JPG
E’ un cibo grasso e l’elemento predominante è la sensazione di morbidezza (i grandi gastronomi-intenditori direbbero sensazione di “velluto”), non è una carne molto consistente, succulenta, quindi non avevo bisogno di un vino tannico. Dovevo invece proporre ai miei cari (…ed anche a me !!!) un vino di medio corpo, acidulo e frizzante, che smorzasse la sensazione di grasso. Cosa meglio di un grande Lambrusco?
Ho scelto questa bottiglia, un graditissimo, grande e generoso regalo, servendola fresca, a circa 14 – 16 °C .
http://www.cookaround.com/cop/albums/userpics/10017/normal_DSCN0644.JPG
Questo vino, questo grande esempio di prodotto da uve di agricoltura biologica, è un Lambrusco Rosso Secco Frizzante millesimato, con la numerazione del lotto di produzione ben evidenziata nel retro-etichetta, D.O.C., V.Q.P.R.D., prodotto ed imbottigliato dalla Cantina Puianello di Quattro Castella – Reggio Emilia. Se è vero che ogni vino esprime il carattere del proprio territorio, nessun Lambrusco riesce in questo compito meglio dello Schietto, ottenuto con le uve coltivate nel rispetto dell’agricoltura biologica.
Questo è un Lambrusco di collina, miei Cook-amici …. non sempre riuscirete a trovarne in enoteca… ma ne varrà sempre la pena!!!
Quanto sono lontani i tempi in cui i nostri vini Lambrusco, esportati in massima misura negli States, venivano definiti dagli Americans con malcelato disprezzo “Italian Coca-Cola”…. !!!!
Alla stappatura evidenzia subito la propria esuberanza, formando una schiuma ricca, morbida, finissima e persistente. (… càspita, rileggendomi sembro quasi un discepolo del grande Veronelli !!)
Nel bicchiere (ricordatevi quanto vi ho suggerito in fatto di bicchieri) inclinato sul fondo chiaro riuscite a notare il colore rosso rubino
http://www.cookaround.com/cop/albums/userpics/10017/normal_DSCN0642.JPG
(non so se la foto mi rende giustizia) vivo ed intenso, nonché, avvicinandolo al naso, avrete evidenza di un profumo intenso, deciso che a me è sembrato, al primo esame, ricordare il lampone, ma queste considerazioni le lascio agli esperti …. Io non sono certamente in grado…
Portato alla bocca evidenzia un sapore secco, con una spiccata effervescenza legata ad una componente di freschezza e quindi acidità….
Allora è il vino giusto per grantire una armonia nel palato con questo ottimo e sapido cotechino, aiutando a pulire la bocca e rendendo –se possibile!- ancora più piacevole questo pranzo in famiglia…!!!!
“Se’t vòo digerir sèinza pasteglia, bèv un bicièr ‘d lambròsch da la botèglia.”
(Se vuoi digerire senza pastiglia, bevi un bicchiere di lambrusco dalla bottiglia)
Ciao!