PDA

Mostra versione intera : Brunello di Montalcino e vini a basso costo


frangipane
04/04/08, 13.41
Ecco altre brutte notizie >:->>:->

http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/04_aprile/03/vini_brunello_montalcino_nei_guai_vino_taroccato_g df_indaga,14455420.html
VINI/ BRUNELLO MONTALCINO NEI GUAI: "VINO TAROCCATO", GDF INDAGA
Corr. Fiorentino: Avvisi garanzia e vitigni sequestrati
Roma, 3 apr. (Apcom) - Frode in commercio. È con questa accusa che la Procura di Siena ha iscritto nel registro degli indagati i vertici della nota azienda vinicola Castello Banfi, Enrico Viglierchio e Remo Grassi, raggiunti da un avviso di garanzia: sarebbero loro i responsabili di aver tagliato il Brunello di Montalcino con uve Sauvignon.

A quanto riferisce oggi il Corriere fiorentino sarebbe solo l'ultimo atto dell'inchiesta già denominata 'Brunello taroccato'. Oltre alla Castello Banfi - di cui martedì scorso i finanzieri del Comando provinciale, coordinati dal procuratore capo Nino Calabrese e dal sostituto procuratore Mario Formisano, hanno sequestrato l'annata 2003 - sono quattro le aziende destinatarie di un provvedimento di sequestro preventivo con l'iscrizione sul registro degli indagati: Lamberto Frescobaldi, Piero Antinori e Giampiero Pazzaglia della Argiano e il conte Francesco Marone Cinzano, proprietario della Tenuta Col d'Orcia, una delle cantine storiche di Montalcino.

Anche in questi casi i finanzieri non hanno soltanto messo i sigilli al Brunello del 2003, ma si sono recati nei campi e hanno posto sotto sequestro diversi vitigni considerati in sovraproduzione. Secondo gli inquirenti, riferisce ancora il Corriere fiorentino, le annate che vanno dal 2003 al 2007 del Brunello di Montalcino sono state 'tagliate' con vini Cabernet Sauvignon e Merlot tra il 7 e il 10 per cento per alterare la produzione vitivinicola.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Benvenuti-a-Velenitaly/2011967
Benvenuti a Velenitaly
di Paolo Tessadri
Concimi, sostanze cancerogene, acqua, zucchero, acido muriatico e solo un quinto di mosto. Con questo miscuglio sono stati prodotti 70 milioni di litri di vino a basso costo. Venduti in tutta Italia

AGGIORNAMENTO DEL 3 APRILE, ORE 19,50
Molti lettori chiedono che L'espresso faccia i nomi delle aziende coinvolte nello scandalo. Noi abbiamo pubblicato nell'articolo tutti i nomi e tutti gli elementi che siamo riusciti a raccogliere con certezza. Saremmo stati felici di pubblicare la lista completa delle ditte sotto inchiesta, ma non siamo riusciti a ottenerla. La richiesta di piena trasparenza su questa e su altre sofisticazioni alimentari che mettono a rischio la salute dei consumatori - come abbiamo scritto - non va rivolta a noi ma ai ministeri competenti: in questo caso, quello delle Politiche agricole e quello della Sanità

Di vino ne contengono poco: un terzo al massimo, spesso di meno. Il resto è un miscuglio micidiale: una pozione di acqua, sostanze chimiche, concimi, fertilizzanti e persino una spruzzata di acido muriatico. Veleni a effetto lento: all'inizio non fanno male e ingannano i controlli, poi nell'organismo con il tempo si trasformano in killer cancerogeni.
Secondo i magistrati di due procure e la task force che da sei mesi indagano sulla vicenda, questo cocktail infernale è il protagonista della più grande sofisticazione alimentare mai scoperta in Italia. Perché con la miscela tossica sono state confezionate quantità mostruose di vino. Gli inquirenti ritengono che si tratti di almeno 700 mila ettolitri: sì, 70 milioni di litri messi in vendita nei negozi e nei supermercati come vino a basso costo anche dai marchi più pubblicizzati del settore. Un distillato criminale che ha riempito circa 40 milioni di bottiglie, fiaschi e confezioni di tetrapack d'ogni volume, offerte a un prezzo modestissimo: da 70 centesimi a 2 euro al litro.

L'inchiesta è tutt'ora in corso: solo una parte dei prodotti pirata è stata sequestrata perché è impossibile rintracciare tutte le bottiglie. Ma gli elementi raccolti dagli investigatori mostrano un sistema industriale di contraffazione che nasce dalla criminalità organizzata e alimenta le grandi cantine: le aziende coinvolte nello scandalo sono già 20. Otto si trovano al Nord: in provincia di Brescia, Cuneo, Alessandria, Bologna, Modena, Verona, Perugia. Il resto invece è sparso tra Puglia e Sicilia: le sorgenti del vino contraffatto e dei documenti che gli hanno permesso di invadere le botti. Perché con questo sistema criminale i produttori riuscivano a risparmiare anche il 90 per cento: una cisterna da 300 ettolitri costava 1.300 euro, un decimo del prezzo normalmente chiesto dai grossisti del vino di bassa qualità.


Retrogusto al metanolo L'istruttoria è nata partendo da uno dei soliti sospetti: una cantina di Veronella che 22 anni fa venne coinvolta dal dramma delle bottiglie al metanolo. Ricordate? Diciannove persone uccise mentre altre 15 persero la vista per colpa del mix a base di mosto e di un alcol sintetico, normalmente utilizzato nelle fabbriche di vernici: un liquido inodore e micidiale. Una tragedia che cancellò la credibilità della nostra enologia e stroncò l'export. Ma nello stabilimento di Bruno Castagna anche quella lezione sembra dimenticata. Quando nello scorso settembre scatta l'irruzione, gli agenti del Corpo forestale di Asiago e dell'Ispettorato centrale per il controllo dei prodotti agroalimentari trovano subito una situazione anomala: accanto alle cisterne c'erano taniche piene di acido cloridrico, altre con acido solforico e 60 chili di zucchero. Gli ispettori mettono tutto sotto sequestro e fanno esaminare campioni di vino bianco e rosso per capire cosa contengano. I test condotti nell'Istituto agrario di San Michele all'Adige e nel laboratorio di Conegliano Veneto dell'Ispettorato centrale forniscono lo stesso verdetto choc: in quel liquido di uva ce n'è circa un quinto, il minimo indispensabile per dare un po' di sapore. I test sono concordi: tra il 20 e il 40 per cento, non di più. E il resto? Acqua, concimi, fertilizzanti, zucchero, acidi. Sì, acidi: usati per mimetizzare lo zucchero vietato per legge. L'acido cloridrico e l'acido solforico vengono utilizzati per 'rompere' la molecola dello zucchero proibito (il saccarosio) e trasformarlo in glucosio e fruttosio, legali e normalmente presenti nell'uva. Un metodo che consente così di sfuggire ai controlli. Risultato: da una normale analisi non emergerà la contraffazione. I due acidi, assieme alle altre sostanze cancerogene, non uccidono subito, ma lo fanno progressivamente, in modo subdolo. L'acido cloridrico, comunemente chiamato acido muriatico, può provocare profonde ustioni se finisce sulla pelle, se ingerito è devastante.

A Veronella uno degli investigatori è svenuto per i vapori e sono stati chiamati i pompieri per rimuovere le scorte. Il titolare della cantina è stato arrestato per il reato di sofisticazione alimentare con pericolo della salute pubblica: di quel liquido ad alto rischio ne avevano ancora migliaia di litri. Ma il fascicolo aperto dal pubblico ministero di Verona Francesco Rombaldoni poco alla volta si è gonfiato di reati pesantissimi: l'associazione a delinquere per gli imprenditori vinicoli del Nord. Che diventa addirittura associazione mafiosa per i loro referenti meridionali.
(03 aprile 2008)

ropa55
04/04/08, 13.45
Fra però non accoppierei le due cose nel primo caso se c'è stata è mancato il rispetto del disciplinre avendo vinificato con aggiunta di diversi uvaggi..............nel secondo si incarcerano e si butta la chiave;)

Stef_
04/04/08, 13.46
perdonate l'ignoranza :o
capisco il problema segnalato nella seconda parte dell'articolo, ma "tagliare il brunello di montalcino con uve sauvignon" non mi pare nulla di trascendentale :\ ...o forse si? :D
ci mi spiega un pò come gira la giostra??
grazie (:-*

ropa55
04/04/08, 13.47
La giostra gira che c'è un disciplinare di produzione da rispettare altrimenti non puoi chamarlo Brunello e farlo pagare per Brunello..........
La D.O.C.G. la danno in base al disciplinare.

Stef_
04/04/08, 13.52
ah ecco, quindi è solo una questione, diciamo, "legale"
grazie!! :D

frangipane
04/04/08, 13.57
Appunto, con quello che costa mi vendono un prodotto taroccato? Anche per loro chiave di cioccolata :D Questo è un danno enorme per l'immagine del vino italiano, comunque ieri ho bevuto un Casanova di Neri del 2000 (100 € e passa a bottiglia) che era fantastico :p:

alletta73
04/04/08, 14.40
Che squallore...riusciamo sempre a farci riconoscere nel mondo....

Marcomarco
07/04/08, 17.46
ah ecco, quindi è solo una questione, diciamo, "legale"
grazie!! :D

Per dirla meglio: è come se spendessi dei soldi per comprare un'Audi A6, la macchina cammina, fa tutto quel che deve fare. Alla prima curva veloce ti rendi conto che c'è qualcosa che non va e vai a scoprire che quella è sì un'Audi, ma sotto sotto hanno messo componenti di una marca diversa che mal s'accoppiano con l'Audi (e probabilmente sono a anche di più bassa qualità), alla fine la macchina funziona pure, ma ti rompe perché hai sborsato soldi per un'Audi.

ZiaSissy78
07/04/08, 17.58
Noi non siamo grandi intenditori di vini, anche se non vi nego che vorrei saperne di più, non siamo neanche grandi bevitori ma nel week end o con gli amici ci gustiamo più che altro vini locali come il Rosso Conero o il Rosso Piceno oppure il Verdicchio dei Castelli di Jesi quello che mi chiedo è: questi vini sono, secondo me buoni ed hanno anche una certa fama, di solito li prendiamo nelle cantine che stanno nei dintorni ( noi in pratica abitiamo in mezzo ai vitigni del rosso conero) ed hanno un loro costo ma al super vedo tipi di vini super blasonati a 3 euro....com'è possibile??? Che c'è dentro quella bottiglia.
Una volta abbiamo comprato un nero d'avola a 2 euro e 50 oppure un montefalco a 4 euro......allora perchè quando siamo stati a montefalco la bottiglia meno cara ( di sagrantino o montefalco) costava 18 euro??????

Marcomarco
07/04/08, 18.09
Noi non siamo grandi intenditori di vini, anche se non vi nego che vorrei saperne di più, non siamo neanche grandi bevitori ma nel week end o con gli amici ci gustiamo più che altro vini locali come il Rosso Conero o il Rosso Piceno oppure il Verdicchio dei Castelli di Jesi quello che mi chiedo è: questi vini sono, secondo me buoni ed hanno anche una certa fama, di solito li prendiamo nelle cantine che stanno nei dintorni ( noi in pratica abitiamo in mezzo ai vitigni del rosso conero) ed hanno un loro costo ma al super vedo tipi di vini super blasonati a 3 euro....com'è possibile??? Che c'è dentro quella bottiglia.
Una volta abbiamo comprato un nero d'avola a 2 euro e 50 oppure un montefalco a 4 euro......allora perchè quando siamo stati a montefalco la bottiglia meno cara ( di sagrantino o montefalco) costava 18 euro??????

Attenzione però, dire abbiamo comprato un Nero D'Avola a tot euro poco importa. Il Nero D'Avola è un vitigno come un altro. Poi entra in campo la qualità. Il Montepulciano d'Abruzzo, per esempio, lo trovi da 0,99 cent a bottiglia fino alle 260 euro (non farmi nominare la cantina, farei pubblicità). Entrano in campo diversi fattori, qualità generale, cura, abilità dell'enologo, selezione delle uve, etc..
Però attenzione, il vino va capito e compreso, non sempre alto prezzo è sinonimo di qualità, il bravo intenditore è quello che riesce anche a scoprirti dei vini da 10 euro a bottiglia ma di grande qualità. Altrimenti sarebbe facile, listino alla mano, quel che costa di più è più buono. Non è così. Io sono Abruzzese, ho scoperto una cantina siciliana che produce un Nero d'Avola che è una meraviglia, ma davvero eccellente. Un bottiglia la paghi sulle 7 max 9 euro.