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Visualizza Versione Completa : Un salto nell'antica Grecia...



Laurye
18-03-2005, 09:26
Ciao a tutti! Sono Laurye, appassionata di cucina e nuova in questo forum.

In quest'ultimo periodo mi sto appassionando alla "storia della cucina" e ho deciso di fare un salto nel passato per scoprire gli alimenti, le ricette e tutto quello che è possibile sapere della cucina dei tempi passati, quelli che si studiano sui banchi di scuola....

Ho deciso di partire dai Greci, mi sto documentando via internet, magari qualcuno mi sa dare delle indicazioni su dove sia possibile trovare informazioni sugli alimenti, le tradizioni culinarie e i piatti dell'antica Grecia....so che forse, è una bella pretesa quella di capire tutto sulla cucina greca del passato, ma è solo per capire meglio quella attuale. Trovo infatti, sia molto interessante dare una spiegazione a tutte le ricette e le tradizioni culinarie di un paese, curiosando nel suo passato....non vi pare?

Grazie!

brigidaa
18-03-2005, 11:15
ciao e benvenuta!!! greci??? non ti posso essere molto di aiuto....faccio fatica capire quelle italiane, di ricette!!!:D

fedrogaf
18-03-2005, 20:53
benvenuta tra noi,
sei collegata col meglio del meglio.

qualche giorno fa si discuteva nel forum della similitudine esistente tra la cucina greca e quella calabrese (che poi era "magna grecia" - ma non è che veniva così chiamata perchè si magnava alla greca? eh eh:) ). La tua mi sembra un'ottima idea. Tienici al corrente

frangipane
18-03-2005, 21:34
A quale periodo storico ti riferisci? Perchè si va dalla preistoria ai giorni nostri, passando per il periodo classico, alessandro magno, bizantini e turchi, per non parlare poi dell'influenza degli slavi.
Se fai una ricerca su Archestrato da Gela potresti trovare notizie interessanti, altrimenti questi 2 libri sono molto dettagliati:
Andrew Dalby, Siren feasts: a history of food and gastronomy in greece.

James Davidson, Courtesans and fishcakes: consuming passions of classical athens.

Poi c'è Apicio con il De re coquinaria, un bel libro con testo latino a fronte, che anche se tratta di cucina al temp dei romani è molto interessante.

Inoltre ci sono i classici, tipo l'odissea, da dove si puo' capire (per esempio dal libro Nono) che mangiavano loto,

Per nove infausti dì sul mar pescoso
I venti rei mi trasportâro. Al fine
Nel decimo sbarcammo in su le rive
De' Lotofàgi, un popolo, a cui cibo
È d'una pianta il florido germoglio.
Entrammo nella terra, acqua attignemmo,
E pasteggiammo appo le navi. Estinti
Della fame i desiri e della sete,
Io due scelgo de' nostri, a cui per terzo
Giungo un araldo, e a investigar li mando,
Quai mortali il paese alberghi e nutra.
Partiro e s'affrontaro a quella gente,
Che, lunge dal voler la vita loro,
Il dolce loto a savorar lor porse.
Chïunque l'esca dilettosa e nuova
Gustato avea, con le novelle indietro
Non bramava tornar: colà bramava
Starsi, e, mangiando del soave loto,
La contrada natìa sbandir dal petto

Bevevano vino, mangiavano ovini e producevano formaggi (e comunque la feta pare sia nata in suolo italiano).

Sorta la figlia del mattino appena,
L'isoletta, che in noi gran maraviglia
Destò, passeggiavamo. Allor le Ninfe,
Prole cortese dell'egïoco Giove,
Per fornir di convito i miei compagni,
Quelle capre levaro. E noi repente,
Presi i curvi archi e le asticciuole acute,
E tre schiere di noi fatte, in tal guisa
Il monte fulminammo e il bosco tutto,
Ch'io non so, se dai numi in sì brev'ora
Fu concessa giammai caccia sì ricca.
Dodici navi mi seguìano, e nove
Capre ottenne ciascuna: io dieci n'ebbi.
Tutto quel giorno sedevamo a mensa
Tra carni immense e prezïoso vino:


Alla spelonca divenuti in breve,
Lui non trovammo, che per l'erte cime
Le pecore lanigere aderbava.
Entrati, gli occhi stupefatti in giro
Noi portavam: le aggraticciate corbe
Cedeano al peso de' formaggi, e piene
D'agnelli e di capretti eran le stalle:
E i più grandi, i mezzani, i nati appena,
Tutti, come l'etade, avean del pari
Lor propria stanza, e i pastorali vasi,
Secchie, conche, catini, ov'ei le poppe
Premer solea delle feconde madri,
Entro il siere nôtavano. Qui forte
I compagni pregavanmi che, tolto
Pria di quel cacio, si tornasse addietro,
Capretti s'adducessero ed agnelli
Alla nave di fretta, e in mar s'entrasse.
Ma io non volli, benché il meglio fosse:
Quando io bramava pur vederlo in faccia,
E trar doni da lui, che rïuscirci
Ospite sì inamabile dovea.
Racceso il foco, un sagrifizio ai numi
Femmo, e assaggiammo del rappreso latte:
Indi l'attendevam nell'antro assisi.

Venne, pascendo la sua greggia, e in collo
Pondo non lieve di risecca selva
Che la cena cocessegli, portando.
Davanti all'antro gittò il carco, e tale
Levòssene un romor, che sbigottiti
Nel più interno di quel ci ritraemmo.
Ei dentro mise le feconde madri,
E gl'irchi a cielo aperto, ed i montoni
Nella corte lasciò. Poscia una vasta
Sollevò in alto ponderosa pietra,
Che ventidue da quattro ruote e forti
Carri di loco non avrìano smossa,
E l'ingresso acciecò della spelonca.
Fatto, le agnelle, assiso, e le belanti
Capre mugnea, tutto serbando il rito,
E a questa i parti mettea sotto, e a quella.
Mezzo il candido latte insieme strinse,
E su i canestri d'intrecciato vinco
Collocollo ammontato; e l'altro mezzo,
Che dovea della cena esser bevanda,
Il ricevero i pastorecci vasi.

minuccia
03-06-2005, 11:04
Bellissima questa cosa! Perchè non creare una rubrica sulla storia della cucina...qui a Pompei hanno cercato di fare una deguatazione di piatti tipici dell'epoca (76 d.C.). Ci sono anche dei ristoranti che propongono percorsi di cucina storica. Ne ricordo uno, mi sembra in Costiera che anni fa propose menù medioevali...Io non ne ho mai assaggiato. Per la magna grecia, sicuramente, poichè nell'antica Pompei era cospicua la presenza di bar -diremmo oggi- si usavano i prodotti caseari, tipo ricotta arrostita con aromi, frutta secca, tipo albicocche e fichi, vino e olio su sfoglie di pane. presenti erano anche i legumi, tipo cicerchie.