nariman
31-05-2005, 12:15
Recentemente avevo acquistato una macchina per il Pane Alice DPE con elevate aspettative, visto anche le testimonianze favorevoli, pur con qualche eccezzione, riscontrate nel forum ed in altre sedi.
Il problema sempre lo stesso. Cottura insufficiente del composto. E questo, nonostante;
a) seguissi scrupolosamente le dosi utilizzando solo il misurino. All'inizio determinavo la quantità d'acqua con una pesa elettronica della Rowenta (che pesa solidi e imposta dl di liquidi) ma ho scoperto - con grande sorpresa - che le misure divergono. Ovvero 1dl di misurino corrispondono 1,1dl di Rowenta. Provare per credere. E di qui, per inciso, la seguente considerazione. Sono comparabili tra di loro misurini e tutte le varie caraffe con le tacche, e queste con le varie pesa alimenti... Beh, lasciata da parte la Rowenta, adoperavo, come d'uopo il misurino ma ancora con risultati deludenti
b) impostassi il programma "pane francese" (di maggior cottura che il pane normale)
c) applicassi una cottura per 1kg di composto (anche se ne avevo impastato 750g, visto che con la cottura per 750 non si andava da nessuna parte),
d) integrando alla fine del programma prescelto, ulteriore "cottura" - n.12 credo, i già generosi tempi previsti con altri 30'.
e) asciugassi in fase di impasto, dopo ulteriori tentativi, il composto (-acqua o +farina).
Le conclusioni a cui sono arrivato sono le seguenti:
a) Il misurino potrebbe non essere affatto preciso nell'indicare le quantità da versare, e vedendo le diversità con una pesa sicuramente precisa come la Rowenta, la riflessione va fatta. Tanto più che il misurino riporta oz e non grammi... A questo punto, solo l'esperienza potrebbe essere d'aiuto. D'altra parte se compro un prodotto, questo deve servire all'uso, non sono tenuto a effettuare x esperimenti per vedere quale è la versione giusta.
b) Fattore molto più probabile, alcune macchine potrebbero disporre di resistenza che per difetto di fabbricazione, non riesce a raggiungere la temperatura prevista. E' del tutto normale che nel processo di produzione, si possano evidenziare singoli pezzi difettosi. E per una moltiplicità di motivi. Fornitura di lotti di resistenze evidentemente non conformi e non sottoposte a esaurienti controlli di qualità in ingresso, adozione di elevati ritmi di montaggio (massimizzazione dei pezzi per addetto) con compressione di procedure di controllo di qualità ( e non apriamo il capitolo esternalizzazione nei paesi terzi attuato anche perchè non si è costretti a negoziare i ritmi di lavoro; e come recita l'adagio "presto e bene, raro assieme"), omissione o riduzione dei controlli qualità dei prodotti finiti. Tanto più se un impresa senza rendite di nome, per imporsi sul mercato debba ridurre i prezzi, non potrà che omettere verosimilmente proprio i controlli di qualità ai componenti, o il processo produttivo (meno pezzi per addetto ma più monitorati) o i controlli finali. Anche se non è sempre vero che chi più spende meno spende, è fatto condivisibile che a parità di costo di lavoro (sempre più i paesi extra-europa occidentale) per proporre articoli a prezzi molto vantaggiosi si incide da un lato sulle politiche di distribuzione (promozione e assistenza) e dall'altro sui controlli di qualità. Del resto, si pensi bene, non dovendo difendere un nome commerciale, è preferibile imbastire costosi controlli di qualità multilivello su x mila pezzi o consentire il ritiro degli episodici pezzi difettosi?.
E un diverso modo di produrre, non necessariamente migliore o peggiore, solo diverso. Consiglio; avvalersi della facoltà previste dal codice civile. Fatta salva la garanzia europea di 2 anni, ricordate che è solo entro i primi 6 mesi che il vizio della cosa si presuppone a carico del venditore (inversione dell'onere della prova) ed è più facile restituirla. Inoltre il vizio va segnalato entro 8 giorni dalla scoperta. Percui non dite che avete fatto il pane per 20 giorni senza successo; andreste oltre gli 8 giorni.
Conclusione: se la macchina non va per i primi tre quattro impasti, (qualche giorno al massimo) a meno che non vogliate comunque tenerla per altrri motivi (pane per il cane, utilizzo del programma impasto per fare la pasta di pizza dai mettere poi in teglia e in forno, pane raffermo per i canederli), andate quanto prima dal rivenditore e pretendete " LI SORDI ". E' un vostro diritto se la cosa è viziata tale da renderene impossibile l'uso risolvere il contratto (soldi indietro) o accettarne un'altra in sostituzione (rischio vostro). Se andate con le idee chiare nessuno vi frapporrà ostacoli. In caso contrario minacciate di recarvi dai Carabinieri per esposto denuncia di truffa in commercio.
PS Visto le premesse di cui sopra, non mi fiderei di assistenza post vendita di queste imprese che come detto, lavorano sui volumi. Rischiate di infilarvi in un tunnel senza fine... Ad ogni buon conto Fate Vobis...
Il problema sempre lo stesso. Cottura insufficiente del composto. E questo, nonostante;
a) seguissi scrupolosamente le dosi utilizzando solo il misurino. All'inizio determinavo la quantità d'acqua con una pesa elettronica della Rowenta (che pesa solidi e imposta dl di liquidi) ma ho scoperto - con grande sorpresa - che le misure divergono. Ovvero 1dl di misurino corrispondono 1,1dl di Rowenta. Provare per credere. E di qui, per inciso, la seguente considerazione. Sono comparabili tra di loro misurini e tutte le varie caraffe con le tacche, e queste con le varie pesa alimenti... Beh, lasciata da parte la Rowenta, adoperavo, come d'uopo il misurino ma ancora con risultati deludenti
b) impostassi il programma "pane francese" (di maggior cottura che il pane normale)
c) applicassi una cottura per 1kg di composto (anche se ne avevo impastato 750g, visto che con la cottura per 750 non si andava da nessuna parte),
d) integrando alla fine del programma prescelto, ulteriore "cottura" - n.12 credo, i già generosi tempi previsti con altri 30'.
e) asciugassi in fase di impasto, dopo ulteriori tentativi, il composto (-acqua o +farina).
Le conclusioni a cui sono arrivato sono le seguenti:
a) Il misurino potrebbe non essere affatto preciso nell'indicare le quantità da versare, e vedendo le diversità con una pesa sicuramente precisa come la Rowenta, la riflessione va fatta. Tanto più che il misurino riporta oz e non grammi... A questo punto, solo l'esperienza potrebbe essere d'aiuto. D'altra parte se compro un prodotto, questo deve servire all'uso, non sono tenuto a effettuare x esperimenti per vedere quale è la versione giusta.
b) Fattore molto più probabile, alcune macchine potrebbero disporre di resistenza che per difetto di fabbricazione, non riesce a raggiungere la temperatura prevista. E' del tutto normale che nel processo di produzione, si possano evidenziare singoli pezzi difettosi. E per una moltiplicità di motivi. Fornitura di lotti di resistenze evidentemente non conformi e non sottoposte a esaurienti controlli di qualità in ingresso, adozione di elevati ritmi di montaggio (massimizzazione dei pezzi per addetto) con compressione di procedure di controllo di qualità ( e non apriamo il capitolo esternalizzazione nei paesi terzi attuato anche perchè non si è costretti a negoziare i ritmi di lavoro; e come recita l'adagio "presto e bene, raro assieme"), omissione o riduzione dei controlli qualità dei prodotti finiti. Tanto più se un impresa senza rendite di nome, per imporsi sul mercato debba ridurre i prezzi, non potrà che omettere verosimilmente proprio i controlli di qualità ai componenti, o il processo produttivo (meno pezzi per addetto ma più monitorati) o i controlli finali. Anche se non è sempre vero che chi più spende meno spende, è fatto condivisibile che a parità di costo di lavoro (sempre più i paesi extra-europa occidentale) per proporre articoli a prezzi molto vantaggiosi si incide da un lato sulle politiche di distribuzione (promozione e assistenza) e dall'altro sui controlli di qualità. Del resto, si pensi bene, non dovendo difendere un nome commerciale, è preferibile imbastire costosi controlli di qualità multilivello su x mila pezzi o consentire il ritiro degli episodici pezzi difettosi?.
E un diverso modo di produrre, non necessariamente migliore o peggiore, solo diverso. Consiglio; avvalersi della facoltà previste dal codice civile. Fatta salva la garanzia europea di 2 anni, ricordate che è solo entro i primi 6 mesi che il vizio della cosa si presuppone a carico del venditore (inversione dell'onere della prova) ed è più facile restituirla. Inoltre il vizio va segnalato entro 8 giorni dalla scoperta. Percui non dite che avete fatto il pane per 20 giorni senza successo; andreste oltre gli 8 giorni.
Conclusione: se la macchina non va per i primi tre quattro impasti, (qualche giorno al massimo) a meno che non vogliate comunque tenerla per altrri motivi (pane per il cane, utilizzo del programma impasto per fare la pasta di pizza dai mettere poi in teglia e in forno, pane raffermo per i canederli), andate quanto prima dal rivenditore e pretendete " LI SORDI ". E' un vostro diritto se la cosa è viziata tale da renderene impossibile l'uso risolvere il contratto (soldi indietro) o accettarne un'altra in sostituzione (rischio vostro). Se andate con le idee chiare nessuno vi frapporrà ostacoli. In caso contrario minacciate di recarvi dai Carabinieri per esposto denuncia di truffa in commercio.
PS Visto le premesse di cui sopra, non mi fiderei di assistenza post vendita di queste imprese che come detto, lavorano sui volumi. Rischiate di infilarvi in un tunnel senza fine... Ad ogni buon conto Fate Vobis...