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    Peperoncini lunghi Piccanti

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    Capsicum annuum


    Simile per l'aspetto a una pianta di peperone in miniatura, è annuale alle nostre latitudini ma pluriennale nelle zone d'origine. Da sempre apprezzato (soprattutto nei paesi caldi) per i frutti commestibili e saporitissimi è gradito anche per il suo valore ornamentale: i frutti oblunghi o globosi, vivacemente colorati, donano infatti all'ambiente una decisa nota di allegria. Grazie alla maturazione scalare si possono avere sulla stessa pianta frutti di due o tre colorazioni diverse. I peperoncini possono essere coltivati in piena terra o in vaso, purché con terra soffice e arricchita.

    FUSTO:
    Da un fusto legnoso si dipartono rami eretti e rigidi: il peperoncino è un piccolo albero in miniatura.

    FOGLIE:
    Le foglie del Capsicum annuum sono ovali e appuntite, lucide; quelle del Capsicum frutescens sono pure ovali, ma hanno cinque punte.

    FIORI:
    Sono bianchi con il centro di un bel giallo arancio e appaiono in estate.

    FRUTTI:
    Sono dei piccoli peperoni in miniatura i frutti coriacei e commestibili, che hanno colore verde quando sono acerbi, giallo, rosso vivo, viola, porpora o marrone quando giungono a maturazione. Si consumano sia freschi che secchi e hanno proprietà stimolanti, antisettiche e digestive


    IN CUCINA:
    Il gusto deciso e piccante del peperoncino è l'ideale per ravvivare qualunque pietanza un po' scialba, ma, a differenza del pepe, il peperoncino non ha controindicazioni, anzi è benefico per l'organismo. La salsa messicana detta tabasco, famosa almeno quanto è piccante, ha come ingrediente base il Capsicum frutescens mischiato ad aceto e a sale.

    CONSERVAZIONE:
    I peperoncini possono venire conservati in diversi modi: interi, dopo essere stati ben essiccati al sole; macinati in polvere fine, dopo essere stati tenuti per poco nel forno tiepido quindi posti in vasetti a chiusura ermetica. Se ne possono mettere alcuni in una bottiglia d'olio e lasciarveli per un mese, in modo che comunichino aroma e colore. Infine se vengono colti verdi e messi sotto aceto si conservano a lungo e si mangiano in insalata.

    SALUTE:
    Il peperoncino favorisce la digestione stimolando la secrezione gastrica, agisce come disinfettante, è particolarmente ricco di vitamina C (ma per sfruttare questa sua virtù occorre consumarlo fresco).


    COLTIVAZIONE:
    Questa pianta molto adattabile non presenta particolari difficoltà di coltivazione: attenzione però agli sbalzi di temperatura e all'eccesso di innaffiature.

    ESPOSIZIONE:
    Il peperoncino ama un'esposizione in pieno sole.

    RIPRODUZIONE:
    Si effettua la semina in primavera avanzata o all'inizio dell'estate, quando le temperature non scendono più sotto i 15°. I semi vanno ricoperti con cura, con almeno un centimetro di terra, in quanto gli uccelli ne sono golosi.

    CRESCITA:
    Le piantine vanno trapiantate quando sono alte una quindicina di centimetri; tra un cespo e il successivo è bene lasciare almeno una trentina di centimetri. Come norma generale può risultare interessante sapere che se si desiderano frutti decisamente piccanti è bene ridurre le annaffiature, mentre se li si preferisce delicati conviene abbondare con l'acqua. E' bene tenere presente che il Capsicum non ama gli opposti estremismi e quindi teme sia la siccità che l'umidità eccessiva, gradisce un terreno fresco, ma non intriso d'acqua. Per quanto riguarda la concimazione, pratica da cui dipende la colorazione dei frutti, è bene concimare spesso usando però una quantità di concime ridotta rispetto a quella consigliata.

    RACCOLTA:
    I frutti si raccolgono in autunno, quando la pianta perde le foglie; se si tagliano interi rami e si mettono a seccare capovolti si possono poi usare nelle composizioni floreali.

    CURIOSITA':
    Pare che ad introdurre sulle mense europee questa piccante spezia, che è tuttora la più diffusa in tutte le zone tropicali del mondo, sia stato Cristoforo Colombo, di ritorno dall'America Centrale nel 1493. Il nome capsicum (dal greco "kapto", cioè "mangio con avidità") che venne attribuito da Linneo a questa pianta sta appunto ad indicare l'enorme successo che il peperoncino, a differenza del pomodoro e della patata che dovettero attendere parecchio prima di essere ben accetti, ebbe subito in Spagna e in tutta Europa.

    Categorie
    Piante Aromatiche

    Commenti

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      Tutte le piante della famiglia delle “solanacee”capsicum al quale appartiene il peperoncino rosso piccante. All'interno del genere capsicum troviamo il capsicum annum, capsicum frutescens, capsicum pubescens e il capsicum pendulum. Il capsicum annumcapsicum abbreviatum, l'acuminatum, il fasciculatum, il cerasiferum, il bicolor e il christmas candle. hanno una particolarità: contengono tutte alcaloidi, quindi tutte hanno degli effetti sul sistema nervoso umano. Naturalmente non tutte contengono la stessa quantità e la stessa qualità di alcaloidi, tanto che alcune di queste vengono utilizzate per preparazioni medicinali, come ad esempio la belladonna, il tabacco e lo stramonio. Altre piante della famiglia hanno caratteristiche più “normali” e sono entrate a far parte dell'alimentazione umana, come per esempio la patata, la melanzana e il pomodoro. Uno degli 85 generi è il raggruppa al suo interno altre varietà come il


      Le altre centinaia di capsicum diffuse in tutto il mondo danno vita a numerosi tipi di peperoncini, di svariate dimensioni, forme e sapori, che sono praticamente impossibili da classificare. Nemmeno i botanici in alcuni casi riescono ad essere concordi. Per quanto riguarda il sapore “piccante”, questo si deve alla presenza di capsaicina: esistono peperoncini dolci, piccanti o piccantissimi; sembra che il grado di intensità della sensazione piccante sia inversamente proporzionale alla grandezza del frutto, pertanto un peperoncino più piccolo sarà più piccante di uno di maggiori dimensioni.
      Prima di considerare le varie qualità di peperoncino è necessario accennare il modo di misurare il grado d'intensità della sensazione piccante. Primi ad utilizzare una scala di valutazione del grado di “piccante” del peperoncino sono stati gli Aztechi. Nella loro lingua “Nahuatl” distinguevano sei gradi: cocococopatic (molto piccante), cocopetz-patic (molto molto piccante), cocopetztic (piccante acceso), cocopetzquauitlcocopalatic (piccante), (estremamente piccante) e (piccante da scappare).
      La percezione gustativa è un'attitudine personale, pertanto una graduatoria basata sulla percezione soggettiva è senz'altro approssimativa e fortemente relativa. Un farmacista di Detroit, nel 1912, cercò di stabilire un modo di misurare il grado di piccante il più possibile obiettivo, almeno secondo lui. Si chiese quale fosse la sostanza che determina la sensazione di piccante e come fosse possibile misurarla. si procurò dei peperoncini, fra le specie più piccanti, e li lasciò separatamente in infusione nell'alcool per una notte. Utilizzò questo procedimento perché, da buon farmacista sapeva che la capsaicina, sostanza che determina la sensazione piccante, è solubile in alcool. La mattina seguente prelevò una quantità precisa di estratto e vi aggiunse acqua zuccherata in proporzioni definite finché il piccante fosse appena percettibile. Da questo esperimento risultò che maggiore era la quantità d'acqua aggiunta e maggiore era la sensazione di piccante del peperoncino. Per l'Habanero, considerato il più piccante al mondo, occorrono 300.000 unità di acqua zuccherata per rendere appena percettibile la sensazione di piccante, contrariamente alle 5000 unità necessarie per mitigare il piccante della specie Poblanos.
      Esiste un'altro metodo per misurare il grado di sensazione piccante del peperoncino, anch'esso basato su dati empirici: la “Dremann's Hotness Scale” (Scala di Piccante di Dremann), abbreviata in DHS. Questo metodo si basa sul diametro del peperoncino, senza tener conto della sua lunghezza, e la sua capacità di aumentare il piccante in una salsa per unità di peso. La scala utilizzata dal metodo indica le once di salsa che si riescono ad “insaporire” con l'aggiunta di una sola oncia di peperoncino verde fresco. Nel caso di peperoncino maturo si deve moltiplicare la quantità per 2 o 3, nel caso in cui sia secco si deve moltiplicare per dieci. Tuttavia va sottolineato che tutte e due i sistemi si basano su sensazioni personali quindi decisamente empirici e relativi, e che alcune varietà di peperoncino si trovano in posizioni diverse di piccante nelle scale previste dai due metodi.
    5. L'avatar di Ernie
      Fra le tante varietà di peperoncino esistenti, si riportano di seguito le caratteristiche di quelli più noti e diffusi.

      Paprica - (Capsicum annuum) Polvere ottenuta facendo seccare e successivamente riducendo in polvere una particolare qualità di peperone dolce. La pianta è originaria del Messico ma è stata introdotta in Ungheria dove è diventata un ingrediente simbolo della cucina locale

      Ancho - Di colore rosso-arancio a forma di cuore, lungo circa 12 centimetri, dal sapore dolce e fruttato. In Messico è sicuramente il peperoncino più popolare, ottimo per farcire i ripieni e per aromatizzare le salse. Quand'è ancora verde assume il nome di “Poblano” e può essere consumato fresco. Si trova spesso già ridotto in polvere

      Aji - Si conoscono con questo nome una grande varietà di peperoncini Peruviani, come l'ajì heuacatay, il verde molido e il limo amarillo, è di colore rosso dall'odore intenso e molto piccante

      Chipotle - Peperoncino Messicano color caffè. Si tratta in realtà di un jalapeño di grossa taglia maturato ed essiccato. Prima di utilizzarlo bisogna togliere il picciolo ed i semi, ridurlo in purea aggiungendo un poco d'acqua

      Guajillo - Peperoncino di colore bruno scuro, Messicano, può raggiungere i 10-15 centimetri di lunghezza ed una forma blandamente ricurva. Il suo aroma ricorda vagamente il tè verde, ma in bocca ha un sapore dolce ed è ottimo nella preparazione delle salse

      Habanero - Si coltiva nello Yucatan e nei Caraibi. Si suppone, visto il nome che porta, che abbia origine dall'Avana, Cuba, ma in Messico i Maya ne rivendicano la paternità supportati dal fatto che cresce quasi esclusivamente nello Yucatan. Considerato come il peperoncino più piccante al mondo, ha un colore arancio o rosso e la forma di una lanterna della lunghezza di 5 centimetri. Ottimo nelle salse piccanti perché nonostante il suo accentuato sapore piccante, è una varietà dal gusto più morbido di altri, il suo sapore piccante non è persistente e neppure pungente, non irrita lo stomaco e si fa sentire solo in bocca. Si usa tostato o pestato

      Jalapeño - Si coltiva nell'Oaxaca e Chibuabua (Messico), Texas e USA sud ovest. È probabilmente il peperoncino Messicano più conosciuto in Europa e negli Stati Uniti, ha un colore verde scuro, la polpa spessa ed una lunghezza tra i 5 e i 7 centimetri, è moderatamente piccante e lo si consuma preferibilmente “en escabeche” (in salamoia), essiccato al sole poi affumicato con legni particolari. È diventato famoso sotto aceto, sul Messicano “nacho” (cibo Messicano fatto con una tortilla farcita con formaggio, soia e salsa di peperoncino Jalapeño) e “hot dog”, sicuramente il peperoncino piccante americano per eccellenza. Nonostante sia Americano d'adozione, la sua origine è Messicana, precisamente dalla città di Jalapa, da cui prende il nome. Nello stato di Veracruz si coltivano circa cinquanta varietà di peperoncini

      Kayenna - (o Cajenna) Si coltiva in Louisiana, Messico, Asia e Africa. Deriva dall'antico Jalapeño. Si tratta di uno dei peperoncini più piccanti al mondo, dal colore verde o rosso-arancio dal profumo assolutamente particolare che si presta ottimamente per rendere piccanti i piatti della tradizione Africana e Caraibica

      New Mexico - Si coltiva nel Rio Grande Valley, Messico

      Jamaikan Hot - Si coltiva in Giamaica e in altre isole Caraibiche

      Scotch Bonnet - Si coltiva in Giamaica, Caraibi e Belice

      Prik Chee - Tipico della tradizione culinaria Tailandese, ha la dimensione di un dito ed è moderatamente piccante. Secondo il grado di maturazione può assumere un colore verde, giallo o rosso.

      Prik Kee Noo - Peperoncino Tailandese di piccola taglia ma contrariamente al Prik Chee, questo è molto piccante, può assumere colore rosso, verde o giallo-arancione, trova un largo uso in cucina, dai curry alle salse

      Pasilla - Peperoncino Messicano lungo e sottile dal colore marrone scuro, ha un inconfondibile gusto di liquirizia. Ridotto in salsa è ottimo per aromatizzare i piatti a base di frutti di mare ed il “ceviche”

      Poblano - Si coltiva a Puebla, Città del Messico e California, di colore verde scuro lungo circa 10 centimetri. Non viene mai consumato crudo, è eccellente grigliato al forno

      Serrano - Si coltiva in Messico e USA Sud Ovest, di colore verde vivo o rosso è una varietà molto piccante. Ha un gusto deciso ed è ottimo per insalate, marinate e salse.

      Wax - Si coltiva in Messico, California e USA Sud Ovest

      Rocotillo - Si coltiva in Sud America

      Thai - Si coltiva nel sud est Asiatico e California

      Peperone Dolce - Si coltiva nel Mediterraneo e in California. Non è piccante


      Un particolare accenno va fatto per la salsa più famosa a base di peperoncino: la salsa Tabasco. Per la sua preparazione si utilizzano solamente peperoncini provenienti dall'isola di Avery in Louisiana. I frutti vengono raccolti ben maturi poi macinati e quindi uniti al sale vengono macerati nell'aceto di frumento, il tutto lasciato maturare in botti di quercia. Il Tabasco ha un gusto piccante ed un aroma penetrante, viene consumato prevalentemente in gocce.
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      Per togliere la sensazione di piccante in bocca si deve assolutamente evitare di bere acqua, birra o vino: in questo modo si peggioreranno le cose. Mettersi invece sulla lingua un pizzico di sale poi mangiare del pane, in particolare la mollica. Nei ristoranti indiani viene servito dello yogurt proprio per attenuare gli effetti del peperoncino. In ambito medico, il peperoncino viene utilizzato in fitoterapia, è efficace soprattutto per alleviare i dolori muscolari e quelli derivanti dall'artrite, è inoltre un normalizzatore della pressione sanguigna, giova alla circolazione e al cuore.
      La capsicina, uno dei principi attivi del peperoncino, è contenuta nella placenta, un velo sottile attaccato nell'interno del frutto che sorregge i semi. Il peperoncino è ricco di vitamina C, che però viene persa durante il processo di essiccazione, possiede qualità antibiotiche e protegge inoltre da malattie intestinali come la salmonella. A quanto pare, oltre che per le loro qualità organolettiche, le spezie vengono utilizzate anche per sfruttare le loro qualità medicinali. Per riassumere, il peperoncino possiede qualità antibiotiche, antisclerotiche e anestetiche. Il grado di piccante varia sia in base alla qualità, sia in base al grado di maturazione, nonché dall'andamento stagionale: la siccità aumenta la concentrazione dell'alcaloide responsabile del gusto piccante.
      Alcuni sostengono che assumere spezie piccanti aiuti ad eliminare le calorie in eccesso; infatti chi mangia cibi piccanti eliminerebbe oltre 45 calorie in più rispetto a chi non ne fa uso. Le spezie piccanti, insomma, farebbero aumentare il metabolismo del 25%. Bisogna però chiarire che non è ancora certo quali siano le spezie “brucia calorie”. Il peperoncino sembra rientrare fra queste mentre lo zenzero non ne farebbe parte.
      I metodi migliori per conservare il peperoncino in modo che non perda le sue proprietà organolettiche sono sott'olio o secco, deve essere utilizzato appena raccolto, altrimenti il sapore si altera. Per ottenere un sapore piccante è consigliato seccare i peperoncini al sole e polverizzarli, pochi giorni dopo la raccolta. Per chi preferisce metterli in salamoia, si consiglia di coglierli senza togliere il picciolo ed i semi e scottarli in acqua e aceto bollenti per un minuto. Portare poi ad ebollizione in una pentola un litro d'acqua, toglierli dal fuoco ed aggiungere 250 gr. di sale da cucina, raffreddarli e sistemarli in un vaso di vetro.
      In cucina è meglio utilizzarlo intero in modo da poterlo individuare e toglierlo facilmente a fine cottura. Si tenga presente che il peperoncino più cuoce e più trasferisce il gusto piccante alle pietanze, quindi è preferibile aggiungerlo verso la fine nel caso in cui non si desideri un gusto molto piccante.
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      Ci sono diversi modi per la conservazione:




      Seccare i chilli
      La forma più semplice e tradizionale della conservazione è farli seccare. I peperoncini vanno legati con una corda a forma di treccia o corona ed appesi in un luogo secco, all'ombra e ben areato.
      Appena seccati, conviene metterli in un contenitore chiuso ermeticamente, così che l'aroma rimane intatto a lungo.
      Il metodo appena descritto funziona solo con peperoncini che hanno la buccia fine, tipo la Cayenne.
      Peperoncini carnosi come per esempio gli Jalapeno o i Rocoto si muffirebbero. Infatti questo tipo di Chilli si seccano in speciali deidratatori o anche, più semplicemente nel forno acceso a temperatura bassa e leggermente aperto.
      I semi dei peperoncini così seccati ovviamente non sono più riproduttivi.



      Surgelare i Chilli
      E' semplice surgelare i chilli.Quelli più piccoli si lavano, si asciugano e si mettono così come sono nei contenitori appropriati nel congelatore.
      I chilli più grandi però conviene spellarli prima di surgelarli a monoporzioni.
      Per avere un risultato migliore consiglio di bruciare la pelle con una fiamma a gas e poi tenerli chiusi in una busta di plastica per 1/2 ora circa.Con questo metodo si spellano facilmente.In più, la fiamma scioglie gli zuccheri contenuti nel frutto caramellizzandoli e rendendo il peperoncino o peperone più gustoso



      Conservare i Chilli sott'aceto

      Un buon metodo per avere Chillis per tutto l'anno è di conservarli sott'aceto
      Per questa procedura è necessario attenersi alle seguente regole :

      1) sterilizzare i vasi coi coperchi per 10-15 minuti in acqua bollente.
      2)usare sale di mare che è privo di additivi
      3)usare aceto di vino con un grado di acidità di 5°-6°.L'aceto di frutta come quello di mele sarà anche più buono però altera il colore dei Chilli.
      4)bollire la soluzione di aceto solo per un breve tempo altrimenti perde l'acidità necessaria alla conservazione.
      5)bucare i Chilli così che la soluzione conservante può penetrare meglio.
      6)dopo aver riempito i vasi, accertarsi che non ci siano bolle d'aria.Rimuoverle eventualmente spingendo con un coltellino.
      7)pastorizzare i vasi chiusi per 15 minuti in acqua bollente.



      Conservare i chilli sott' alcool
      Molto più facile è la conservazione sott'alcool. I Chilli vanno lavati ed asciugati accuratamente.
      Dopo averli bucati vanno posti nel vaso o nella bottiglia nella quale si versa dopo il liquore.
      Suggerisco liquori con poco sapore proprio o in ogni caso incolori.Secondo me si prestano Vodka, Gin, Tequila, Rhum e Grappa.
      Questi liquori saranno ottimi digestivi. Inoltre si prestano per creazioni nuove di cocktails.



      Affumicare i Chilli
      Una forma affascinante, già praticata da millenni in America però non molto comune in Italia della conservazione è l'affumicare dei Chilli.
      In Messico si affumicano con successo adoperando legno di mesquite gli Jalapeno.
      Il risultato, dopo giorni di affumicatura, si chiama Chilpotle , o Chipotle.
      Gli Jalapeno affumicati, appunto i Chipotle, si presentano duri,secchi, di color marroncino.
      Chi li conosce sà apprezzare il loro aroma particolare nonostante l'aspetto poco appetibile.
      I Chipotles sono un ingrediente quasi indispensabile per le salse "barbecue".



      Creazione di salse piccanti
      Stravagante e particolare è la creazione della propria "Hotsauce".
      Per la conservazione valgono le stesse direttive come per i Chilli sott'aceto.



      La conservazione sott'olio
      Sopratutto qui in Italia si stravede per la conservazione sott'olio. Bisogna annotare xò che il peperoncino o peperone già di natura è poco acido e di conseguenza predisposto all'attacco del batterio BOTULINUS, se immerso in olio. Il Botulinus è assolutamente mortale, lascio dunque a ciascuno di voi la valutazione del rischio.
      Per lo stesso motivo anche l'olio piccante dovrebbe essere prodotto col peperoncino secco e mai col peperoncino fresco.

      A meno che ovviate al problema con la mia Ricetta dell'Olio Piccante con Peperoncini Freschi
    8. L'avatar di Ernie

      • ANCHO: Messicano, a forma di cuore, lungo circa 12 cm. dal sapore dolce. Quando è ancora verde viene chiamato Poblano e viene usato fresco.
      • AKE LOTA PEPPER - AKASHI LANKA: Due peperoncini indiani. Quest'ultimo dal nome simpatico "che guarda il sole" come l'omonimo messicano mirasol.
      • BERBERE': Prodotto da diverse qualità di peperoncino, tutte assai vivaci, è principe nelle regioni dell'Eritrea e dell'Etiopia.
      • BIG JIM: Prodotto nel Nuovo Messico per l'esportazione U.S.A.
      • BIRD PEPPER: Della Florida.
      • CAJENNA: Molto piccante, deriva dall'antico Jalapeno. è, per gli europei, il peperoncino per antonomasia.
      • CHACOENSE: Originario della Bolivia, con l'ulupica padre e madre di tutti i peperoncini del mondo. CRASNJ PEREZ: E' il nome russo del peperoncino.
      • CHILE O CHILI: E uno dei tanti nomi del peperoncino e deriva dalla denominazione che gli antichi atzechi davano allo stesso; chili.
      • Per chili i messicani intendono una polvere di peperoncino mescolata con farina di mais, cumino, cipolla, origano, aglio e pepe nero.
      • CILIEGIA: E rotondo con un diametro di due, tre cm. Molto piccante, è proprio delle Antille.
      • COLOMBO: Come il Chili messicano è una composizione a base di peperoncino ma con l'aggiunta di polvere di amido di riso, coriandolo, mostarda, curcuma polvere essiccata di mango.
      • Si usa nei Caraibi.
      • DATIL PEPPER: Peperoncino della Florida.
      • FELFEL AHMAR: Tipo Caienna, è il pepeironcino per antonomasia dei paesi del Nord-Africa. GUATJILLO: Uno dei tanti peperoncini messicani che non passano inosservati sulla lingua. HABANERO: È l'antico peperoncini dei Maya dello Yucatan ed ancora preferito dai loro diseredati discendenti (in antitesi polemica con gli ultimi arrivati ghe preferiscono lo jalapeno). Di colore verde scuro, rotondeggiante, lungo 5-6 cm, sì può considerare il più piccante del mondo e, stranamente, il più profumato.
      • HARISSA: Peperoncini di cajenna ammollati in acqua e quindi pestati con il sale.Conservati con olio di oliva e aglio.Serve per preparare il famoso couscous dei popoli africani che si affacciano sul Mediterraneo.
      • HONKA: È il nome giapponese del peperoncino. (Anche togarashi).
      • HONTAKA O IIONKA: È un peperoncino giapponese rosso-arancio lungo 5 cm. Molto vivace.
      • INDIANISHER PFEFER: È il nome tedesco del peperoncino. (Oppure spanisher pfeffer, beisbceren). JALAPENO: È il classico peperoncino messicano dal colore verde lungo 7 cm e la punta molto arrotondata. Essiccato al sole e affumicato con legna particolare prende l'antico nome azteco di chipotie.
      • È moderatamente piccante ed il più esportato negli USA.
      • LAAL MIRCH: È il nome indiano del peperoncino.
      • LAJUAU: È il nome cinese dei peperoncino.
      • MALAGUETA: È un piccolo frutto che si trova in Brasile e nella Guinea. In Europa è conosciuto come pepe della Giamaica.
      • MIRASOL: Messicano, a forma di cornetto, al contrario dei suoi simili, guarda verso l'alto, verso il sole, come l'indiano akashi lanka.
      • MIRCHA: È il nome indiano del peperoncino.
      • MULATO: Dal Messico, rosso scuro, quasi nero di forma rettangolare, largo 8 cm, lungo 10. È poco piccante ma in compenso più profumato dei suoi colleghi. È una varietà del poblano.
      • NUMEX: Dal nuovo Messico, è coltivato in larga scala.
      • PAJARITO: Della Colombia.
      • PAPRIKA: E il celeberrimo peperoncino ungherese. A seconda che si siano lavati o tolti i semi e la parte placentare si produce la paprika dolce, mezzo dolce, rosa che è la più forte.
      • PASILLA: E l'ennesimo peperoncino messicano di forma allungata, assai piccante. I suoi resti archeologici risalgono a 5000 anni fa.
      • PICKEENU: E il peperoncino verde della Tailandia dove se ne consuma una enorme quantità, la più alta procapite nel mondo. E' molto piccante.
      • PIMENTON: Il peperoncino spagnolo macinato. (anche pimiento, guedillas).
      • PILLIPILLI: È un peperoncino delle isole di Capo Verde che viene usato anche in Portogallo mescolato a olio, aceto, cipolla, aglio e whisky.
      • PIMIENTO: Non molto piccante è una varietà coltivata negli Stati Uniti.
      • PIQUIN: Piccolo peperoncino del Perù, come tutti i piccoletti vivacissimo.
      • POBLANO: Messicani, piuttosto grandi, dalla forma allungata, verdi o rossi più o meno piccanti.
      • Vengono usati freschi. Secchi o affumicati cambiano nome in acho o mulato.
      • POIVRE DEL L'INDIE: È il nome francese del peperoncino, (è anche chiamato piment, poivre long). PULFUL: E il nome arabo del peperoncino.
      • RED PEPPER: E il nome inglese del peperoncino, (oppure spanish pepper, pod pepper).
      • ROCOTILLO: Sudamericano, assomiglia ad un piccolo pomodoro.
      • ROTOCO o LOCOTO: Della Bolivia e del Perù, èsimile ad una ciliegia e cresce sulle Ande a grandi altitudini.
      • SAMBAL: E una salsa indiana con polvere di peperoncino, latte di cocco, cipolla e aglio.
      • SANDIA: Dal nuovo Messico.
      • SANTAKA: Piccantissimo giapponese.
      • SCOTCH BONNET: Dalla Giamaica, è un parente stretto del micidiale habanero messicano SERRANO: Semiselvatico, ha la caratteristica dei frutti che crescono verso l'alto.
      • TABASCO: Peperoncino diffusissimo per le sue coltivazioni che dà il nome alla celeberrima salsa. TIAJN: Peperoncino cinese.
      • ULUPICA: Si trova allo stato selvaggio ed èconsiderato l'antenato di tutta la progenie con il chacoense. Non lo trovate nei negozi ma sulle montagne della Bolivia con un po' di fortuna.
      • XCATIC: Allo stato selvatico nello Yucatan, oggi coltivato.
      • KUMATAKA: Piccantissimo giapponese


      Come è conosciuto in Italia

      • Liguria: Peviuncin russu.
      • Lombardia: Peverone.
      • Piemonte: Peuvreun.
      • Emilia: Pevrun, Piviron.
      • Toscana: Zenzero, Pepe rosso, Pepe d'India.
      • Abruzzo: Pipidigno, Lazzaretto, Cazzariello Saittì, Pepentò Piccante.
      • Molise: Diavulillo.
      • Campania: Peparuolo.
      • Puglia: Peperussi, Pipazzu, Pipariellu, Diavulicchio, Zenzero.
      • Sardegna: Pibiri moriscu.
      • Sicilia: Piparieddu, Pipi russu
      • Basilica: Diavulicchio, Francisello, Cerasella, Pupon, Zafarano, Mericanilì, Mecarillo.
      • Calabria: Pipi infernali, Pipi bruciante Canearedu, Spezzuzzu, Pipazzu, Pipi sfuscente, Pipariellu.

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