Polpette di amaranto e verdure
L’amaranto è una pianta che conta diverse specie, originaria dell’America centrale, dove era coltiva già dalle civiltà precolombiane. Il genere Amaranthus comprende circa 60 specie, ma solo 3 sono ritenute buone produttrici di semi: il Caudatus, il Cruentus e l'hypochondriacus.[1] La sua diffusione nel mondo è varia: se ne ritrovano tracce in Europa (dal ‘700, usato come pianta ornamentale), in Africa (dall’800, coltivato come ortaggio) ed in Asia (dall’800, come cereale), anche se in questi luoghi esso non raggiunse mai l’importanza che aveva nei paesi d’origine. La riscoperta del seme avvene al grande pubblico nel 1975, grazie alla pubblicazione di un libro di botanica a cura della National Academy of Sciences americana in cui venivano descritte le caratteristiche nutritive di diverse piante da tempo dimenticate tra cui, appunto, l'amaranto.[2] Attualmente, l’amaranto viene coltivato a scopo commerciale in Messico, SudAmerica, Stati Uniti, Cina, Polonia ed Austria.[1] Si pensa che esistesse anche una varietà già conosciuta dai popoli Greci, nella cui mitologia si narrava che le Dee amassero essere festeggiate dagli umani con ghirlande di amaranto, per ottenere così la loro protezione e benevolenza. Ugualmente si pensa che i romani attribuissero all'amaranto il potere di tenere lontana l'invidia e la sventura. Poiché dal punto di vista botanico l’amaranto in Europa arrivò molto dopo, è probabile che con la parola "amaranto" gli antichi greci indicassero una pianta simile al crisantemo, fiore che veniva usato soprattutto nei riti funebri proprio per attrarre la benevolenza degli Dei per il defunto e per i vivi. Una pianta simile al crisantemo era già stata osservata da Plinio il Vecchio che lo descrisse nella sua Naturalis historia, come un fiore che aveva la peculiarità di “non morire mai”: raccolto per l’essicazione, riprendeva vita appena a contatto dell’acqua, anche se i fiori erano ormai diventati appassiti. Per questi motivi la pianta rappresentava sia la permanenza dei ricordi nel tempo, sia i sentimenti duraturi ed era così usata per riti funebri o propiziatori[3]
Nei suoi territori d'origine, era definito dagli Aztechi come “il misterioso grano” o “il grano degli Dei”; i semi erano conosciuti per le alte qualità nutrizionali ed energetiche ma altrettanto se non maggiormente importante era l’uso che se ne faceva nei rituali religiosi. Anche i Maya lo usavano come nutrimento mentre gli Incas lo definivano “kiwicha” (piccolo gigante) e ne apprezzavano principalmente il suo potere curativo.
LO SI TROVA NEI NEGOZI NATURASI E NEGOZI BIO
INGREDIENTI X 3 PERSONE
100 GR. AMARANTO
300 GR. ACQUA
UNA PATATA LESSA
UN PIZZICO DI ZAFFERANO
SALE
UNA CAROTA
MEZZO PORRO
1 UOVO
50GR DI PARMIGGIANO
PANE GRATTUGGIATO
SEMI DI SESAMO
TIMO
LAVARE L'AMARANTO (ATTENZIONE AL COLINO DEVE ESSERE CON MAGLIE FINISSIME ALTRIMENTI SCAPPERA' TUTTO)
MTTERLO A BOLLIRE IN UNA PENTOLA CON L'ACQUA FREDDA E UN PIZZICO DI ZAFFERANO , CUOCERE PER 30/35 MINUTI
DEVE ASSORBIRE TUTTA L'ACQUA ,ATTENZIONE CHE NON ATTACCHI , SPEGNERE L FUOCO E LASCIARLO RIPOSARE 10 MINUTI
A PARTE FATE SALTARE IN UNA PENTOLA CON UN FILO DI OLIO IL PORRO TAGLIATO SOTTILE E LA CAROTA TAGLIATA A JULIENNE, METTETE TUTTO IN UNA CIOTOLA E LASCIATE RAFFREDARE, AGGIUNGERE LA PATATA LESSA SCHIACCIATA IL PARMIGGIANO, L'UOVO, IL SALE IL PANE GRATTUGGIATO FINO AD OTTENERE LA CONSISTENZA PREFERITA , AGGIUNGERE UN PO' DI TIMO SECCO .
FARE DELLE POLPETTINE (ALL'INTERNO POTETE METTERCI UN PEZZETTO DI EMMENTAL O DI PROVOLONE) , SPOLVERATELE CON SEMI DI SESAMO
E CUOCETELE IN UNA PENTOLA ANTIADENTE CON UN FILO DI OLIO
ECCO LA FOTO SONO GUSTOSE E MOLTO PROTEICHE
IO LE HO ACCOMPAGNATE CON DELLE FETTE DI ZUCCA SPRUZZATE DI SALE E OLIO , COTTE AL FORNO CIRCA 30 MINUTI


