Eccomi qua, cari cookini; come promesso apro una discussione apposita sulla presunta tradizione di pizza in teglia.
Premetto che è circa un anno e mezzo che ho preso la fissa della pizza e che in questo tempo l'ho fatta tantissime volte: mai meno di una volta alla settimana, con punte di quattro volte, anche a giorni consecutivi.
In quest'anno e mezzo le ho provate tutte: l'impasto classico napoletano (che avevo studiato ben bene) cotto in teglia nel forno elettrico non mi soddisfaceva e, allora, ho sperimentato tutte le papocchie di questo mondo (latte, patata bollita, olio, perfino birra, burro e yogurt: fortunatamente non ho avuto il tempo di sperimentare i fiocchi e la fecola di patate, perché ho trovato prima la mia strada). L'unica costante erano le quantità bassissime di lievito, ma per il resto variava tutto... Finché, un giorno, non ho scoperto la meravigliosa pizza in teglia di Maruzzella, e dopo un po' mi sono deciso a provarla (all'inizio mi faceva paura quel livello di idratazione). Tale pizza è diventata la mia preferita (mi sveglio apposta alle sei-sette del mattino per prepararla!), anche se continuo a sperimentare, solitamente partendo da essa (di qui la ricetta con semola rimacinata... ma lungi da me sostenere che sia tradizionale), perché purtroppo a mia madre, che non ha una grande cultura di pizza tradizionale napoletana, la pizza piace più asciutta, colorita e con la crosticina intorno (non proprio croccante... ma diciamo croccante fuori e morbida dentro), effetto che non riesco a ottenere con l'impasto di Maruzzella, che ovviamente ha tutt'altro intento (e modificandolo con la semola rimacinata sono riuscito a fare fesso mia madre! Eh eh).
Tanto premesso, sto cercando di capire, per mia curiosità personale, se esiste davvero una tradizione certa di pizza in teglia in Campania, così come esiste la tradizionale pizza napoletana (quella che si fa al suolo nel forno a legna e che è codificata da diversi standard, in ultimo il disciplinare STG). Comincio a pensare, visto che Maruzzella si accanisce tanto, che tale tradizione esista, ma io non riesco a rinvenirla nei fatti perché, quantomeno qui nell'afragolese nonché a Napoli, le pizzerie non fanno pizza in teglia, che invece si trova perlopiù nei panifici e nelle rosticcerie, e che è molto diversa tra un esercizio e un altro. Di solito è comunque sempre piuttosto pesantuccia: non si piega a libretto (o a portafoglio) come invece quella di Maruzzella (e come ovviamente anche la verace pizza napoletana) e non ha un'alveolatura irregolare e ariosa. Inoltre è piuttosto altina. Molti panifici ci mettono lo strutto (sugna). Qui dietro casa mia un po' di tempo fa aveva aperto (ora mi pare non ci sia più) una sedicente «pizzeria casareccia» che faceva pizza in teglia che odorava di strutto a chilometri di distanza.
Allora, lo scopo di questo thread è raccogliere testimonianze: se siete campani o dell'alta Terra di Lavoro (che oggi fa parte del Lazio ma, per appartenenza alle Due Sicilie, è storicamente legata alla Campania: mi riferisco alla zona di Gaeta e Formia sulla costa e di Cassino e Sora nell'entroterra) ditemi in casa vostra se e come si faceva la pizza in teglia, e se ci sono pizzerie che la fanno, e vediamo se riusciamo a ricostruire una vera e propria tradizione condivisa.
Fermo restando, naturalmente, che la pizza di Maruzzella è assolutamente eccellente e che, anche se lei se ne è convinta, non ho mai sostenuto il contrario.

Rispondi Citando
, ma non credo....
) con zucchine e le cime della pianta delle zucchine (usava la parte più tenera delle foglie, che qui ha un nome particolare che non ricordo) stufate.
!!!!
)...


