Desidero farvi conoscere la capponadda, piatto antico dei ns. pescatori.
(quanto sotto descritto deriva da una breve ricerca storica e dalle conoscenze di mia Moglie e mie)
Ingredienti per 2 Persone:
2 Gallette genovesi
Gr. 160 di tonno conservato
2 Pomodori maturi
6 Acciughe salate
15 Olive Taggiasche
2 Uova sode
1 Cucchiaio di Capperi
1 Spicchio piccolo di Aglio
1 pizzico di Origano
1 pizzico di trito di Prezzemolo
Olio extravergine ligure q.b.
Sale q.b.
La ricetta della Capponada come la interpretiamo noi:
Spezzettare le gallette e inumidirle con acqua in modo che si ammorbidiscano; metterle in una ciotola e aggiungere:
i pomodori tagliati a pezzettini, le acciughe sfilettate e divise ciascuna in 4 parti, il tonno sminuzzato, i capperi, le olive e lo spicchio di aglio tritato finemente.
Condire con olio d’oliva ligure, sale, un pizzico di prezzemolo e un po’ di origano.
Disporre il tutto in un piatto di portata avendo cura di mettere in bella mostra le uova tagliate a spicchi e alcune fettine grandi di pomodoro.
Storia e Leggenda
La Capponada nel panorama della Gastronomia Genovese deve essere collocata tra i piatti di estrazione marinaresca. E’ fondamentalmente un’insalata, un’insieme cioè di diversi ingredienti, che lega prodotti di mare con quelli di terra. L’abbinamento terra-mare rappresenta in Liguria insieme ai ravioli, ai “ripieni”e alle torte di verdure uno degli elementi caratterizzanti della nostra “cucina povera”.
Nella ricetta che ho proposto utilizzo il tonno conservato ma storicamente i nostri pescatori la preparavano con il “musciamme” (filetto di Delfino - oggi giustamente proibito).
I Marinai Genovesi consumavano questo piatto che, non avendo alcuna necessità di cottura, potevano prepararsi facilmente sulle barche durante i lunghi periodi di pesca.
A Carloforte in Sardegna, famosa per le proprie tonnare, preparavano e preparano ancora adesso la Capponadda utilizzando il “musciamme” di Tonno ottenuto lavorando la “ventresca” che è una delle sue parti più pregiate.
Desidero ricordare che a Carloforte parlano il dialetto Genovese e hanno mantenuto tradizioni Liguri a causa di un antichissimo legame storico-culturale con Pegli (allora piccolo “Borgo” di esperti pescatori oggi inglobato nel Comune di Genova).
La seguente descrizione è stata tratta dal sito web “www.carloforte.net”:
“Mille Liguri nell'ottobre del 1541, al seguito dei Lomellini, Signori di Pegli (Genova), approdarono a Tabarka, isola della Tunisia, per dedicarsi alla pesca del corallo. All'inizio del '700, per le ripetute incursioni dei pirati barbareschi e per l'impoverimento dei banchi coralliferi, i Tabarkini accettarono l'invito di Carlo Emanuele III di Savoia, re del regno Sardo Piemontese, e si trasferirono nell'isola di S.Pietro allora disabitata; fondarono quindi la città di Carloforte in onore del sovrano.
Nell'isola di S.Pietro essi proseguirono le attività di sempre dedicandosi alla pesca del tonno e del corallo e alla produzione di sale”.
Suggerimento:
A chi in estate vuole godersi il mare senza la preoccupazione del pranzo del mezzogiorno suggerisco di preparare la mattina prima di recarsi in spiaggia questo piatto semplicissimo e gustosissimo che può essere conservato a temperatura ambiente.
Francesco


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