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  1. #41
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    TROTE ALL'ISEANA
    Idee per la Cucina Regionale 3

    non conosco la storia, spero vada bene lo stesso

    Ingredienti:

    ( per 4 persone ) 50 gr.di burro morbido, 500 gr.di acqua, 3 patate medie, 10 foglie di alloro, 10 foglie di salvia, 2 trote medie, sale q.b.

    Per il ripieno: 40 gr.di parmigiano, 1/2 spicchio di aglio, 40 gr.di pane secco, qualche foglia di prezzemolo, noce moscata, acqua sale e pepe q.b.


    Preparazione:

    Inserire nel boccale tutti gli ingredienti per il ripieno: 15 sec.vel.8.




    Disporre nella pancia di ogni trota (ben lavata e asciugata) qualche fiocchetto di burro, il ripieno appena preparato e richiuderle bene. Inserire nel boccale acqua e sale: 10 min.100°C vel.1. Nel frattempo disporre nel Varoma le patate tagliate a fette; nel vassoio adagiare le trote e ricoprirle con le foglie di alloro, la salvia e il ripieno avanzato.



    Posizionare il Varoma sul coperchio e cuocere: 25 min.temp.Varoma vel.4. Controllare che il ripieno non sia troppo asciutto, nel qual caso bagnarlo con un poco dell'acqua di cottura. Disporre le trote in un vassoio contornate dalle patate e servirle ben calde.



    blog di annalisa
    Sapere che c'e' qualcuno, da qualche parte, dal quale ti senti compreso malgrado le distanze o i pensieri inespressi, fa di questa terra un giardino.(anonimo)

  2. #42
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    wow.........le trote del lago d'Iseo.... .......pescate fresche e personalmente con la tua barchetta a remi.. ..naturalmente!!!

    A friend is one of the nicest things you can have, and one of the best things you can be. ~Douglas Pagels

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da oztralia
    wow.........le trote del lago d'Iseo.... .......pescate fresche e personalmente con la tua barchetta a remi.. ..naturalmente!!!
    certamente si dan... ..la prossima volta viene con me a pescare??????
    blog di annalisa
    Sapere che c'e' qualcuno, da qualche parte, dal quale ti senti compreso malgrado le distanze o i pensieri inespressi, fa di questa terra un giardino.(anonimo)

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da mauranna
    certamente si dan... ..la prossima volta viene con me a pescare??????
    solo se posso remare IO!!!!

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  5. #45

    Thumbs up risotto

    al salto:
    questo risotto viene utilizzato cm recupero degli avanzi dell'antico risotto alla milanese,fatto con zafferano....
    la versione k propongo è farcita,elaborata da un grande chef e k io ho trovato su di un giornale d cucina....

    eccola x voi....
    fare soffriggere la cipolla cn del burro


    mettervi il riso e farlo tostare


    cuocere con il brodo fino a metà cottura e ,con l'ultima parte d brodo, aggiungere lo zafferano


    mantecare con burro e parmigiano,e aprirlo su di un piatto x sgranare bene i chicchi


    ungere una padella cn un poco d burro


    mettervi metà dose d riso e cuocere fino a che nn formi uno strato "tipo frittata"


    guarnire cn scamorza


    e prosciutto,e "chiudere cn il restante riso


    cuocere fino e che nn formi una crosticina da un lato e rigirare cm fosse una frittata



    e cuocere allo stesso modo dall'altro lato....

    completata la cottura impiattare


    ed ecco l'interno





    da vicino....


    è sparito in tempo record.... molto buono,e ottimo x riciclare gli avanzi!!!!!!
    Ultima modifica di Luca; 01-05-2006 alle 23:33

  6. #46
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    Cool

    Citazione Originariamente Scritto da lella
    scusa Nemo..............

    non per fare polemica...........per carità, lungi da me, ma dalle mie fonti............

    si dice che il nome del "riso alla pilota" si creda erroneamente derivi dagli operai addetti alla "pilatura" del riso, ma invece è la ricetta che si preparava personalmente un notissimo "pilota mantovano" tra una corsa e l'altra.............fonte "la Lombardia a tavola" Meravigli Editrice............

    quale sarà la verità?..................
    ciao lella
    ....mia cara Lella, anche la tua ipotesi è plausibile, magari qualche Mantovano pù darci la dritta sicura sul nome!!
    ...NEMO propheta in patria !!

  7. #47
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    Torta Elvezia

    La torta Elvezia è considerato uno dei più deliziosi dolci mantovani.
    Pur essendo una torta assolutamente di Mantova, non è un dolce tradizionale. E' una torta di pasticceria inventata da pasticceri svizzeri grigioni (pare la famiglia Putscher) che avevano aperto i loro negozi a Mantova alla fine del 1700 e avevano voluto dedicare questo dolce, che unisce le tradizioni della terra d'origine con quella di elezione, alla loro nazione, da qui il nome Elvezia o Helvetia.
    Questa torta è farcita con zabaione di cui i mantovani rivendicano la paternità in quanto la più antica ricetta conosciuta è quella del cuoco di corte dei Gonzaga.

    INGREDIENTI:

    Per la pasta:

    250 gr. di ALBUMI,
    SALE,
    500 gr. di Farina di MANDORLE,
    500 gr. di ZUCCHERO A VELO.
    Io ho fatto metà dose e ho ridotto la quantità di zucchero a 350 gr. e aumentato quella della farina di mandorle a 650 gr.

    Per lo ZABAIONE:

    2 TUORLI,
    2 cucchiai di ZUCCHERO,
    4 mezzi gusci di VINO BIANCO AROMATICO.

    Per la CREMA AL BURRO:

    200 gr. di BURRO a temperatura ambiente,
    200 gr. di ZUCCHERO A VELO,
    3 cucchiai di CACAO AMARO,
    poco LATTE.

    Per GUARNIRE:

    MANDORLE A LAMELLE,
    CACAO.




    Fare lo Zabaione:
    Montare con le fruste i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema bianca. Aggiungere il vino e mescolare,



    Mettere in un contenitore a bagnomaria e mescolare con una frusta finchè il composto diventa gonfio e sprigiona un profumo intenso (attenzione a non farlo mai bollire altrimenti impazzisce).
    Metterlo da parte a raffreddare.



    Fare la pasta:
    Tritare finemente le mandorle (nel caso non si abbia già la farina pronta),



    Montare a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale,



    aggiungere lo zucchero a velo e mescolare delicatamente per non smontare il composto,



    aggiungere la farina di mandorle e incorporarla con delicatezza per non afflosciare troppo gli albumi,



    inserire un terzo del composto ottenuto in una sacca da pasticceria con la bocchetta fine e formare una spirale stretta su un foglio di carta oleata (io ho usato il foglio di silicone).
    Fare la stessa cosa con gli altri 2/3 di impasto in modo da ottenere tre dischi dello stesso diametro. Infornare a 160° per circa 12-15 minuti. I dischi sono cotti quando cominciano a prendere un leggerissimo colore.
    Far raffreddare bene.



    Fare la crema al burro:
    Mettere in un contenitore il burro morbido, aggiungere lo zucchero ed il cacao



    montare fino alla consistenza "a pomata" con le fruste aggiungendo il latte necessario.



    Riprendere il primo disco della torta e spalmarlo con lo zabaione,



    sovrapporre il secondo disco e spalmarlo con la crema al burro,



    finire con il terzo disco che si lascia senza crema per far vedere il disegno della spirale.
    Spalmare dell'altra crema al burro sul bordo del dolce e farvi aderire delle mandorle a lamelle.
    Decorare il piatto da portata con poco cacao fatto scendere da un setaccino o con altro a piacere.
    A me sarebbe piaciuto usare un "ciuffo" di zabaione ma l'avevo messo tutto nella torta!



    Questa è la fetta della torta.



    Conclusioni:
    Il procedimento è articolato ma assolutamente non difficile e nemmeno molto lungo.
    Ne risulta un dolce buonissimo, morbido e profumato. Lo zabaione dà un gusto eccezionale che caratterizza la torta, tanto che la prossima volta ne farei un po' di più (userei tre tuorli invece che due). Secondo me è vincente l'aver ridotto lo zucchero e aumentato la farina di mandorle in quanto è risultato della giusta dolcezza (più dolce per me sarebbe risultato "stucchevole" ). Nonostante abbia fatto metà dose è venuta una torta di 22 cm. che è stata prontamente approvata e divorata dalle "locuste" di casa.
    Esperimento riuscitissimo.

    fedia

  8. #48
    MagicaDea Guest
    ragazzi che belle ricetta.. uff io non ho proprio avuto tempo...

  9. #49
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    Dimenticavo: a proposito della torta Elvezia alcune ricette prevedono di usare per la farcia anche panna montata con gocce di cioccolato fondente ma a me pareva già abbastanza ricca così.

    fedia

  10. #50
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    Talking Gnocchi verdi al gongorzola.

    Eccomi qua,la ricetta è di origine cremasca,zona di produzione del gongorzola,
    in cui si concentrano la maggior parte dei caseifici dove viene prodotto questo formaggio.
    Il gongorzola vien ricavato da latte vaccino,è a pasta molle e bianca e la marezzatura di muffa è ottenuta in modo del tutto naturale,forando ripetutamente le forme e consentendo all'aria di penetrar liberamente.
    Qui si usa un gongorzola dolce con 4-5 mesi di stagionatura e l'accostamento agli spinaci dà origine ad un piatto veramente "goloso".

    Per 3 buone forchette lessate 700 gr di patate e fate bollire in acqua salata 250 gr di spinaci.





    Passate le patate e poi dopo averli ben strizzati unite gli spinaci,prima tritati e poi passati allo staccio(e ci vuol na santa pazienza.................. )



    Fatto questo,passate allo staccio 150 gr di gongorzola e unite all'impasto di patate e spinaci.



    Aggiungete due uova,amalgamate il tutto,aggiustate di sale e date una grattatina di noce moscata.





    Quando il composto si è ben amalgamato unite la farina(non chiedetemi quanta dipende dalle patate e da quanto bene siete riusciti a strizzar gli spinaci)fino ad ottener una pasta lavorabile.



    Da cui ricaveremo i classici gnocchi,da passar sui rebbi di una forchetta.



    Lessateli e appena salgono a galla passateli in un'ampia padella per condirli con abbondante burro fuso e parmigiano,se vi aggrada potete unire ancora noce moscata.



    Servite ben caldi.



    Buon appetito

    ropa55
    ropablog.


    E mò passiamo a cose serie e mettiamoci ai fornelli.

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