Vi presento un nuovo tipo di pasta che una cookina, conoscendo la mia passione per la pasta fatta in casa, ha gentilmente scovato per me nel web!!!!
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Qualche cenno storico
Si tratta di una tipologia di pasta tipica del Montefeltro, che ha come centro di produzione il comune di Urbania. Una pasta di antiche origini che sta sopravvivendo soprattutto a livello famigliare e in pochi luoghi di ristorazione e che fa parte di quel patrimonio gastronomico in via d’estinzione. Senz’altro da provare anche se disponibile prevalentemente nei mesi invernali.Una ricetta antica
Le lumachelle dette anche ......delle monache fanno parte della famiglia delle paste alla cui base, oltre che la farina e le uova, ci sono anche il formaggio e le spezie.
Antenati illustri li ritroviamo già in epoca antica, in particolare negli scritti di Ateneo del II secolo d. C. e in quelli del noto Apicio, vissuto nel V secolo d. C. I riferimenti sono però molto scarsi e si parla in generale di un impasto al quale viene aggiunto del formaggio e delle spezie per insaporire.
Nel XVII secolo, invece, il marchigiano Antonio Latini, autore de “Lo scalco alla moderna, o vero l’arte di ben disporre i conviti” riporta la ricetta di un tipo di maccheroni fatti con formaggio, zucchero e cannella.
Una pasta dolce che, per la presenza del formaggio può essere ricondotta tra i precedenti delle nostre lumachelle; non stupisca la presenza dello zucchero: è un retaggio rinascimentale, quando gli abbinamenti tra dolce e salato erano all’ordine del giorno.
La ricetta tradizionale vuole che la preparazione si faccia con farina di grano tenero, da impastare con le uova, la caciotta stagionata grattugiata, la cannella polverizzata e la buccia di limone anch’essa grattugiata finemente.
Gli ingredienti vanno lavorati a lungo fino a raggiungere un composto di media durezza.
A questo punto si stende la pasta con il mattarello, ottenendo una sfoglia spessa qualche millimetro, circa il doppio di quella per le tagliatelle. Si fanno quindi strisce sottili e larghe al massimo un centimetro, che vanno arrotolate ad un bastoncino (solitamente si usava il giunco) e si fanno ‘rotolare’ chiudendo poi il piccolo cilindro con una leggera pressione.
Formati pìù maccheroni sullo stesso bastoncino, li si passa su un pettine di legno per “rigarli”: questa operazione è fondamentale per fare trattenere al meglio il condimento.
Una volta terminata questa operazione sfilano i maccheroni e si fanno asciugare.
Il loro utilizzo
Le lumachelle sono un pasta ricca, un tempo appannaggio della classe abbiente e destinati alle feste. La tradizione vuole che si debbano consumare nel periodo natalizio ma nulla toglie che si possano mangiare anche durante il resto dell’anno. Un tempo erano le monache a farle per le famiglie più benestanti, da cui appunto il nome. E, trattandosi di pasta golosa, altrettanto golosi devono essere i condimenti.Ed ora veniamo a come le ho fatte io
Ottime in un saporito brodo di gallina o ancor meglio di cappone, fumante e generoso, magari arricchito da una sgrattugiata di formaggio.
Deliziosi anche asciutti, conditi da un buon sugo di carne, anche impreziosito con salsiccia. Stupendi con un semplice ragù di rigaglie. La tradizione vuole come condimento – ma non è sempre facile poterlo fare- il sugo di rigaglie d’oca.
Altre notizie.........
A Urbania raccontano che questo piatto si preparava già dai tempi in cui la corte ducale di Urbino frequentava l'antica Castel Durante, dove possedeva il Barco o parco ducale, località di caccia di cui resta intatta la grande villa iniziata per volere di Federico II da Francesco di Giorgio Martini. Raccontano ancora che il piatto sia uscito dalla cerchia della servitù ducale e si sia poi diffuso a Urbania, Urbino, Sassocorvaro e zone limitrofe.
Era chiaramente un piatto delle grandi occasioni.
Oggi la preparazione della pasta viene fatta esclusivamente presso alcuni conventi di suore della zona. La ricetta che segue è stata raccolta presso il monastero delle Benedettine di S. Maria Maddalena di Urbania.
La pasta si prepara in due versioni: a cerchietti più piccoli che si cuociono in brodo di carne arricchito con i "grisilli" (fegato e maghetto di pollo), una minestra delicatissima molto indicata per gli ammalati e a cerchietti più grandi che si cuociono come una normale pastasciutta e si condiscono con ragù. Per 12 persone, tante quante sono le suore del monastero di S. Maria Maddalena, si prepara una sfoglia, più erta di quella per tagliatelle, con 6 etti di farina, 5 uova, un cucchiaino di cannella in polvere, una scorza grattugiata di limone, un pizzico di noce moscata e un etto di parmigiano grattugiato (una volta pecorino). Si piega nel modo solito e si taglia a fettuccine larghe 1/2 o 1 cm, a seconda che si vogliano ricavare lumachelle da fare in brodo o asciutte. Attorno ad un bastoncino scortecciato di "vetica", lungo 35 cm e dello spessore di uno spiedino si avvolgono dei pezzi di queste fettuccine in modo da formare tanti anelli, distanziandoli, l'uno dall'altro, un centimetro. Questo bastoncino si fa poi rotolare sotto una leggera pressione con le dita su un antico pettine per tessitori. Si formeranno tante lumachelle rigate che, somigliando ai grani del Rosario, vengono anche chiamate "Ave Marie" (quelle più piccole) e "Pater Noster" (quelle più grandi). Vengono facilmente sfilate dai bastoncini e, prima di cuocerle, vengono messe a riposare coperte da un telo di lino ("mantil") sopra la spianatoia. Si servono con una manciata di parmigiano.
Innanzitutto preparate una sfoglia con farina ed uova, potete scegliere se usare farina 00 oppure un misto di farina 00 e semola rimacinata di grano duro; ho preferito non aggiungere formaggio, cannella e buccia di limone che proverò in un secondo tempo!!!
Io personalemnte ho fatto una sfoglia con 2 uova, 130 gr di farina 00 e 70 gr di semola rimacinata!!!
Tirare la sfoglia un pochino spessa, se usate la nonna papera direi che va bene arrivare alla penultina tacca!!!
Ricavare quindi delle strisce larghe circa 1 cm
Da queste strisce ritagliare dei pezzi lunghi circa 5 cm......io ho fatto un segno sulla spianatoia e così mi sono facilitata il compito!!!
Ho preso poi il pettine per i garganelli ed il suo bastoncino ed ho girato intorno a quest'ultimo i pezzetti di pasta premendo un pochino.....ne ho messi 5 per sveltire l'operazione!!!
Ho quindi fatto rotolare il bastoncino sul pettine (o rigagnocchi) ottenendo le mie lumachelle!!
Che si sono facilmente staccate dal bastoncino!
Tutto qui!!!!....facili no????
Possono essere usate per una zuppa di verdure , per una pasta e ceci o fagioli o lenticchie o ciò che più ci piace!!!
Augurandomi di avervi fatto cosa gradita......un caro saluto!!!





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