Sarebbe ora di condividere, dopo aver passato tanto tempo a vampirizzare le splendide ricette dei cookini, per cui copio e incollo dal mio blog, chiedo scusa se è stata già postata:

Tempo fa ho visto questa ricetta, ma alla mia età la memoria fa un po cilecca... non ricordo se l'avevo vista su un giornale, piuttosto che in un ristorante, alla televisione o internet... non mi ricordo più!!! So che per tanti anni è stata nel dimenticatoio, quando un giorno mi è punto vaghezza di farla, più che altro perché ero curiosa di sentirne il gusto!!!

Indi per cui, TA-DAAAAA!!!! La mia personalissima versione delle pappardelle ripiene!!! io li ho fatti per 4 persone, anche perché insomma, non sono assolutamente difficili da fare, ma sono quelle cose un po lunghe..... ma siccome il mio motto è: se non c'è manipolazione non c'è cuoco, andiamo a fare i cuochi:

INGREDIENTI:

Per la pasta:
400 g. di farina di semola rimacinata
4 uova
cioè l'impasto classico. Io ho usato la normale farina 00 ma mi riprometto la prossima volta di usare la semola per farle venire un po più sostenute.

Ripieno:
1 radicchio
ricotta
1 uovo
parmigiano
1 cipolla
sale, pepe q.b

Condimento:
Funghi 1 conf.
aglio
burro
vino bianco
peperoncino piccante (falcoltativo)

Iniziamo col preparare l'impasto... dato che gli impasti devono riposare almeno una trentina di minuti per non rompere la maglia glutinica e lasciare l'impasto bello elastico, prepariamolo impastando uova e farina (se serve qualche goccio di acqua tiepida), coprirlo con pellicola trasparente e lasciarlo da parte. NON mettete sale perché il sale è quella robina che elimina l'elasticità dell'impasto, meglio metterlo nell'acqua di cottura che nell'impasto.

Mentre l'impasto riposa prepariamo il ripieno: molto semplicemente soffriggiamo la cipolla e aggiungiamo il radicchio lavato e scolato



e tagliato a pezzi molto piccoli... facciamolo andare per una decina di minuti, o comunque il necessario per asciugare l'umidità propria della verdura, perché se no inzupperebbe la pasta, chiudiamo il fuoco e lasciamolo un attimo a intiepidire.
Quando è abbastanza intiepidito, vediamo se è il caso di sminuzzarlo ancora un po nel caso ci fossero alcuni pezzi grossi, in genere io una passata di coltello la faccio... chi vuole può usare la mezzaluna, ma come dicono ai corsi di cucina "il vero cuoco non usa la mezzaluna". In effetti io dopo che mi sono abituata ad usare il coltello ho accantonato la mezzaluna, col coltello mi diverto di più!!! :-)

COMUNQUE!!!..... dopo che il radicchio ci sembra della misura che ci aggrada, via in una ciotola a mischiarlo con uovo, parmigiano e ricotta.... impossibile dare le dosi , perché c'è chi ama più ricotta chi invece preferisce sentire più l'amarognolo del radicchio, suggerisco un sistema matematico mooolto efficace:
A-S-S-A-G-G-I-A-T-E!!!
Quando il gusto sarà entrato nelle vostre corde, l'impasto è pronto!

Adesso abbiamo l'impasto che ha riposato e il ripieno. Regola N. 1 del cuoco provetto sopraffino: dopo che avete fatto il più grosso, e con lo sguardo ammiccante vi compiacete del vostro lavoro, aprite il frigo, tirate fuori una bottiglia di un ottimo gewurztraminer, stappatela, versatela in un bicchiere a calice, sedetevi e sorseggiatela con aria goduriosa continuando a guardare compiaciuti la prima parte del vostro lavoro mentre vi dite "come sono stata brava!!!" . Questa fase va ASSOLUTAMENTE seguita altrimenti il piatto non riesce!!! :-) Va bene anche un muller thurgau, l'effetto è lo stesso!!!

(per chi è astemia il tutto funziona con un'ottima perrier d'annata)

Dopo la fase di auto-compiacimento, continuiamo:

iniziamo con la classica sfoglia... se abbiamo la nonna papera, facciamo delle belle strisce larghe, chi è una sfoglina provetta tirerà la sfoglia a mano, ahimè io confesso la mia mancanza in tal senso.



e con l'aiuto di un sac-à-poche facciamo delle belle strisce di ripieno:



Chiudiamoli con un'altra sfoglia e sigilliamo bene tutti i bordi intorno, ma MOLTO BENE perché non possiamo permetterci che si aprano in cottura, magari inumidiamo i bordi ma CHIUDIAMOLI BENE.


E vualà (francese riveduto e corretto) ecco come si presenta il nostro lavoro finito!




Quanti ne facciamo a testa? persone di fame media direi un 5 o 6 a testa... se usate la farina 00 in cottura cresce di più della semola, comunque bisogna tenere conto che il piatto è ricco quindi si può anche stare bassi.

Non sono carine le mie creature?

Possiamo farli il pomeriggio o la mattina se abbiamo in programma una cena, per il condimento io ho optato un ragù di funghi, ma anche il classico burro salvia (e semi di papavero no???) possono andare bene, quello che non vedo attinente invece è un sugo di pomodoro, secondo me coprirebbe troppo.

Condimento di ragù di funghi:

burro e aglio tritato a soffriggere in una pentola, aggiungiamo i funghi freschi (magari avere i porcini, se no accontentiamoci degli champignon o dei cremini) vanno bene tagliati a pezzettoni, tanto dopo li trasformeremo in crema.


Facciamo evaporare l'acqua che faranno, bagniamoli con un bicchiere generoso di un ottimo vino bianco (non quello che serve all'auto-stima del cuoco!!!) e facciamo andare qualche minuto. Con un frullatore a immersione trasformiamoli in una purea molto granulosa, non deve essere proprio ridotto a crema.


TA_DAAA! il vostro mega piatto per stupire amici parenti e nemici è pronto!!! lessate con delicatezza le pappardelle, scolatele con altrettanta delicatezza, appoggiatele in un vassoio largo e piatto per ridurre al minimo il mescolamento, conditele col ragù di funghi e.... godetevi i complimenti!!!
Non sono riuscita a fare una foto delle pappardelle finite, questo piatto si è letteralmente autodistrutto dopo i canonici 10 secondi, nemmeno mission impossible sarebbe arrivata a tanto!!! Una bella soddisfazione!!!!

Cris