Chinotti canditi
Come da ricetta tratta dal bellissimo “Libro delle conserve” di Mariella Pizzetti - edito da Mondatori (1982) – ho preparato i Chinotti Canditi che poi ho usato nel Liquore al Chinotto.
Preparazione
Si prendono i chinotti, si lavano bene e si bucano in tre o quattro punti con un grosso ago; si mettono in una terrina con acqua fredda che li copra del tutto e si tengono così per 2 giorni,cambiando l’acqua almeno due o tre volte al giorno.
Si mettono poi in una pentola con acqua fredda e si fanno bollire a fuoco dolce per un quarto d’ora; nel frattempo si sarà preparata un’altra pentola con un litro e mezzo di acqua che si porterà a bollore.
Scolati i chinotti dalla prima acqua, si tuffano subito in quella bollente lasciandoli bollire ancora 10 minuti.
Si tolgono con un mestolo bucato e si mette la seconda acqua in un tegame con un chilo di zucchero;
si fa rapprendere lo sciroppo e quando è quasi al “velo” vi si aggiungono i frutti, si lasciano cuocere per 2 – 3 minuti e poi si versa il tutto in una terrina.
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Si lascia riposare 24 ore, dopo di che si versa nel tegame solo lo sciroppo e, quando riprende il bollore, vi si versano i chinotti. Si ripete l’operazione altre cinque volte (non metto foto degli altri passaggi, ovviamente) regolandosi in modo che all’ultima ebollizione lo sciroppo risulti a “bolla forte” (circa 39°). - troverete sotto una tabella che spiega gli stadi della cottura dello zucchero e la misurazione della densità espressa in gradi - Tabella sempre tratta dal libro sopra citato -
Se si desidera, quando sono ancora tiepidi, si può
aggiungere un bicchierino di grappa; il giorno dopo si mettono in un barattolo di vetro a bocca larga chiudendo ermeticamente.
Io invece li ho usati diversamente, mettendoli nel Liquore al Chinotto.
Eccoli pronti :
Mi sembra che la riuscita di questo mio primo "esperimento" di canditura, si possa definire soddisfacente!
E voi che ne dite?
Ecco gli stadi della cottura dello zucchero :
- al “velo” o “alla distesa”, si tratta della prima fase, quando appena incomincia l’ebollizione;
- al “filo”, dopo pochi minuti di ebollizione:
- alla “bolla”, “palla” o “pallino”
- al “caramello”
Vi sono, come si può vedere nella tabella più sotto, degli stadi intermedi a seconda dei gradi.
(ad esempio per la frutta sciroppata è sufficiente uno sciroppo a “filo sottile”, cioè compreso tra i 25 ed i 27° mentre per la frutta candita serve lo sciroppo a “bolla forte” circa 39°).
Naturalmente il tempo di ebollizione varia a seconda della quantità rispettiva di acqua e di zucchero.
VELO le bollicine sono piccolissime; immergendo la schiumarola lo sciroppo vi si distende sopra.
20°
FILO SOTTILE prendendo tra il pollice e l’indice bagnati una goccia di sciroppo dalla schiumarola e aprendo le dita, si forma unsottile filo che si rompe.
27°
FILO GROSSO ripetendo l’operazione, si ottiene un filo più resistente che si allunga di più.
30°
PERLATO il filo è più solido e forma sulle dita una goccia rotonda.
33°
FILO SOLIDO il filo si allunga senza rompersi.
35°
SOFFIATO togliendo la schiumarola dallo sciroppo e soffiandovi sopra, si formano delle bolle di zucchero che vi restano attaccate.
37°
PICCOLA BOLLA (o piccolo pallino) sulla schiumarola si formano delle bolle che vi rimangono attaccate; rigirandole un poco fra le dita bagnate, si forma
una piccola pallina appiccicosa.
39°
BOLLA FORTE ripetendo la stessa operazione, la pallina che si ottiene arrotolando una goccia di sciroppo fra le dita è più grossa e meno appiccicosa.
40°
PICCOLO CARAMELLO lo zucchero si spezza quando si tenta di arrotolarlo e una goccia, fatta cadere nell’acqua fredda, si solidifica
immediatamente.
GRAN CARAMELLO una goccia di sciroppo, fatta cadere nell’acqua fredda, scricchiola
diventando dura e fragile come vetro.
Lo zucchero incomincia a prendere una colorazione giallastra.
E’ bene ricordare che i gradi corrispondono alla densità, non al calore (che è sempre superiore ai 100°) e che bisogna fare molta attenzione a non bruciarsi.
Ciao
Mela










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) ma essendo solo buccia da candire, il procedimento è molto più semplice rispetto a quello della canditura del chinotto.
.... che gusto ha??
