
Originariamente Scritto da
Mulino bianco
La ricetta è identica: stessi ingredienti e stesse dosi. Varia il procedimento e in particolare vanno seguìti i piccoli accorgimenti che provvedo a segnalare con il grassetto:
1. la sera prima, non prima delle 19 e non più tardi delle 22, impasti prima tutta l'acqua con tutta la farina, senza lievito (anche abbastanza rapidamente, con una forchetta, finché non comincia a formarsi il glutine), e la lasci riposare per venti-trenta minuti;
2. trascorso il tempo di cui al punto precedente schiacci la pasta con le mani bagnate, aggiungi il lievito e, continuando a impastare, introduci il sale (rigorosamente marino!), poi ripieghi la pasta su sé stessa una o un paio di volte;
3. metti l'impasto a lievitare in un recipiente coperto a temperatura ambiente (in estate in frigorifero);
4. al mattino tra le 7 e le 8 prelevi l'impasto ed effettui lo staglio, cioè la suddivisione in panielli, con le mani bagnate o infarinate e *senza* rimpastare (salvo quanto appresso indicato);
5. dalle 3 alle 5 ore prima di dover infornare stendi come da copione.
La ragione per cui ricorriamo all'autolisi e a un maggiore incordamento è semplice: dobbiamo far sì che l'impasto regga 24 ore di lievitazione senza collassare. La tripla lievitazione serve anche a questo. Se dopo la prima lievitazione la pasta dovesse risultare troppo rilassata, una volta fatti i panielli dà a ciascuno di essi un po' di corda con un solo giro di pieghe a libro o a busta da lettera. Nelle ore successive per effetto della proteasi il glutine si rilasserà di nuovo, cosicché il prodotto finale non potrà risultare gommoso, ma non praticandole si sarebbe rischiato il collasso (inoltre esse, come d'altronde le pieghe, favoriscono un maggiore sviluppo della mollica). Nel frattempo l'amilasi continuerà ad agire e questo migliorerà notevolmente l'aroma del prodotto finito, tanto a livello olfattivo quanto a livello gustativo, e inoltre ne determinerà un maggiore e più rapido colorimento (grazie alla maggior quantità di zuccheri semplici disponibili; questi caramellano per effetto della reazione di Maillard).
Attenzione alla scelta della farina: io ho imparato a gestire anche le W 220-230 e ti posso dire che la preferisco con le farine più deboli (ovviamente non sotto questa soglia) piuttosto che con quelle più forti, ma se sei alle prime armi ti consiglio spassionatamente di provare con una farina W 240 perlomeno, evitando miscele fai-da-te di farine di forze sconosciute, specie se la farina di base è la 00 Barilla (che è un prodotto che in generale ti sconsiglio; è estremamente debole, incostante e oltretutto costa decisamente troppo rispetto al suo livello qualitativo). Cristy74, che ha scritto poco prima di te, la quale ha imparato da me a fare la pizza in teglia, ha usato la 0 Coop (in purezza, senza alcun genere di taglio; è già rinforzata) e ci si è trovata benissimo. In generale va bene qualsiasi farina specifica per pizza; si può avere qualche piccola difficoltà solo con la Alimonti e la Ca' bianca (MD, Dpiù) prodotta da Alimonti, che però dovrebbe essere risolvibile con l'autolisi. Francamente mi sento di sconsigliarti la Farchioni, che è un ottimo prodotto ma a mio avviso dà il meglio di sé con tempistiche ancora più lunghe (è una W 280-300). Ottime invece, tra le numerose che abbia provato, la Divella, la Pedone, la Tandoi, la Ca' bianca prodotta da Madonna delle Grazie, la Tre mulini (Eurospin) prodotta da MTP (Tandoi), la Tre mulini prodotta da Grandi molini italiani, la Dallari alimenti Sorbara (Molini industriali); discreta, anche se dicono che sia incostante, la Gran mugnaio Spadoni. Alcune di queste sono 0 e altre 00, tutte accomunate dal fatto che tengono scritto che sono ideali/consigliate/speciali per pizza/e (o per pizze e focacce, pizza e pasta sfoglia, pane e pizza et similia). Sulla Coop è scritto «particolarmente indicata per pane, pizze e focacce» su una costola del sacchetto. Se proprio non trovi altro ci sarebbero anche le omologhe Tre grazie (Progeo molini) e Le farine magiche (Ipafood - Lo Conte), ovviamente quest'ultima non istantanea, ma personalmente ho avuto dei problemi con il secondo prodotto e altri me ne sono stati segnalati in merito al primo, dunque non garantisco al riguardo. Infine, ti consiglio di diffidare da quelle confezioni che riportano indicazioni del tipo «ideale per tutti gli usi in cucina» o – peggio ancora – «speciale per pizza e dolci»; quest'ultima in particolare non significa niente perché una farina idonea per una torta a lievitazione chimica non è adatta per la panificazione, perché non ha la forza adeguata, e viceversa una farina da panificazione non va bene per fare un pan di Spagna perché c'è il pericolo che sviluppi glutine, facendolo venire gommoso (oltre ad altri effetti collaterali che ciò comporta che non ti stoqua a spiegare).
Per quanto concernere la temperatura dell'acqua, semplificando la regola del 55, non posso che ribadire quanto spiegato a suo tempo da Maruzzella: fredda di frigorifero in piena estate sino ad arrivare, via via che fa più freddo, a un riscaldamento al massimo a 40 °C. Con la temperatura che ho oggi in casa, userei (anzi userò, dato che la farò) acqua a temperatura ambiente e non intiepidita. Per la quantità di lievito, direi che 2 grammi (considerando quello fresco) per chilo di farina sono sufficienti (io non uso lievito di birra ma pasta acida).