Grazie alla collaborazione di Lora2006, con la quale mi sono confrontata per le dosi da utilizzare e che ha fornito una delle ricette che ho utilizzato per ricavare questo pane, e grazie all´in-put di Pappona Gaudente – toscana d.o.c. - vorrei condividere con voi questa versione di bozza pratese. Un pane definito “sciocco” (cioè senza sale). Come altri pani toscani dunque si accompagna bene con i salumi e i formaggi saporiti della regione... e non solo.
Naturalmente nelle case moderne non si hanno le condizioni per preparare al meglio questo pane, che dovrebbe essere cotto nel forno a legna – ma quanti fornai, anche pratesi, oggi lo fanno cosí?.
Vi assicuro comunque che anche utilizzando una buona pietra refrattaria si riesce a trasportare sulle nostre tavole il sapore del pane di una volta.
Breve storia (da un articolo della rivista Dolcesalato): “la bozza pratese nasce per caso alla fine del 1800. Non avendo piú pane in negozio, un fornaio taglió velocemente dei pezzi dall´impasto in lievitazione e li infornó. Il risutato? Questo pane “abbozzato” e dai contorni irregolari. La recisione dell´impasto interrompe la lievitazione, di conseguenza, lo sviluppo in forno non è piú uniforme, a differenza del pane che prima di cuocere, normalmente non viene quasi toccato.La bozza è un pane compatto, dalla crosta spessa e dal sapore integro. Ideale per preparare i crostini da accompagnare alle minestre. A Prato è stato costituito il Consorzio della Bozza pratese: circa 23 aziende si sono riunite per tutelarla”.
Questa la ricetta pubblicata dalla rivista per un chilogrammo di farina
1000 g farina 0 non molto forte
300 g pasta di riporto (o meglio lievito naturale) – 30% rispetto alla farina
50 g lievito di birra – 5% rispetto alla farina
650 g acqua – 65% rispetto alla farina
Questa è la ricetta ricalcolata con le mie dosi
835 farina di grano tenero macinata a pietra bio
250 g di pasta madre (avevo questa dose dopo 3 rinfreschi)
540 g acqua
(per l´utilizzo del lievito di birra ho letto pareri discordanti on-line, quindi ho deciso di non usarlo)
La bozza, a cottura finita, pesava circa Kg. 1,100.
I 2 filoncini, ricavati dai ritagli della bozza, pesavano circa 200-300 grammi l´uno
Procedimento (cliccare sulle foto piccole per ingrandirle)
- in una terrina ho versato il lievito giá sciolto nell´acqua appena tiepida, ho aggiunto la farina e ho mescolato. Se vi aiuterete con un´impastatrice (io ho usato la mdp in questa fase), impastare per 15` circa lentamente, altrimenti olio di gomito per 20` almeno
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- quando l´impasto è diventato elastico e tenero, l´ho versato sulla tavola di legno leggermente infarinata, ho lavorato brevemente e l´ho appiattito un pochino dandogli una forma quadrata
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- ho fatto prima 4 pieghe, prendendo gli angoli dell´impasto e portandoli verso il centro. Ho poi piegato di nuovo in due in modo da dargli la classica forma allungata denominata “baco”
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- ho appoggiato l´impasto su una pala infarinata a lievitare, e l´ho infarinato bene anche sopra
- ho lasciato lievitare 3 ore
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- mezz´ora prima che l´impasto finisse di lievitare ho acceso il forno a 300°C con dentro la mia pietra refrattaria
- arrivato il momento di infornare, ho messo sotto alla refrattaria il mio solito vassoietto con pochissima acqua, ho tagliato il pezzo che avrei fatto diventare la mia “bozza” e l´ho infornato a 250° (non senza difficoltá: si muoveva da tutte le parti,) ho spruzzato le pareti del forno e ho fatto cuocere 1 ora
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- dopo 30` , nello sfornare i 2 filoncini piccoli (200-300 g ognuno) che avevano terminato la loro cottura, ho capovolto il pane per farlo cuocere bene anche sotto
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Vai alla gallery » vediamo prima le fette della "bozza" e poi l´interno dei filoncini, molto piú alveolato
Ragazzi, credetemi, questo pane non ha sale, ma ha sapore da vendere
Grazie a chi ha voluto provare questo pane della tradizione toscana:
Iridella
Tizzi
stregonza
gi60
mafi - 1
mafi - 2
titta ribatta - 1
titta ribatta - 2 - lievitazione col metodo della pallina di impasto in un bicchier d'acqua ;-)








Rispondi Citando

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Non ho saputo resistere.

Lora
